«Sistema salute tenuto in piedi dagli infermieri», protesta in Molise

La vertenza ven 28 gennaio 2022
Attualità di La Redazione
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La protesta del NurSind ©Termolionline.it
La protesta del NurSind ©Termolionline.it

CAMPOBASSO. Manifestazione davanti l’ospedale di Campobasso.

Per oggi il sindacato Nursind nazionale ha indetto una giornata di sciopero generale della sanità pubblica. A livello regionale il Nursind ha programmato una manifestazione di protesta che si svolgerà nel piazzale antistante l’ingresso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

Il Nursind vuole far presente che solo un anno fa il quello stesso luogo i politici regionali, le forze dell’ordine, la direzione generale dell’Asrem osannava il personale infermieristico ed il restante personale sanitario, come eroi, angeli venuti dal cielo per dare la propria vita pur di salvare le vite degli altri. Hanno lottato a mani nude, senza dispositivi medici (guanti, mascherine, caschi, tute, ecc) non si sono tirati indietro restando a casa in malattia, ma presentandosi in servizio pur sapendo che entravano in ospedale e non sapevano quando potevano uscire.

In silenzio senza chiedere nulla in cambio: si lottava contro un nemico sconosciuto.

Molti si sono ammalati di covid, molti sono finiti in terapia a proprie spese a causa del long covid, molti non si sono visti neanche riconosciuta a malattia professionale per distrazione o disinteresse della Asrem.

In quell’occasione ovunque c’era un infermiere, c’era un santo. Quante belle parole pronunciate in ogni luogo a favore di questa professione.

1)  Oggi lo stato, la nostra regione, si sono dimenticati di questi professionisti, il governo Draghi non ha dato alcun segnale di vicinanza agli infermieri che garantiscono l’assistenza 24 ore su 24.

2)  Le condizioni di lavoro sono diventate inaccettabili

3)  Gli stipendi degli infermieri italiani sono tra i più miseri d’Europa;

4)  Troppe responsabilità: gli infermieri si sobbarcano quotidianamente responsabilità che non competono e nello stesso tempo sono costretti a svolgere ancora “ mansioni” inferiori non di propria competenza;

5)  Troppe spese che invece dovrebbe pagare l’Asrem:

·     Assicurazione per colpa grave;

·     Spese per la formazione continua in medicina, master universitari, ecc;

·     Iscrizione all’ordine degli infermieri

6)  Vogliamo vedere sviluppate e riconosciute le competenze degli infermieri che ogni giorno svolgono nell’assistenza ai pazienti;

7)  La professione infermieristica è cosi svalutata e molti infermieri lasciano gli ospedale (ad esempio nel mese di gennaio 2022 all’Asl Roma 2 si sono licenziati ben 600 infermieri),

8)  La programmazione dell’assistenza al paziente non si può delineare e programmare senza il valido contributo esperienziale e culturale degli infermieri;

9)  Ci è stato negato anche il dovuto, perché già stanziato, la cosiddetta indennità di specificità. Uno schiaffo a chi ogni girono sacrifica la propria vita per gli altri e permette a questo paese di stare ancora in piedi.

Gli Infermieri iscritti al Nursind del Molise condividono le ragioni che hanno spinto la Segreteria Nazionale alla dichiarazione dello sciopero del 28 Gennaio. Per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini, consapevoli della grave e cronica carenza di personale che, nella nostra regione, blocca troppo spesso anche l’erogazione di servizi essenziali, per non creare ulteriori inefficienze nel periodo pandemico che stiamo vivendo, parteciperanno allo sciopero lavorando con un segno di lutto sulla divisa, senza astensioni, per evitare di creare ulteriori disagi. Nel contempo sarà organizzato, la mattina del 28 un incontro con volantinaggio nel piazzale antistante l’Ospedale Cardarelli di Campobasso per informare i cittadini delle ragioni dell’agitazione sindacale. L’ atteggiamento responsabile non venga però scambiato, da parte dell’Azienda e delle Istituzioni, per resa o accettazione passiva della situazione contingente ormai divenuta insopportabile. Le ragioni dello sciopero sono sentite, condivise e saranno motivo di lotta e rivendicazione su più fronti. “Ci preme oggi, far conoscere ai cittadini le ragioni della nostra protesta perché riteniamo che proprio i cittadini devono essere i nostri migliori alleati in quanto, un miglioramento delle nostre condizioni di lavoro si trasformerebbe in un miglioramento dell’assistenza per tutti, con un innalzamento della qualità e della sicurezza delle cure oggi non più garantite a causa dell’enorme mole di lavoro che gli Infermieri hanno dovuto sobbarcarsi negli ultimi anni, fattore questo, che ha determinato anche un elevato stress da lavoro correlato”. Le ragioni principali dello sciopero sono legate ai tempi lunghi di chiusura del nuovo contratto collettivo nazionale e al mancato inserimento nella Legge di Bilancio 2022 dell’emendamento che avrebbe dovuto svincolare l'erogazione dell'indennità specifica dal rinnovo contrattuale, già pagata ai medici, giustamente, ma non al restante personale sanitario e socio-sanitario che nonostante sia il più esposto ai rischi, garantendo l’assistenza nelle 24 ore, ancora non percepisce il dovuto. Le condizioni di lavoro sono diventate inaccettabili perché ormai da due anni per la pandemia, ma già prima, gli Infermieri ininterrottamente, con scarsi presidi, istituti contrattuali non garantiti (ferie, permessi ecc.), spostamenti improvvisi di reparti, sovraccarico di lavoro, carenza di personale, si sacrificano per salvare vite senza nessun riconoscimento economico (abbiamo lo stipendio più basso d’Europa) e senza il giusto riconoscimento delle proprie competenze, ma con sempre maggiori responsabilità. Anche in Molise gli Infermieri sono stanchi e forse di più. La carenza cronica di personale a cui assistiamo da oltre un decennio, si è accentuata con la pandemia che ha visto e vede tanti colleghi contagiati e la necessità di concentrare il poco personale nella somministrazione dei vaccini e nella esecuzione dei tamponi. Ma non esiste solo il Covid e i reparti continuano a soffrire per la carenza del personale. Nei reparti, anche in quelli di emergenza, non è garantito lo standard minimo di personale Infermieristico rispetto ai posti letto attivati e i turni troppe volte sono assicurati solo sulla carta. Durante le quattro ondate pandemiche sono stati chiesti sacrifici Nursind Molise enormi al personale infermieristico che ha rinunciato ai riposi e ha sottratto tempo alle famiglie per lavorare montagne di ore di straordinari (per eseguire tamponi e vaccini) sotto la pioggia, il vento e la neve e fino a tarda ora, che a distanza di un anno ancora non vengono retribuiti. Ancora oggi ci sono reparti in cui si lavora dodici ore, le ferie sono bloccate e il personale è stremato e stressato anche a causa del demansionamento a cui si assiste in alcuni ambienti.

Ci sono Infermieri che coprono turni anche per 24 ore di fila, tra turno normale e reperibilità e in più reparti contemporaneamente, ma che garanzia di lucidità mentale e sicurezza delle cure può essere assicurata da chi si ritrova per tante ore in servizio? Mancano protocolli sulla gestione dei pazienti positivi al Covid e se ci sono, nessuno controlla la loro applicazione. Mancano letti su cui ricoverare i pazienti. E questa situazione che incide negativamente sulla qualità dell’assistenza dura da troppo tempo. La nostra Azienda ha reclutato personale a tempo determinato non sufficiente per sopperire alle carenze. E questo è un altro punto dolente: che fine farà questo personale visto che i contratti sono in scadenza? Il Governo centrale ha previsto la stabilizzazione del personale precario con la Legge di Bilancio 2022, che vuole fare l’Asrem? Benissimo aver indetto un concorso pubblico per il reperimento di altri Infermieri a tempo indeterminato, ma quali sono i tempi dell’espletamento della procedura concorsuale? Gli Infermieri hanno bisogno di risposte.

“Ma eravamo in emergenza e come sempre con grande spirito di servizio e profonda abnegazione al nostro lavoro abbiamo dato tutto quanto era nelle nostre forze. Ma oggi non è possibile continuare a chiedere sacrifici, addirittura non retribuiti o retribuiti in modo del tutto insufficiente, che nel lungo periodo possono determinare situazioni di stress da lavoro correlato che potrebbero avere risvolti negativi sull’assistenza e sulla salute del personale stesso”. Gli Infermieri non vogliono più essere chiamati eroi o angeli, sono professionisti, professionisti della salute e le pacche sulle spalle o le belle parole non bastano più. Basta con gli elogi sui social o con i ringraziamenti fatti solo di parole ormai senza più significato. Gli Infermieri chiedono di essere messi nelle condizioni di svolgere bene la loro professione, di poter prendere in carico i pazienti con adeguati piani di assistenza e poter garantire loro la sicurezza delle cure. E tutto questo è possibile solo con un adeguato rapporto tra Infermiere/paziente. Chiedono un celere rinnovo del Contratto Nazionale e il rispetto, a livello locale, degli istituti contrattuali con i giusti tempi di riposo a tutela della propria salute. Chiedono inoltre, di vedersi corrispondere una giusta retribuzione per il lavoro svolto e in Molise il pagamento di tutte le spettanze arretrate. Siamo professionisti non missionari.

GLI INFERMIERI TENGONO IN PIEDI IL SISTEMA SALUTE pertanto NON C’E’ PIU’ TEMPO DA PERDERE. 

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