«Prenotare una visita presso il reparto di diabetologia di Termoli è diventata un'odissea»

Lo sfogo ven 28 gennaio 2022
Attualità di La Redazione
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Diabetologia al San Timoteo ©Termolionline
Diabetologia al San Timoteo ©Termolionline

TERMOLI. Una testimonianza personale e giornalistica, quella della collega Alberta Zulli, che da paziente del reparto di Diabetologia dell’ospedale San Timoteo, ha voluto narrarne la storia infinita: «No, non è il titolo di un romanzo ma potrebbe essere il titolo di un film horror. Film horror che da troppo tempo i pazienti basso molisani stanno vivendo.  

Chi parla lo sa per certo quello che succede, perché oltre a essere una giornalista, è una paziente affetta da diabete insulinodipendente di tipo 1 e micro-infusa da 23 anni. Prenotare una visita presso il reparto di diabetologia di Termoli è diventata un'odissea. Le liste sono chiuse. Perché? Perché non compare Termoli nel sito del Cup? Perché non tornare al vecchio, ma tanto ben sviluppato, modello? Quello dove le infermiere e i medici decidevano come, quando e perché il paziente doveva a visita! I pazienti non sono tutti uguali. Il diabete non è uguale per tutti. Per fortuna o purtroppo. Le infermiere del reparto di diabetologia conoscono bene i casi, a differenza delle nuove dottoresse, la Bosco e la Scarano che da poco sono state assunte. Quindi sarebbe giocoforza che, con l’aiuto e il loro prezioso supporto, si riuscirebbe a inserire i pazienti per poter effettuare nel minor tempo possibile le visite di controllo, le urgenze. Sono tanti i pazienti che da fuori regione sono in cura qui da noi.

Gli stessi che, però, a oggi 27 gennaio non riescono a fissare un appuntamento. Perché, ormai, si passa tramite Cup. Cup che non ti prenota poiché Termoli nei terminali non esiste. Siamo stufi di questa situazione. Siamo stufi di non esser considerati. Siamo stufi di esser rimbalzati da un ufficio all’altro. Il Cup risponde dicendo che è la diabetologia a dover effettuare la prenotazione della visita ma non è così. Perché?

Perché nel momento in cui io paziente vado a visita e poi a timbrare la mia impegnativa, io Cup non me l’accetta! Smuovere un sistema così tragico diventa un dramma. Un dramma che non si può riversare su noi pazienti affetti da diabete. Perché il nervosismo, le ansie non ci fanno bene. Non fanno bene a una persona “sana”, figuriamoci a noi!  Abbiamo bisogno di supporto e di essere capiti e seguiti con dignità. Quella dignità che ci stanno togliendo.  Ho bisogno di essere seguita. Di fare accertamenti. Perché non è possibile che a causa della chiusura dell’agenda per la diabetologia, io rischio le complicanze dovute a questa malattia. Come è già successo durante la prima ondata di Covid19. La mia retinopatia è avanzata e in ospedale non si poteva accedere. Questo non ce lo possiamo più permettere». Questo lo sfogo di Alberta,  paziente della diabetologia di Termoli, affetta da diabete tipo 1 insulino-dipendente con complicazioni alla vista.

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