Diritto all'aborto negato, Stumpo: "Pronti a scendere in piazza"

Azione e reazione dom 26 giugno 2022
Attualità di La Redazione
2min
Marcella Stumpo in Consiglio ©Termolionline.it
Marcella Stumpo in Consiglio ©Termolionline.it

TERMOLI. Pronti a resistere. E' la reazione che attraverso Marcella Stumpo scaturisce dalla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha cancellato il diritto all'aborto.

"Ce ne dobbiamo preoccupare tutti e subito, di quello che è successo ieri nella cosiddetta patria della democrazia, quegli Stati Uniti d’America che in nome di un maschilismo nutrito di oscurantismo religioso e ignoranza profonda stanno cancellando il diritto della donna a decidere del proprio corpo, allo stesso tempo eliminando anche le debolissime restrizioni all’acquisto e uso delle armi. Difendono la vita, questa la loro delirante motivazione; noi aggiungiamo che lo fanno, evidentemente, in modo che poi sia facile uccidere nelle scuole bambini e adolescenti con armi alla portata di chiunque: popolo schizofrenico davvero. La storica sentenza Roe vs Wade, ben nota a tutti coloro che si accostano al diritto anglosassone, aveva sancito 50 anni fa il diritto all’aborto in Costituzione; oggi 6 membri conservatori di una Corte Suprema che si ritiene guidata da Dio, in toga nera come il futuro che riservano alle loro compatriote, hanno abolito quel diritto. Come a Capitol Hill, lo stesso tentativo di rovesciare libertà e democrazia, non con armi o pittoreschi copricapi cornuti ma con l’uso strumentale della Costituzione. Come Rete della Sinistra, siamo sgomenti davanti alla negazione di un diritto acquisito e fondamentale; manifestiamo con forza la speranza che le donne americane si mobilitino in massa e ad oltranza per bloccare questo becero attacco alla loro libertà di scelta, ed esprimiamo assoluta vicinanza e sostegno. Ma ricordiamo anche a tutte e a tutti in Italia e in Europa che è indispensabile comprendere subito l’impatto a livello mondiale di questa pericolosa decisione. Sì, perché l’immagine convenzionale degli Stati Uniti è ancora quella della “land of freedom”, terra della libertà, anche se non riusciamo a capire su quali basi, considerato come essi trattano migranti, minoranze etniche e, appunto, le donne. Proprio per questa pervasiva e infondata convinzione che gli Usa siano un modello universale questo divieto significherà un arretramento immediato sul fronte dei diritti anche altrove, specialmente nei paesi europei dove sovranismo e populismo si diffondono a macchia d’olio, e le peggiori forze di destra avanzano, Francia e Italia in testa. E difatti già oggi si sprecano le trionfanti dichiarazioni di giubilo di alcuni nostri politici, ed è palese che si affilano le armi per cancellare la legge 194, grande conquista degli anni ‘70, come se non fossero bastati in questi decenni i tentativi striscianti di vanificarla attraverso il ricorso massiccio e ipocrita all’obiezione di coscienza. E ne sappiamo qualcosa in Molise... D’altronde non molto tempo fa ci ha già provato il senatore Pillon... per questo siamo ben consapevoli che ci aspetta una dura stagione di lotta e resistenza, annunciata da tanti segnali e confermata da quanto successo ieri. Prepariamoci allora a tornare nelle piazze e a restarci, sia per solidarietà con le donne americane private del diritto di scegliere sia per difendere ciò che conquistammo allora. Con la sensazione angosciosa che la storia stia scorrendo all’indietro, con la tristezza nel cuore per quest’altra evidente prova che nessun diritto è dato per sempre, come ci eravamo illusi; ma anche con la forza incrollabile di chi sa che non consentiremo a nessuno di espropriarci del nostro corpo, o di trasformarci in Ancelle distopiche". 


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