«Ridisegniamo il territorio col Molise costiero»

Quadranti ven 15 luglio 2022
Attualità di La Redazione
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Veduta aerea della costa termolese ©TermoliOnLine
Veduta aerea della costa termolese ©TermoliOnLine

TERMOLI. Da sempre piuttosto irriverente e provocatorio, a suo modo visionario, ma fine conoscitore del settore portuale e marittimo, l’agente Tonino Fusco, stante anche le novità relativa allo scalo portuale termolese, lancia la New generation Molise. Ossia raccomandazioni e istruzioni chiave di natura geopolitica.

«Il Molise ad est confina con il Mare Adriatico, a Nord-Ovest con l’Abruzzo, a Ovest con il Lazio, e Sud-Est con la Campania e Puglia. Il tratto costiero sviluppa una lunghezza di 32 chilometri ed è tutto pianeggiante; è necessario varare un nuovo modello territoriale, che affianchi agli esistenti (alto Molise, Molise centrale e basso Molise) il Molise costiero».

Come si fa a spiegare il Molise a chi lo guarda e vede solo monti? Come si fa a spiegare il mare a chi lo guarda e vede solo acqua? Una parodia nata nell’ ormai lontano 1963, quando vi fu la definitiva separazione dall’Abruzzo. Questo fece del Molise anche la regione più giovane d’Italia e, a detta di alcuni, “il Molise che non esiste”! La divisione nel 1963 (dalla cronaca e storia). Dopo la seconda guerra mondiale, le due regioni furono ridisegnate come un’unica realtà nonostante nell’Assemblea Costituente si fosse già ventilata l’ipotesi di separarle. Anche come circoscrizione elettorale, infatti, abruzzesi e molisani votarono in ambiti diversi già al famoso referendum del 1948. La decisione sull’unione delle due regioni nell’Italia Repubblicana di fatto fu procrastinata. Nel 1963 la separazione fu definitiva e sancita per legge, e il Molise, che comprendeva solo la provincia di Campobasso, divenne una regione a sé. Fu l’unico caso in cui una regione si è formata per distaccamento da un’altra regione che la comprendeva. Chiaramente si evince che la regione autonoma Molise fu costituita non per rendere autonomi i cittadini molisani, ma per istituire nuovi posti di “Comando” e nuove poltrone – che rende meglio l’idea - creando così due prefetture in più ecc. ecc. Tutta la storia dalla nascita ad oggi (2022) è omissis, e continua con i seguenti titoli di cronaca nel tempo presente: La spinta al turismo arriva dal Guardian: “Molise regione verde e incontaminata ancora da scoprire”. La domanda sorge spontanea: dal 1963 ad oggi è passato più di mezzo secolo, - nel 1969 Armstrong ha messo il primo piede sulla luna, - si sta preparando la terza guerra mondiale, -anche i lupi stanno spopolando e dobbiamo ancora scoprire il Molise? .......e quando? Forse ad “Kalendas Graecas soluturos” cioè “mai”! Segue da Striscia la notizia: Milioni per il turismo, a breve spot Rai sul Molise: “La nostra svolta culturale”; la Tintilia del Molise sbaraglia gli storici avversari francesi: oro al “Challenge International du Vin”; Bandiera blu 2022: in Molise la “Fee” Foundation Envirolmental Education per le acque più pulite premia solo Campomarino. Termoli resta a bocca asciutta, escluse le isole Tremiti.                                                                               Sembra di giocare a tombola e le pallottole sono in numeri cinesi! Scrisse Socrate (470/399 a.C.): Viviamo nei paesi vicino al mare “come rane intorno ad uno stagno”. Allora vediamo “come si fa a spiegare il mare a chi lo guarda e vede solo acqua”... e ricordiamoci, ed è il caso di dirlo, che la musica si suona con le mani e non suonandoci il violino sulla testa. Un territorio è un'area definita o delimitata che include porzioni di acque e/o terreni, considerata possedimento di un animale, di una persona, di un'organizzazione o di una istituzione. Per il “diritto” il territorio è formato da terraferma, mare territoriale, spazio territoriale, sottosuolo e territorio mobile. E’ necessario fare una distinzione a misura per riclassificare/riqualificare meglio questo territorio (regionale) dotandolo di una nuova configurazione in considerazione non solo delle diversità territoriali, ormai acclarate, ma soprattutto in relazione agli insediamenti produttivi di beni e servizi, incluse le attività agricole, industriali, commerciali e artigianali, le attività turistiche ed alberghiere, nonché le attività marittime, che caratterizzano la fascia costiera , con l’obiettivo di raggiungere uno sviluppo/crescita maggiormente equilibrato riducendo le disparità esistenti e prevenendo gli ulteriori squilibri territoriali. La regione Molise dovrà/dovrebbe/potrebbe essere, così com’è ora, distinta in alto Molise (Isernia), Molise centrale (Campobasso) all’ 80% del territorio e Molise costiero (Termoli), ribattezzato, anziché basso Molise, per il restante 20 % ca. del territorio, considerato che la fascia costiera della regione prospicente il mare adriatico ha una lunghezza di soli 35 km. e gli insediamenti urbani, attività economiche e produttive, sono concentrati nell’area costiera entro i 10 km dalla battigia del mare. Pertanto tutto il territorio litoraneo, caratterizzato dal suo collegamento naturale con il mare, può essere classificato inter-costiero e quindi Molise Costiero, più appropriato di Basso Molise che lascia pensare invece alla “Transumanza” e non ad una ricchezza naturale essenziale/prioritaria/strategica senza orizzonti, ossia il mare. La storia antica insegna che le prime civiltà si sono sviluppate grazie alla vicinanza all’acqua, quella dei fiumi, perché l’acqua è un’importante risorsa per la vita dell’uomo. Viene a volte da pensare che per il Molise il mare invece è un difetto della natura. Inutile nascondere che il nostro territorio ha una radice terranea sin dall’antichità, come scrive Platone (428/347 a.C.), “il carattere degli uomini cambia in rapporto alla distanza che li separa dal mare; entro 20 stadi (km. 14,700) si ha un carattere, oltre tale distanza se ne ha un altro, in quanto il contadino senza mare, ossia un facile sbocco commerciale, non produce più di quanto gli serva per nutrirsi”. Il fatto purtroppo è difficile da spiegare, ma ancora più difficile da capire, nonostante la teoria di Platone! A proposito di Guardian, vediamo ora le ultime “flash and breaking News” riportate dalla stampa inglese riguardo il nostro territorio, tradotto direttamente: “Attualmente il Molise, la regione fantasma, è come la Mongolia, uno dei più lontani e meno popolati posti sulla terra, in cerca di soluzioni che portino la civilizzazione sul territorio. Il Molise sta aspettando di essere scoperto, fate subito perché sta per scomparire.

La testata britannica ha inserito la nostra regione al quarto posto fra le vacanze sostenibili 2022 e Green me sottoscrive spingendo per le nostre bellezze naturali. Green Me è una testata giornalistica online d'informazione e di opinione su tematiche “green”, con l'obiettivo di contribuire a diffondere comportamenti e stili di vita maggiormente attenti all'ambiente e al pianeta in cui viviamo. Quello del Guardian è solo uno dei tanti riconoscimenti alle bellezze del Molise dopo quello del Ney York Times che nel 2020 inserì la nostra regione fra i posti da visitare. Per come vanno le cose sembra quasi che noi stiamo per essere “l’ombelico del mondo”!

Dunque il Molise, ormai è chiaro, è un territorio incontaminato dal mare ai monti, una contea “Green” inesplorata, dove anche gli abitanti sono “Green”, “alieni intelligenti”, come venivano rappresentati nella fantascienza le creature immaginarie extraterrestri. Con tutto ciò non possiamo però ignorare un famoso ripetuto detto: “a terra il tempo passa, sul mare il tempo delicatamente accarezza le onde, mentre il nostro porto, unica oasi commerciale sulla fascia costiera, affonda in un mare pulito”. Ancora una volta dunque vengono messe in evidenza le potenzialità turistiche della nostra regione, specie per la possibilità di stare a contatto con la natura, di vivere giornate di tranquillità e relax vero, lontani dallo stress della vita di tutti i giorni in un territorio inesplorato, facendo attenzione a non esagerare altrimenti rischiamo di ritrovarci tra non molto nelle caverne buie e senza candele. Su varie cronache gli elogi si sprecano per il Molise che si prepara ad accogliere decine di migliaia di turisti nei prossimi mesi, anche grazie alla spinta che arriva dagli articoli pubblicati periodicamente dai media di tutto il mondo.      

Una regione verde tutta da scoprire. Sta rimbalzando sui social un vecchio articolo del Guardian che a inizio 2022 aveva inserito il Molise al quarto posto fra le 22 mete di vacanze sostenibili per l’anno in corso, dietro soltanto all’isola di Eige in Scozia, a Salonicco in Grecia e alla città di Grenoble in Francia. Il merito è anche di GreenMe che negli ultimi giorni ha riportato in auge quell’articolo della testata britannica, spingendo ancora di più per un viaggio in Molise: “Una regione scarsamente popolata dell’Italia meridionale così fuori dai radar che molti italiani scherzano dicendo che non esiste”.

Sembra un paradosso, ma va citato: “Studiando la storia antica le prime civiltà si sviluppano grazie alla vicinanza all’acqua, quella dei fiumi come nel caso degli Egizi o dei Cinesi o quella del mare come nel caso dei Cretesi, dei Fenici e degli Ebrei che si stabiliscono nelle coste e sulle isole del Mediterraneo a partire dal 2500 A.C.”. E noi aspettiamo il miracolo di San Gennaro che fa sciogliere il suo sangue nell’ampolla una volta l’anno! La nostra penisola è bagnata dal mare dalla nascita e solo il nostro territorio stenta a capirlo che il mare non è acqua dolce perché scarica il Biferno, ma è fatto di acqua salata. Riepilogando, il Molise ad est confina con il Mare Adriatico che non è il Mar Caspio; a Nord-Ovest con l’Abruzzo, a Ovest con il Lazio, e Sud-Est con la Campania e Puglia.

Il tratto costiero sviluppa una lunghezza di 32 Km. ed è tutto pianeggiante. Allora chiediamo al nostro Patrono “San Basso” di intercedere affinché i 32 Km di fronte mare molisano, che a levante si affaccia sull’Adriatico, venga denominato “Molise Costiero”, estrapolato dalla definizione di “Basso Molise”, lasciato invece al territorio collinare a ridosso della suddetta fascia costiera, prendendo in considerazione gli aspetti “geografico/politico”, ambientale, culturale, storico ed economico nel tentativo di raggiungere gli obbiettivi dello sviluppo sostenibile applicato alla Pianificazione territoriale ed urbanistica, tenendo sempre conto che “fin dove arriva il vento del mare è territorio costiero naturale”. Dunque Termoli città rivierasca del Molise si trova sul mare e forse è nata quando è nato il mare: “è qui che il mare luccica e tira forte il vento”. Per questo “Termoli e Basso Molise” suona male, lasciando intendere che Termoli si trova negli anfossi/anfratti del Molise sulla costa, vicino al mare come se fosse il purgatorio della regione. La costa e il mare non hanno nulla a che vedere con il Basso Molise, suona male, è un obbrobrio definirlo così. Immaginate Cristoforo Colombo che scopriva l’America con tre caravelle scendendo dalle Montagne Rocciose per arrivare a riva! La costa si conquista dal mare. La civiltà non cammina sulla terra ma viaggia sulle onde, come una nave che approda e da cui si urla: “Terra, Terra!”. Il nostro futuro non sono i treni, le auto, gli aerei ma sta nel mare, sul mare, con il mare e le sue ricchezze».

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