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sabato 5 Aprile 2025
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Rete ospedaliera, reperibilità e consulti: quando la risposta alle urgenze c’è, basta trovarla

TERMOLI. Una odissea che mette in evidenza come la sanità molisana va anche al di là delle criticità in cui si dibatte.

E’ quella vissuta da due nostri lettori, Giovanna e Mario. Inizia domenica 3 novembre.

«Nel primo pomeriggio ho accompagnato mio marito al pronto soccorso del San Timoteo, in preda a forti dolori al fianco sinistro, irradiati fino alla parte bassa della schiena. Dopo tre ore di attesa, è stato visitato e dimesso in serata con una diagnosi di calcolosi renale, con indicazione di un consulto con l’urologo il giorno successivo. Sì, perché al San Timoteo gli urologi sono disponibili solo in orario d’ufficio: non è prevista la reperibilità. Dopo una nottata infernale, siamo tornati al pronto soccorso alle 8:15.

È stato visitato a tarda mattinata e, dopo un consulto urologico è stato nuovamente dimesso con la conferma di calcolo renale e una raccomandazione: “In caso di febbre alta, rivolgersi a Vasto o Chieti”.

Ma perché fuori regione? Perché non un trasferimento a Campobasso, visto il forte dolore e i valori di creatinina molto elevati? Forse per timore di critiche? Dopo un’altra notte di sofferenza, ci siamo recati al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso, dove è stato ricoverato d’urgenza per calcolosi uretrale, idronefrosi e insufficienza renale acuta. È stato sottoposto a un intervento di litotrissia laser per la rimozione di un calcolo renale di 2 cm. Tutto è bene quel che finisce bene, ma in questo caso il lieto fine è stato possibile solo grazie all’encomiabile lavoro dell’équipe di urologia del Cardarelli, sempre disponibile e reperibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un ringraziamento particolare al dottor Luca Venturino, esempio di gentilezza, disponibilità e grande professionalità».