Vandelli ricorda gli anni 60 e Lucio Battisti

Attualità
sabato 13 agosto 2011
di redazione

TERMOLI. Ieri sera nello scenario incantevole del giardino del ristorante "Villa Livia" in contrada Fucilieri sospesi tra mare e cielo stellato ha avuto luogo la cena di gala con annesso il concerto di Maurizio Vandelli, ex leader dell'Equipe 84, denominato nell'ambiente musicale ‘Il Principe’.
Con la sua band all’epoca composta dall'amico purtroppo scomparso, Victor Sogliani, Franco Ceccarelli e Alfio Cantarella, firmarono successi davvero intramontabili, quali ‘Io ho in mente te’, ‘Tutta mia la città’ e la mitica ‘29 settembre’ che ne 1966 Lucio Battisti, propose loro di cantarla.

Ieri mattina siamo andati a trovare il cantante Vandelli, proprio nel locale dove si è esibito e lo abbiamo trovato seduto su una sedia mentre ammirava un panorama da sogno: un mare azzurro calmo ed invitante. Una location invitante che spinge al riposo della mente e dello spirito.

Con molto garbo ci siamo avvicinati sperando di non disturbarlo, lui ci ha visti e ci ha fatto accomodare allora non abbiamo perso tempo e siamo partiti con la prima domanda:

Maurizio tu che sei comunque un totem della musica italiana anche oggi dopo tutti questi anni, spiegaci il segreto se un segreto c'è, sul fatto che ancora oggi nell'era tecnologica, le canzoni famose degli anni 60, riscuotono sempre gran successo. I temi trattati non erano tanto frivoli nemmeno allora come qualcuno invece vuol far credere?

“Se parli di canzoni come quella di Vianello ad esempio "I Watussi" allora si che erano argomenti frivoli e all’epoca in quel senso, tutta la musica degli anni 60 era frivola. Ma c'erano anche voglio dire, brani come ‘29  Settembre’ complicatissimi a livello musicale mentre nel testo era una canzone che parlava di una tripla situazione con delle date. Voglio dire, se una canzone è belle resta bella e non è vero che oggi non si fanno canzoni belle, ce ne sono di belle anche oggi però si vede che negli anni 60 un po' con dei genietti che erano venuti fuori da Battisti, Mogol ma tanti artisti che erano venuti fuori. Poi in più c'è stato il periodo fortunato per cui i 50/60enni hanno vissuto bene proprio in quegli anni. La musica aveva subito un cambiamento straordinario in cui la gente ha vissuto i Bestles, i Rolling Stones, tutto il mondo era diventato musica".

Converrai con me che i successi di oggi non avranno la stessa sorte toccata alle vostre canzoni di allora?

“Non ci credo molto a questa cosa, diciamo anche che gli anni 60 avevano un'altra caratteristica. Se la canzone faceva successo vendeva milioni di copie, la comunicazione era un millesimo di quella che è oggi, per cui, una canzone di grande successo era un punto fermo nella cultura nella mentalità nei ricordi della gente. Oggi l'unica cosa che c'è è l’inflazione nella musica, nel senso che purtroppo oggi una canzone, anche se potrebbe far successo non lo farà mai perché la concorrenza e soprattutto anche Internet stesso, ti toglie il fascino la meraviglia di aspettare l'uscita e di comprare l'ultimo lavoro discografico di ..... Oggi vai su internet e ti freghi l'ultimo disco di chiunque, il web è la morte del diritto d'autore in tutti i campi."

E tu invece in mezzo a questo bailamme com'è che ancora ti ci ritrovi? Hai ancora una voglia straordinaria di continuare. Da cosa dipende?

“Ma guarda io ad un certo punto avevo smesso per una decina di anni ,mi ero stancato della musica nel senso che mi aveva stancato tutto quello che accadeva attorno alla musica, parlo di speculazioni, dei discografici la Siae, insomma un pò di tutto e, per 10 anni circa ho fatto spot pubblicitari. Poi dopo però siccome la musica mi mancava molto, mi mancava il contatto con il pubblico e per uno che come me l'ha avuto è difficile mollare è una botta di adrenalina sempre gigantesca anche stasera qui nel locale di Massimo con un centinaio di ospiti è uguale quando sali sul palcoscenico. Una botta adrenalinica per me per gli altri non so, noi io e il mio gruppo seguiamo nei nostri concerti una sorta di rito ci cambiamo d'abito e facciamo insomma scenografia. Guarda io ho visto dei gruppi anni 60 che arrivano, scendono dalla macchina, salgono sul palco cosi come son vestiti.  Noi facciamo anche dei gesti scaramantici perché ci teniamo a quello che facciamo".

Nel tuo concerto che repertorio hai in programma?
“Il mio concerto passa tra Vandelli, Equipe 84, dagli amici miei perciò ascolterete anche una canzone di Vasco dove gli sparo dentro Vita Spericolata e Alba Chiara e faccio anche tutte le canzoni di Lucio ,anche perché la gente le ama ancora se le aspetta da me".

Senti Maurizio tu che l'hai conosciuto: ma davvero Lucio Battisti nel privato era come lo descrivevano? Un orso solitario e poco socievole?
“No affatto. Lucio era una delle persone più simpatiche che abbia mai conosciuto ,era divertentissimo stare in compagnia con lui era un capolavoro. Da quello che so che mi ha detto la moglie tempo fa, lui sapeva tanto tempo prima come sarebbe andata a finire la sua malattia, per cui probabilmente in quegli ultimi anni era diventato un po' infrequentabile potete immaginare lo stato d'animo di una persona che sa che di li a poco  morirà".

Torniamo a te Maurizio, a quale o quali delle tue canzoni sei più legato sentimentalmente?
“A quelle meno conosciute, quelle sono le canzoni che amo di più. Quelle più conosciute che faccio in ogni mio concerto mi mancano di meno ma devo farle, sennò il pubblico mi mena".

Progetti futuri? “Sto progettando un lavoro nuovo. Tutti brani inediti. Di solito quando io mi butto in un progetto lo porto sempre a termine".

Quindi è solo tempo di attendere un pò?
“Si solo un pò di pazienza e poi saprete".

Micky Guidetti