Panfilo: il lido più longevo sulla nostra spiaggia

Attualità
domenica 11 novembre 2018
di Luigi De Gregorio
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Il Panfilo in bianco e nero
Il Panfilo in bianco e nero © Stefano Leone Editore - Archivio

TERMOLI. Del Panfilo pochi sanno di uno strano furto avvenuto a metà degli anni 50, mentre molti sanno dello sbarco degli Inglesi sul suo arenile, di Patty Pravo, Celentano, Fred Bongusto sul suo terrazzo, delle elezioni di Miss Italia nel suo salone.

Ma andiamo per ordine.

Fu costruito nel 1940 ed è il primo stabilimento in muratura. Ma ciò che colpisce è la sua dimensione: ampio ingresso, salone con la triplice funzione di ristorante, sala da ballo, ricevimenti, un grande terrazzo sopraelevato rispetto all’arenile e cento cabine (un numero sorprendente rispetto al già defunto Nettuno di 16 cabine in legno). A Termoli non si era mai visto nulla del genere.

Durante la seconda guerra mondiale fu testimone dello sbarco degli Inglesi proprio sul suo arenile da dove intrapresero la salita del colle di Santa Lucia (vedi Rubrica Corso Mario Milano del 2 settembre) per cogliere di sorpresa nel pieno della notte gli ufficiali tedeschi che dormivano al Corona (vedi Rubrica Hotel Corona del 9 settembre).

I vari combattimenti dei giorni successivi ed i cannoneggiamenti da ambo le parti arrecarono danni allo stabilimento.

Al termine della battaglia di Termoli, gli Alleati requisirono il Panfilo, ripararono i danni e lo destinarono a Circolo Ufficiali. Vi organizzarono numerose serate in cui si suonavano ritmi d’oltre oceano ed in particolare si ballava sulle folli note del boogie-boogie.

Negli anni cinquanta sulla sua terrazza si balla mentre cantano Fred Bongusto, Patty Pravo, Adriano Celentano Ornella Vanoni. I più in voga a livello nazionale. I concorsi di miss e reginette, veglioni natalizi e di carnevale sono immancabili.

E proprio a metà degli anni 50 d’inverno, quindi con stabilimento chiuso, ci fu un piccolo furto che ebbe una grande eco. Tra le mamme ed i ragazzi di 12-15 anni. Perché si era sparsa la voce che era opera di minorenni.

All’interno del panfilo erano stati smantellati alcuni metri di filo elettrico dai quali era stato estratto il rame. Per venderlo.

E dati i recenti furti di rame di cui la cronaca di Termoli on line ci informa verrebbe da dire non c’è niente di nuovo alla luce del sole oppure, data la sua attualità, che il rame è un prodotto evergreen o più esattamente ever red.

Naturalmente negli anni 60 (e nei successivi) nacquero parecchi altri stabilimenti.

Molti Termolesi e bagnanti molisani (e non) sono legati certamente agli stabilimenti che più hanno frequentato, ai lidi dove sono sorti amicizie ed amori brevi e lunghi. Ma tutti non possono non riconoscere l’unicità del Panfilo, la sua personalità, la sua Storia, la testimonianza più longeva della vita di spiaggia termolese.

E facendo in discesa il Lungomare Colombo (provenendo ovviamente dal Castello) o provenendo dal lato opposto per affrontare la salita di Corso Mario Milano, con l’auto o a piedi, in ogni caso, non lo si evita.

E’ piantato lì, il Panfilo, quasi come un osservatore, un controllore di tutto ciò che succede: bagnanti che vanno prestissimo alla spiaggia e quelli che tornano presto a casa per evitare il sole di mezzogiorno, coppie imbronciate, bambini chiassosi gioiosamente, anziani, giovani, single, famiglie intere. Insomma tutti gli attori della vita di spiaggia, di giorno. Di sera cambiano gli attori, ma resta ovviamente la sua presenza vigile. Insomma è il testimone della vita sole e mare di Termoli.

Ma se Lui controlla, noi invece, noi tutti, gli passiamo davanti con indifferenza. Che non è spocchia. E’ che noi pensiamo che il Panfilo sia uno stabilimento balneare come un altro. Non è invece così. Esso è storia della Termoli fuori le mura, un ruolo che merita per anzianità e per i tanti episodi che potrebbe raccontare.

Ringraziamo l'editore Stefano Leone per averci messo a disposizione le preziose immagini d'epoca dal suo Archivio.