Parlare di suolo è l’unica strada per preservarlo e tutelarlo

Attualità
Termoli giovedì 06 dicembre 2018
di La Redazione
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Michele Sellitto
Michele Sellitto © Termolionline.it

LARINO. Il 5 dicembre è stata proclamata la “giornata mondiale del suolo” con lo scopo di portare a conoscenza, ad una platea sempre più ampia, del ruolo cruciale del suolo e le azioni da mettere in atto per meglio tutelare una delle risorse naturali più importanti del Pianeta.

Il suolo, definito anche come “l’epidermide della Terra”, è una risorsa complessa e preziosa, da cui dipende la sopravvivenza dell’umanità, ma anche una risorsa fragile, non rinnovabile poiché i tempi di formazione sono estremamente lunghi, e ancora oggi poco conosciuta. Infatti, sappiamo di più cosa succede sopra la nostra testa, gli astri, di cosa succede sotto i nostri piedi, il suolo. Si consideri che solo nel suolo risiede il 90% della biodiversità dell’intero Pianeta. Per capire la sua complessità basti pensare che pochi grammi (un cucchiaio da the) di suolo possono contenere miliardi di batteri, centinaia di chilometri di ife fungine, decine di migliaia di protozoi, migliaia di nematodi, alcune centinaia di insetti, vermi e radici di piante.

In questo contesto caratteristica essenziale sono i microrganismi che sono in grado di creare delle vere e proprie reti di interscambio di elementi nutrizionali che in taluni casi riescono ad evolversi ulteriormente realizzando proprio quella relazione endofitica con la pianta che sarà in grado di essere aiutata e sostenuta per fronteggiare i maggiori stress biotici e abiotici che si presenteranno durante il ciclo vitale.Pur essendo una risorsa essenziale per il sostentamento della nostra civiltà, ogni anno, nel mondo milioni di ettari di suolo sono distrutti a causa di abusi edilizi, di un’eccessiva pressione delle pratiche agricole e di cambiamenti climatici. Oltre alla distruzione fisica di enormi quantità di suolo si associa una perdita della sua biodiversità e fertilità.Solo in Italia, circa i tre quarti dei suoli del territorio nazionale sono a rischio di desertificazione di cui quasi la metà presenti nel Centro e Sud Italia (Molise 24,4%), ciò è dovuto fondamentalmente ad una perdita drammatica di sostanza organica a causa di attività antropiche, agricole ed extra-agricole. L’Italia è un paese idrogeologicamente devastato, si osserva come negli ultimi cinquant’anni sia andato perduto più del 7% di suolo produttivo dovuto fondamentalmente a processi di erosione, impoverimento della sostanza organica, salinizzazione, frane e contaminazione a cui si aggiungano le minacce di compattazione, declino della biodiversità, impermeabilizzazione.

Per ostacolare questa perdita incontrollabile e progressiva di suolo è necessario un radicale cambiamento della pianificazione introducendo il principio della prevenzione. Il paradosso vuole, che nonostante il suolo sia un una risorsa non rigenerabile, e dal quale dipende la vita degli esseri viventi, esso non riveste un interesse che induca a salvaguardarlo. Mancano, infatti, sia a livello Europeo che Italiano regolamentazioni di protezione e conservazione del suolo. Bisogna intervenire con adeguate azioni politiche, scientifiche e principalmente divulgative. Per proteggere il suolo bisogna conoscerlo…

Michele Sellitto

Marketing Director and Head Trials Worldwide Ms Biotech