Rifiuti tossici nei terreno, dopo l'inchiesta di Fanpage Molise coinvolto?

Attualità
Termoli venerdì 14 giugno 2019
di Vincenzo Musacchio
Noe
Noe © LeccePrima

PORTOCANNONE. Stento davvero a credere che ad oggi ancora nessuno intervenga per evitare che i terreni agricoli destinati a produrre alimenti per le nostre tavole siano sempre più contaminati da rifiuti, anche tossici. Non possiamo continuare a restare in silenzio quando assistiamo ogni giorno a nuovi casi in cui si scopre che – nascondendosi dietro lo schermo di pratiche consentite, quali fertilizzazioni, irrigazioni, compostaggio e utilizzazioni di fanghi da depurazione – imprenditori, industriali ed agricoltori senza scrupoli ottengono ingenti guadagni spargendo sui campi enormi quantitativi di rifiuti di ogni tipo che dovrebbero andare in discariche ad hoc. In deroga a tutte le leggi, al diritto alla salute e al semplice buon senso, gli ignari abitanti delle zone inquinate diventano vittime sacrificali senza saperlo.

L’ultimo caso allarmante, che potrebbe coinvolgere anche il nostro Molise - non immune in passato da questi fenomeni criminosi - emerge da una scrupolosa inchiesta di Fanpage e riguarda la Sesa, una società del Comune di Este (Padova) fondata nel 1995 da Sandro Rossato, un imprenditore veneto arrestato per ‘ndrangheta, che gestisce uno dei più grandi impianti di compostaggio di rifiuti urbani (circa settantamila tonnellate di compost all’anno), con un fatturato di circa cento milioni di euro e ricavi annui di oltre otto milioni. Secondo questa inchiesta, Sesa raccoglie gran parte dell’umido non solo dalla provincia ma anche da molte altre parti di Italia, a quanto pare anche in Molise, e lo porta nell’impianto di compostaggio di Ospedaletto Euganeo, dove diventa compost, fertilizzante che viene sversato nei campi messi a disposizione dai contadini italiani. Questo compost sarebbe, tuttavia, al di fuori di ogni specifica di legge, in quanto, come documentato proprio da Fanpage sia visivamente sia con testimonianze ed analisi di laboratorio, conterrebbe parti consistenti di plastica, rame, zinco, idrocarburi, tutto altamente inquinante e tossico. Peraltro, secondo numerose testimonianze di cittadini, i camion versano compost nei campi giorno e notte, in quantità enormi. Tanto è vero che nei dintorni aleggia una puzza insopportabile.

Tali camion sono stati visti viaggiare anche nelle autostrade italiane. Cosa trasportavano? Dove venivano scaricati? Nei filmati si vedono anche le colture di questi campi, completamente appassite. A questo punto, c’è una sola cosa da fare. Occorre che polizia ed autorità giudiziaria acquisiscano (se già non l’hanno fatto) immediatamente la documentazione di Fanpage e mettano in moto penetranti ed accurati controlli sull’operato della Sesa, in relazione all’acquisizione ed alla provenienza dei rifiuti, alla loro lavorazione, alla composizione e qualità del compost prodotto, nonché alle modalità del loro spargimento come compost ed ai risultati sul terreno e sulle colture. Non va trascurato neanche il danno al benessere dei cittadini con questo tipo di spargimento. E, con l’occasione, appare necessario verificare se tali materiali siano stati sversati anche in altre regioni italiane e quali e quanti controlli sulla Sesa sono stati fatti negli ultimi anni, con quale esito e con quali provvedimenti conseguenti. Se l’inchiesta Fanpage fosse confermata, c’è solo l’imbarazzo della scelta per le ipotesi di reato collegate: dalle emissioni moleste alla violazione della normativa sui rifiuti, dal traffico illecito di rifiuti all’inquinamento al disastro ambientale. Ed eventualmente, anche l’omessa di denuncia e l’omissione di atti di ufficio. Non dimentichiamoci che secondo le analisi disposte dagli inquirenti già nel 2010 in Molise i fanghi derivanti dal trattamento chimico, furono classificati , in maniera fraudolenta, come fanghi prodotti dal trattamento di acque reflue urbane e, quindi, smaltiti con operazioni di spandimento su oltre duecento ettari di terreno gestiti da aziende agricole del Basso Molise e in mare.

Erano notizie davvero sconcertanti. Purtroppo, come spesso accade, le notizie importanti cadono presto nel dimenticatoio. Per questo vogliamo riportare l’attenzione su queste ultime notizie. Perché chi risiede nelle aree potenzialmente minacciate, non deve assolutamente sottovalutare la pericolosità di quanto si è venuto a sapere dopo l’ottima inchiesta di Fanpage. Personalmente ritengo sia auspicabile individuare eventuali discariche nocive e procedere all’immediata bonifica dei siti inquinati, in quanto pericolose fonti di inquinamento del terreno, delle falde acquifere e potenzialmente causa di gravi patologie anche tumorali. Non dimentichiamoci mai che dietro il traffico dei rifiuti tossici tra Campania, Puglia e Molise c’è sicuramente anche l’ombra tentacolare della criminalità organizzata.

(Vincenzo Musacchio, Presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise).