Punto nascita: «Regione, Commissario e Asrem si muovano subito con l'Abruzzo»

Attualità
Termoli domenica 14 luglio 2019
di La Redazione
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L'assemblea del comitato San Timoteo
L'assemblea del comitato San Timoteo © Termolionline.it

TERMOLI. Torna a dire la sua il presidente del comitato San Timoteo, che da lunedì 8 luglio, dopo 6 giorni, ha congelato le sue dimissioni su richiesta del direttivo dell'associazione.

Felice sostiene che occorra "Superare i confini".

«Nella programmazione di settori e servizi essenziali per i cittadini: sanità, trasporti, turismo è tempo di agire! E’ tempo di superare i confini fisici per una programmazione interregionale integrata, conservando l’autonomia delle regioni interessate.

Si può iniziare con la Sanità, che sempre più presenta un servizio regionale ridotto a lumicino dopo tagli indiscriminati, perpetrati negli ultimi anni, su: personale, investimenti, che hanno portato alla chiusura degli ospedali di Larino e Venafro, convertiti in Casa della Salute, e la chiusura di interi reparti negli altri presidi ospedalieri.

Nonostante tutto ciò, non è stato raggiunto il risultato sperato: uscire dal piano di rientro e dal commissariamento, quindi non avere più una gestione deficitaria del servizio sanitario regionale. Mentre come è noto si continua ad accumulare debito, e avere Irpef, Irap e accise varie al massimo di legge.

Occorre da subito che Regione, Commissario ad acta e Asrem, supportata dall’intera classe dirigente, avanzano alla regione Abruzzo la possibilità di definire un primo accordo per risolvere l’annoso problema del Punto nascita dell’ospedale San Timoteo di Termoli. Un accordo specifico, temporaneo, he potrà vedere l’impiego di parte del personale sanitario, adeguatamente programmato e organizzato, in forza al reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Vasto, anche presso la stessa unità operativa del San Timoteo.

Nello stesso tempo, l’Asrem dovrà bandire il concorso di Primario oltre a quelli per nuove assunzioni di altri specialisti e operatori sanitari in numero sufficiente a superare le criticità che hanno indotto il Ministero della Salute a far disporre la chiusura del Punto nascite.

Questo dovrà essere solo l’inizio, tale soluzione si potrà estendere anche per altri reparti e presidi sanitari, in primis per l’ospedale di area disagiata di Agnone, riprendendo in tal senso l’accordo di confine che il Molise e l’Abruzzo avevano predisposto e che doveva avere solo l’approvazione finale da parte dei due Enti. Con questo accordo, oltre a garantire la sopravvivenza dell’ospedale di Agnone, l’Abruzzo potrà risolvere il problema di garantire un servizio sanitario anche per i cittadini dei suoi Comuni dell’entroterra, distanti e con difficoltà di collegamento con i propri presidi ospedalieri.

A questi risultati si può giungere solo se c’è l’impegno di tutti, ma soprattutto con la “buona politica”, abbandonando colori, appartenenza, e lotte per acquisire il potere».