Asrem stupor mundi: ora in attesa della vittoria del buon senso

Attualità
Termoli domenica 14 luglio 2019
di Luigi De Gregorio
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Commissari e manager Asrem
Commissari e manager Asrem © termolionline.it

TERMOLI. Una pugnalata al cuore di Termoli: la più popolosa, la più bella, la più turistica cittadina del Molise. Una decisione di manager-maneggioni la cui assurdità emerge, ancora di più, se guardiamo una iper semplificata carta d’identità di Termoli: location, popolazione, bellezza, potenzialità di sviluppo.

Carta d’identità

Location. Unica cittadina del Molise (di una certa dimensione) bagnata dal mare, situata prima del roccioso promontorio del Gargano. Con due spiagge sabbiose a poche decine di metri dal centro cittadino.

Popolazione. Dopo il capoluogo ( Campobasso 50.000 abitanti) Termoli è la cittadina più popolosa con 33.000 abitanti (in estate si ha una presenza doppia ad opera dell’afflusso di turisti giornalieri e non). Essa e l’insieme dei piccoli comuni del basso Molise che gravitano intorno determinano il polo demografico termolese di circa 100.000 cittadini.

Bellezza e potenzialità di sviluppo. La potenzialità di sviluppo di Termoli risiede nella sua bellezza riportata al punto precedente. Ma occorre che l’amministrazione comunale, come un orafo di buon livello, sappia valorizzare il gioiello Termoli,se pur grezzo, ma di grande pregio. E con capacità organizzative adeguate miri ad una Termoli di richiamo nazionale ed internazionale.

Suddetto quadro presentato da un termolese potrebbe sembrare di parte. Ed allora ditemi in tutto il Molise trovereste una cittadina con queste caratteristiche di bellezza strutturale e di grande potenzialità di sviluppo per appeal storico –artistico- turistico?

La risposta è certamente no per qualsiasi molisano onesto intellettualmente. Ma anche per quelli dell’Asrem (molisani o non) non ci può essere una risposta diversadi fronte all’evidenza.

Assurdità della decisione

Ma un brutto giorno quellidell’Asrem, della più belladella più popolosadella più promettente (dal punto di vista turistico storico artistico) cittadina del Molise decidono di chiudere il P.Nascita e caso mai in futuro altri reparti. Fino alla chiusura totale del San Timoteo.

Hanno ovviamente stupito i cittadini di Termoli, quelli del basso ed alto Molise,anche se quest’ultimi meno coinvolti. Si da poter appiccicare loro l’etichetta stupor mundi, assegnata dagli storici a Federico di Svevia per ben altre motivazioni. In questo caso viene assegnata all’Asrem per la stupidità e l’assurdità della decisione.

Dure conseguenze

La prima conseguenza di suddetta decisione è di ordine storico epocale. Viene annullata l’identità termolese nata oltre mille anni fa con la fondazione di Termoli da parte degli abitanti dell’attuale quartiere Porticone.

Con la conseguenza quasi comica che tra 100 anni circa nessuno ma proprio nessuno dei residenti potrà dire di essere nativo di Termoli.

La seconda conseguenza è che per le future mamme un evento felice nel tuo paese venga stravolto in evento turbolento in trasferta con le necessarie decisioni programmatiche,ma pur sempre accompagnate dalle incertezze del trasferimento (disponibilità di autoambulanze, traffico rallentato da possibili incidenti, distanza tra Termoli e la cittadina forzatamente prescelta) evitabili in parte solo con la predisposizione di un servizio di elisoccorso.

Manager o poco manageriali

Asrem è l’acronimo di Assistenza sanitaria regione Molise ed in quanto tale ha il compito di assicurare la salute ai cittadini molisani.

Ma sono oltre 10 anni che si ripete la sanità molisana è malata (ossimoro quasi auto poietico) E lo è per duplice negatività: costi eccessivi e minori ricavi

I primi (i costi eccessivi) nascono dagli sprechi e dallo sbilanciamento della troppe risorse amministrative rispetto a quelle poche strettamente operative sanitarie (medici e paramedici)

I secondi (i minori ricavi) nascono, sempre a causa dell’inefficienza organizzativa, dal basso livello dei servizi offerti determinando la scelta di alcuni clienti verso altre strutture ospedaliere ( e quindi minori ricavi)

Prolungando per oltre un decennio la suddetta inefficienza gestionale è consequenziale il collasso. E così i manager maneggioni, spesso scelti dalla classe politica non certo per i loro curricula, nell’arco dei dieci anni, incapaci di trovare le soluzioni ai problemi di inefficienza, decidono di chiudere il reparto di ginecologia e di ostetricia.

Come se, volendo rimanere nella metafora nello stesso planet medico- sanitario, un gruppo di medici non trovasse il percorso giusto per curare un loro malato ed ad un certo punto decidesse di ammazzarlo. Insomma in quanto incapaci professionalmente decidono di passare dal ruolo di generatori di salute e di salvezza a quello di assassini.

Attesa della vittoria del buon senso (24 luglio)

L’insana decisione di chiudere un servizio vitale ha determinato la rabbia di tutta la cittadinanza che si è espressa in: costituzione del comitato “Voglio nascere a Termoli”, pacifiche manifestazioni di piazza, ,interviste e conferenze stampa del mondo medico sanitario, le dimissioni del Presidente del Comitato San Timoteo,dichiarazioni patetiche e rituali(per fortuna poche) di singole parti politiche autoassolventi e denuncianti avversarie colpevolezze.

Ed infine (il 5 luglio) è stato depositato il ricorso al Tar Molise promosso dai sindaci del Basso Molise per chiedere la sospensione cautelare sul Provvedimento di chiusura del Punto Nascita di Termoli.

L’otto luglio il Tar Molise concede la sospensiva. Altra manifestazione del Comitato “Voglio nascere a Termoli” ci sarà il 21 luglio affinché il 24 luglio la camera del Consiglio del Tar decida per l’ordinanza sospensiva (fino alla sentenza definitiva che si avrà tra 6/7 mesi)

Insomma la speranza che odia la sua morte si focalizza sull’esito del 24 luglio e per tutto quanto esposto ( e non solo) si augura la piena vittoria del buon senso.

Termoli punto focale dello sviluppo del Molise e di un Polo sanitario di eccellenza.

Si può immaginare lo sviluppo del Molise senza lo sviluppo di Termoli? Penso proprio di no. Anzi Termoli ha tutti i numeri per essere il perno della crescita molisana.

Certo occorre in primis un’amministrazione che faccia fare alla cittadina il salto necessario dal degrado al decoro. Un passaggio che, da parte degli amministratori, rappresenti il minimo della loro capacità di agire. Altrimenti a cosa servono se neanche idonei a svolgere il primo compito basilare di chi governa una città?

In secondo luogo (occorre un’amministrazione) che sappia utilizzare la Bellezza strutturale di Termoli e la sua Unicità affinché diventi un’attrattiva turistica eccezionale.

Per coerenza la sanità non può che essere adeguata all’importanza di Termoli. Anzi che essa diventi un Polo sanitario di eccellenza. Altro che chiudere il Punto Nascita e tutto il San Timoteo.

Ma saranno i nostri amministratori ( con 5 anni a disposizione) capaci di farsi valere e di progettare una Termoli da sogno in cui la sanità sia sana e di alta qualità?