​Diversificazione e rischio: elementi cardine per investire sui mercati

Attualità
mercoledì 07 agosto 2019
di La Redazione
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TERMOLI. Il tema del risparmio è, da sempre, prioritario per ogni famiglia italiana. Una tradizione secolare, che affonda le sue radici fin dalla nascita degli istituti di credito, non casualmente originatisi storicamente nel nostro paese - quando lo stesso era suddiviso in varie repubbliche - fra la fine del 1300 e l'inizio del 1400. Da oltre 600 anni, quindi, gli italiani si rapportano direttamente con le banche e tematiche prioritarie come finanziamenti e investimenti, che almeno una volta nella vita vengono toccate con mano da ogni cittadino.

Gli italiani e il risparmio: binomio imprescindibile da oltre 600 anni

Gli abitanti del Belpaese, però, sono maggiormente noti per un atteggiamento più da formica che da cicala. E il tema del risparmio, ovvero degli investimenti, accompagna quotidianamente ogni buon padre di famiglia. Allocare le proprie risorse finanziarie nel mondo d'oggi, richiede un drastico mutamento delle consolidate abitudini dei risparmiatori. Se fino a pochi anni fa, infatti, i propri risparmi venivano collocati in strumenti a grado di rischio basso con rendimenti invitanti come Titoli di Stato o Obbligazioni bancarie, oggi, complice l'azzeramento dei tassi attuato dalla Banca Centrale Europea con l'intento di rilanciare l'azzoppato volano economico dell'area €uro, lo scenario è drasticamente mutato: investire sul cosiddetto "free-risk", infatti, garantisce un rendimento assai basso o, spesso, pari allo 0%.

Gli investitori italiani, di conseguenza, hanno dovuto cercare altrove dei rendimenti accettabili, iniziando a comprendere l'importanza di una parola a dir poco fondamentale, da sempre, in ambito finanziario: diversificazione. Nel 2019, infatti, non è più accettabile investire i propri risparmi in un unico strumento finanziario di un solo emittente; in tal senso, anche la normativa MIFID II, in base al profilo assegnato ad ogni risparmiatore previa la compilazione di un questionario dedicato, tutela gli investitori meno avvezzi al rischio, evitando eccessive concentrazioni su un unico emittente o mercati similari. Un altro concetto basico col quale, controvoglia, hanno avuto a che fare buona parte dei risparmiatori, è quello del "rischio".

Dai bond al trading: cambiano le abitudini degli investitori

Nonostante il nostro paese sia stato tormentato da svariate "tragedie finanziarie", come - solo per citarne alcune - Alitalia, Parmalat o Cirio, investire non è mai passato di modo. La maggior parte degli investitori, però, per allocare le proprie risorse finanziarie ha privilegiato storicamente titoli di stato (volatili per quanto concerne le lunghe scadenze, ma col rimborso a scadenza garantito da parte del MEF) e bond bancari, anche se quest'ultimi strumenti sono diventati loro malgrado protagonisti, in termini negativi, nel recente passato nel famosissimo caso delle banche venete andate in default. In quella circostanza, oltretutto, molti piccoli risparmiatori hanno compreso come le obbligazioni subordinate, che garantivano un tasso ben più remunerativo di quelle ordinarie, incorporassero un rischio certamente non basso: in caso di fallimento della banca, infatti, il sottoscrittore non rientra fra i creditori privilegiati e il recupero del capitale investito è assai complesso, se non impossibile.

In un mondo finanziario che dev'essere approcciato consapevolmente per quanto riguarda i concetti di diversificazione e rischio, alcuni siti, clicca qui per un esempio, costituiscono un ottimo coadiuvante per migliorare, in primis, la propria cultura finanziaria ed approcciare al mondo del trading online, in costante crescita negli ultimi dieci anni grazie a dei comfort decisamente maggiori rispetto allo sportello bancario. Operando direttamente dal proprio PC, smartphone o tablet, l'utente ottiene dei significativi vantaggi in termini commissionali, dati i costi decisamente inferiori applicati dalle piattaforme finanziarie, e di tempo, effettuando operazioni di compravendita in real time senza doversi recare allo sportello e, talvolta, attendere decine di minuti prima di poter inserire il proprio ordine. Il tempo, oltretutto, è un elemento importantissimo per chi decide di fare trading: le quotazioni di un titolo molto scambiato sul mercato, infatti, potrebbe aumentare o diminuire sensibilmente anche nell'angusto spazio di 20 minuti.