Pubblica e privata: il dibattito sulla sanità a Larino

Attualità
Termoli giovedì 10 ottobre 2019
di Graziella Vizzarri
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Pubblica e privata: il dibattito sulla sanità a Larino
Pubblica e privata: il dibattito sulla sanità a Larino © Termolionline.it

LARINO. Di buoni contenuti l’incontro organizzato dallo Spi e Cgil tenutosi lo scorso sabato a Palazzo Ducale sede del Comune di Larino. Nazareno Montagnese, Segretario generale Lega Spi Basso Molise ha dato l’apertura ai lavori presentando il primo incontro dedicato alla Sanità e portato dal sindacato sul territorio. Esso, ha riportato Montagnese, ha alla base tre principi ben radicati: tornare sul territorio, ricreando spazi dedicati alla gente, un tempo già occupati dai sindacati ed ora in balia di identità antidemocratiche, trattare il tema della Sanità pubblica e promuovere la rivista LiberEtà, anima della Spi.

Prossimamente ci svolgeranno manifestazioni simili a Venafro, Gambatesa e Campobasso. L’intento dello Spi è quello di dare un contributo valido, come hanno fatto tante altre identità associative in merito a temi importanti come la Sanità. Hanno seguito i saluti del sindaco della città di Larino Giuseppe Puchetti che ha esposto quanto fatto insieme ai sindaci del circondario a difesa della tutela della salute dei cittadini. Presenti in sala anche il sindaco di San Martino in Pensilis Giovanni Di Matteo e la sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto, hanno portato il loro saluto alla nutrita platea che ha affollato la sala Freda. Ha fatto sentire la sua voce esprimendo vicinanza anche l’on. Giuseppina Occhionero di passaggio all’assemblea. Necessita, insieme ai sindaci quali rappresentanti dei territori, di riscrivere la Sanità pubblica regionale, costruendo una realtà che funzioni e sia efficace, asserisce la Occhionero. Hanno seguito le forti parole di don Antonio di Lalla, Parroco e direttore della rivista “La Fonte”.

Parole forti e decise: "la sanità pubblica è catastrofica e non si può rimanere a guardare, ma bisogna agire per difendere il diritto al ben-essere della persona, non si può morire per mancanza di cure mediche. Un altro capitolo importante è la prevenzione e significa salvaguardia del territorio, efficienza delle vie di comunicazioni e tanto altro". Daniele Capuano, Segretario CDLT Molise, ha ponderato il suo intervento sulla salvaguardia del Molise tutto, senza campanilismi o guerre tra poveri, insieme ai sindaci per una progettazione ben strutturata e a difesa di tutto il territorio. Validi tutti gli interventi che hanno fatto spazio alla tavola rotonda coordinata con professionalità dal giornalista Davide Vitiello. Il primo a rispondere Lucio Pastore responsabile del Pronto Soccorso dell’Ospedale Veneziale di Isernia che con nitidezza di informazioni ha esposto il suo ben radicato pensiero sui tre aspetti portati dagli organizzatori all’incontro: la salute, il lavoro e lo spopolamento .Temi collegati tra loro in maniera imprescindibile, bisogna soffermarsi a pensare velocemente quali cicli economici si possono riportare sui territori e contrastare lo spopolamento. Vi è necessità di lottare, inventarsi situazioni a tutela del territorio, di favorire la permanenza nel Molise creandogli condizioni di accoglienza, opportunità di lavoro, una sanità che garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza, favorendo la prevenzione.

Aggiunge Pastore, nessuno parla in Molise del rapporto tra sanità pubblica e il privato, un grosso errore non voler vedere la differenza tra le due realtà, il privato ha come obiettivo il profitto e questo lo allontana dal corrispondere ai bisogni del territorio. Questo ci fa capire come dopo 12 anni di commissariamento il Molise non ancora riesce ad uscire dal piano di rientro, anzi il servizio sanitario è notevolmente compromesso. Discorso ripreso, nei contenuti inerenti la prevenzione, anche dal dottor Gennaro Barone, Presidente provinciale dell’ISDE, Associazione Medici per l’Ambiente che ha aggiunto l’importanza di uno studio epidemiologico, fondamentale proprio in un momento in cui la qualità della vita viene deputata anche all’ambiente in cui viviamo e che stiamo distruggendo. Ha menzionato patologie che sono in forte aumento proprio in virtù dell’inquinamento ambientale, come l’autismo. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un declino progressivo della sanità pubblica, compromessa anche da una attività di intramoenia, riferendosi alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso a fronte del pagamento. Seppur non contrario, asserisce, è una attività non controllata che svia dalle liste di attesa lunghissime creando, però, la prima idea di privatizzazione del servizio sanitario pubblico che certamente non favorisce il buon funzionamento del sistema.

Ha poi puntato molto sul registro dei tumori ancora fermo, ma indispensabile insieme allo studio epidemiologico per programmare una buona sanità su dati certi. Ha seguito il dottor Cosimo Dentizzi, medico geriatra, concorde con i colleghi che lo hanno preceduto, ha affrontato più aspetti: le demenze e quanto essi sono presenti sul territorio molisano e le difficoltà che si vivono, le incongruenze di un sistema sanitario pubblico che mette in ginocchio l’intero popolo, non garantendo il diritto alla salute soprattutto in presenza di pensioni minime, al di sotto della soglia di povertà. Ha aggiunto che il benessere viene dalla ricchezza e non certamente dalla povertà, semplicemente perché permette di curarsi, riportando esperienze personali che tuttora vive solcando il territorio molisano come medico. Tutti d’accordo su un unico obiettivo: difendere il territorio e i cittadini, come confermato anche da Paolo De Socio, Cgil, e molto caldeggiato da Antonio Iovito, Segretario generale dello Spi Cgil Abruzzo-Molise nelle conclusioni. Ioviti ha rimarcato gli intenti comuni, la strada, che nell’incontro, si è decisi di percorrere insieme per andare nella stessa direzione affinché diventi azione. Battersi al fine di creare intesa tra i Piani sociali e i Distretti sanitari, dar modo alla medicina di base di riprendere il suo ruolo nell’intento di rispondere alle esigenze dei territori. Un incontro proficuo che ha disegnato nuovi orizzonti dei sindacati Spi e Cgil.