Al palo i rimborsi Asrem sui prodotti senza glutine e scaffali semivuoti

Attualità
Termoli giovedì 10 ottobre 2019
di Emanuele Bracone
Più informazioni su
Scaffali semivuoti
Scaffali semivuoti © Termolionline.it

TERMOLI. Scoprire di essere intolleranti al glutine non è una passeggiata di salute, significa dover sconvolgere le proprie abitudini di vita, non solo alimentari.

Da qui, l’esigenza, vista la crescente domanda e il numero sempre maggiore di persone coinvolte, di trovare anche attività commerciali che, convenzionati opportunamente con l’Asrem, possano soddisfare la richiesta di generi e prodotti che aiutino uomini e donne a vivere eludendo i rischi di natura allergologica.

Tuttavia, non sempre sono rose e viole, poiché proprio il filo diretto con la sanità pubblica causa disagi e disfunzioni, volete sapere su cosa?

Ovviamente sulla tempistica dei rimborsi, rimesse vitali per questo genere di commercio.

Spesso e volentieri i ritardi si accumulano in un lasso di tempo che va dai 6 agli otto mesi e non tutti possono coprire i costi di fornitura, quelli fissi e anche le stesse tasse e imposte che lo Stato richiede con puntualità, mentre dall’altro dorme.

I 60 giorni in cui si dovrebbe saldare l’importo restano una chimera.

Questo inghippo trova la sua chiave di volta nell'articolo 17-ter del D.P.R. 633/72 introdotto dall'art 1, comma 629 lett. B per la cessione dei beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli enti pubblici.

Il pagamento delle fatture deve essere erogato in 60 giorni, «ma ad oggi noi convenzionati veniamo pagati in tempi nettamente più lunghi,si parla di 6 mesise non oltre – riferisce uno degli esercenti - purtroppo nel mio caso ho 200 clienti da soddisfare e centinaia di migliaia di euro da attendere dalla Asrem.

Non è possibile che io anticipando così tanto mi trovo a pagare tanti soldi in interessi bancari,scaffali vuoti e gente insoddisfatta che preferisce andare altrove. Se l’Azienda sanitaria regionale del Molise non si mette in regola con le tempistiche rischiamo la chiusura e non è giusto per noi che paghiamo le tasse anche su importi non ancora liquidati».

Disagi, dunque, non solo per i titolari, ma anche per i clienti, che non possono avere un’offerta adeguata alla loro domanda specifica, e immaginare di perdere un punto di riferimento così importante è disdicevole.

L’appello è a sbloccare i pagamenti e saldare il dovuto. Sono almeno 5 gli esercizi in Molise che attendono questi rimborsi, più altre tipologie di attività artigianali che trattano gli stessi alimenti.