Quei "treni-bomba" che circolano in Italia

Attualità
Termoli giovedì 10 ottobre 2019
di Claudio de Luca
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Treno merci in transito alla stazione di Termoli
Treno merci in transito alla stazione di Termoli © Termolionline.it

TERMOLI. Ritengo che sia il caso di contribuire ad alimentare il quesito posto sul trasferimento della Stazione ferroviaria adriatica da Nicola Montuori, editore di questa testata.

Il sipario della vicenda di Viareggio è tuttora vivo. Un evento provocato, per fortuna ‘una tantum’, da un treno-bomba che transitava (con assillante fragore e con stridore di ruote) sui binari posti davanti all’edificio della Stazione. Oggi se ne discute su ‘termoli on line’; ma, a me pare, bene prima che Ferrovie Italiane abbia disposto in proposito per quanto riguarda il Molise. Forse s’intende anticipare i tempi, pensando al precedente di Vasto, quando nacque un edificio – nuovo di zecca – in piena campagna, a metà strada tra questa città e San Salvo?

Naturalmente i primi ad allarmarsene sono gli operatori del centro molisano, almeno quelli che, intorno alla struttura, vivono di commercio. Ma occorre anche fare riferimento a taluni fatti oggettivi che, nel ricordo della vicenda di Viareggio, pure rappresentano una potenziale situazione di pericolo. Per maggiore obiettività, sarà bene parlarne non a titolo personale, ma utilizzando fonti ufficiali fornite dall’Azienda e dalle organizzazioni sindacali di categoria.

In altri Paesi il trasferimento di merci su rotaia è più diffuso. L’Italia occupa solamente il 4° posto nella classifica europea. Però lo Stivale non vanta linee su rotaia dedicate espressamente al trasporto merci; cosicché macchine, veicoli ed oggetti lavorati, prodotti metallurgici, materiali pericolosi, prodotti agricoli, minerali grezzi, materiali per costruzioni e scarti per la metallurgia vengono trasferiti sui tragitti più lunghi (da 150 a 500 km), utilizzando quelle stesse rotaie su cui transitano i convogli per passeggeri.

Tra le tratte maggiormente utilizzate, c’è la Milano-Bologna-Ancona-Bari (che passa per Termoli). Gli esperti dicono che, normalmente, si tratta di una dorsale sicura (in quanto a manutenzione corrente), seppure occorra sempre fare i conti con le ristrettezze di bilancio che, attualmente, interessano ogni Amministrazione. E’ appena il caso di far rilevare che il pericolo maggiore rimane costituito dal fatto che (così come quella di Viareggio) questa Stazione molisana si trova nel bel mezzo del centro cittadino. E’ anche vero, però, che questo fenomeno non è unico, e che si registra anche in Europa. La circostanza dipende dal fatto che il sistema su rotaia si è sviluppato, quasi sempre, attorno ad un agglomerato urbano. Ed ecco perché qualcuno comincia a riconsiderare la situazione, auspicando che i nuovi scali abbiano a sorgere lontani dalle città.

Ogni anno, sulle 7 principali tratte (oltre a quella succitata, vi sono Milano-Genova-La Spezia; Milano-Bologna-Roma; Milano-Genova-Grosseto-Roma; Milano-Torino-Venezia; Venezia-Padova e Roma-Napoli-Villa San Giovanni), i treni trasportano 100 milioni di tonnellate di merci, ed il 6-7% sono pericolose. Si tratta di 30-35 convogli al giorno formati, in media, da 14-16 carri. Il gpl risulta essere la sostanza più rischiosa. Viene stivato a pressione nei carri-cisterna; e quotidianamente, con tale tipologia di carico, partono 10-15 treni.

Non mancano i convogli che trasportano esplosivi, acido solforico, propilene, zolfo liquido, benzene, toluolo, ammoniaca e cloro. Queste sostanze vengono trasportate su rotaia esclusivamente per ragioni di sicurezza, dal momento che – se il trasferimento venisse effettuato su gomma – potenzialmente l’operazione sarebbe ben più pericolosa. Infine, a causa della liberalizzazione della circolazione ferroviaria, la situazione (già precaria) si è complicata ancora di più. Il trasporto di merci pericolose deve rispondere a norme Onu, europee ed a leggi italiane. Ma, per circolare in Europa, i carri-merci debbono essere omologati a cura dei proprietari. Purtroppo succede che alcuni Stati (Polonia, Romania …) siano di manica più larga. La conseguenza è che, grazie alla liberalizzazione, è sufficiente conseguire l’omologazione ‘di casa’ per potere circolare dappertutto. Ciò posto, ritengo che occorra valutare tutte queste cose prima di affrontare l’eventuale problema del trasferimento della Stazione di Termoli per farne merce di opposizione.

Claudio de Luca