Festa della bellezza: cosa ci rende infelici?

Attualità
Termoli giovedì 10 ottobre 2019
di La Redazione
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Una delle testimonianze
Una delle testimonianze © Termolionline.it

TERMOLI. Studenti delle scuole superiori di Termoli alla sala dell’ex cinema Sant’Antonio per approfondire le tematiche e offrire loro stessi testimonianze nell’ambito della seconda edizione della Festa della Bellezza, organizzata dal Centro di salute mentale di Termoli, per volontà del direttore Angelo Malinconico.

«Cosa ti manca per stare bene, cosa ti rende infelice», due dei quesiti alla base dell’iniziativa odierna.

La manifestazione è organizzata in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

I partner sono stati il Comune di Termoli e gli Istituti Superiori di Termoli. Sono stati invitati scolaresche, tecnici della salute mentale, autorità ecclesiastiche, forze dell’Ordine, amministratori. In questa seconda edizione il focus è stato indirizzato su un aspetto fondante di ciò che si può intendere per ‘bellezza’, cioè benessere e più in generale star bene. In particolare, durante i mesi preparatori è stato esplorato cosa intendano per benessere i giovani di questa era iper-tecnologica, tentando di dare uno sguardo ai loro bisogni, agli obiettivi e quindi ai loro vissuti rispetto al futuro e alle relazioni, e quanto tutto ciò si riferisca al vissuto individuale e collettivo appunto dello stare bene. In effetti, è molto più agevole individuare cosa ci danneggi e ci faccia stare male piuttosto che il contrario, come numerosi studi e ricerche in questo campo ci confermano. In occasione dell’evento, saranno mostrati i prodotti della creatività dei giovani sul tema specifico e da lì si partirà per interazioni dirette, non “didattico-seminariali”, con l’obiettivo di costituire una unica narrazione, per dare senso, trovare nessi e significati comuni, depotenziare pregiudizi e stigma. Incontro coordinato da Angelo Malinconico, Maria Immacolata Mustillo, Alessandro Mancinella, collaboratore esterno del Csm e dagli insegnanti che si sono interfacciati con gli studenti e ne hanno stimolato la creatività, per raccogliere foto, brevi video, produzioni artistiche con didascalie, racconti, poesie.