Terremoto a San Giuliano di Puglia: programma della "Giornata della Memoria" e un tuffo nel passato

Attualità
lunedì 28 ottobre 2019
di Maria Napolitano
Famiglia Occhionero
Famiglia Occhionero © Maria Napolitano

SAN GIULIANO DI PUGLIA. Sono trascorsi esattamente 17 da quando il 31 ottobre 2019 alle ore 11.32, crollò la scuola "Jovine" di San Giuliano di Puglia in cui perirono 27 bambini e la loro maestra. Per non dimenticare quel tragico evento e affinché serva da monito per il futuro, dal 2003, ogni anno si celebra il "Giorno della memoria".

Questo il programma della del 31 ottobre e primo novembre 2019:

31 ottobre 2019

  • ore 11:32 momento di raccoglimento e preghiera scandito dai rintocchi della Campana degli Angeli presso il cimitero comunale
  • corteo e deposizione corone di fiori fino al "Parco della memoria"
  • ore 17 - Santa Messa Chiesa Madre
  • ore 20 - fiaccolata Percorso della memoria a cura del Comitato vittime della scuola

1° novembre 2019

ore 11 messa solenne presso la chiesa madre.

”Sei mai stata a San Giuliano? Domani c’è la giornata della memoria. Ci farebbe davvero piacere se tu venissi con noi”. Con queste parole il 30 ottobre 2018 i coniugi Occhionero (genitori di uno dei bambini periti sotto le macerie dopo il terremoto e che da sedici anni vivono a San Salvo) mi hanno invitata a ripercorrere, insieme a loro, proprio nel Giorno della Memoria, tutti i luoghi di quel tragico evento che ha segnato profondamente le loro vite e quelle di tantissime altre persone. Di seguito il racconto di quella giornata.

L'ARRIVO AL CIMITERO

Appena arrivati al cimitero c’era un autobus con una scolaresca che proveniva da Bari. “Spesso vengono scolaresche da tutta Italia per fare anche solo una visita ai nostri Angeli” Mi spiega Giulia. Erano già presenti i vari corpi di volontari presenti in quel tragico giorno. Michele Occhionero mi presenta i suoi compaesani che incontra. Molti erano altri genitori che come lui aveva perso un figlio nel terremoto e coi i quali avevano fondato un Comitato per la Ricostruzione. Mi mostra subito le opere poste all’ingresso del cimitero realizzate e donate alla città e la campana donata dai mastri fondai di Agnone che suona solo nel giorno del 31 ottobre alle ore 11.32, ora di inizio della celebrazione e ora in cui è avvenuto il terremoto nel 2002: 30 rintocchi uno per ogni bambino, il primo è per la maestra che “fa l’appello degli alunni” e gli ultimi due per altre due donne perite quel giorno; poi un lungo suono a distesa per ricordare che la vita continua.

IL PORTICATO CON "GLI ANGELI DI SAN GIULIANO"

Nel frattempo arrivano anche gli altri due figli dei coniugi Occhionero, Elena e Giuseppe con la sua fidanzata. Andiamo nell’ala dove sono deposti “gli angeli di san Giuliano”. Stanno tutti insieme sotto un porticato di legno. I volontari lavorarono senza sosta anche di notte per realizzare quest’ala. Tutti hanno una lapide bianca con un immagine, una frase e una particolarità e sono adorni con tanti fiori tranne due perché i genitori non se la sono sentita di appore una lapide. Quando si comincia ad attraversare quel porticato arriva un tonfo al cuore nel vedere le foto di quei volti di bambini così sorridenti che sembrano quasi che parlino e gioiscano ancora. Michele mi mostra quella del figlio. La foto era stata scattata l’estate precedente il tragico evento al mare di San Salvo, sorrideva e indossava con orgoglio una collana che si era realizzato con delle conchiglie trovate in spiaggia. Si era voluto fare un ciuffetto biondo. La lapide l’ha realizzato uno zio e ci ha raffigurato una chitarra con delle corde spezzate per simboleggiare un oggetto che lui amava e una vita spezzata. L’ultima lapide è occupata da una foto della maestra trovata morta abbracciata a due bambini ma la cui salma è nel suo paese. Alla fine del porticato c’è un angolo in cui sono depositati dei piccoli segni, stemmi, poesie e simili di tutti coloro che sono andati a dare un sostegno alla città. Tra la folla che sostava dinanzi a quelle tombe, in veste privata, c’era anche GuidoBertolaso, ex Capo della Protezione civile e cittadino onorario di San Giuliano di Puglia che si prodigò in ogni modo subito dopo il terremoto. Tutti si fermano a salutarlo. Arriva la fatidica ora dell’inizio delle celebrazioni del giorno della memoria. Sono presenti anche le varie autorità civili e militari e i corpi dei volontari. La campana inizia i suoi rintocchi!

Ore 11.32, ora del tragico evento: inizia la cerimonia della "memoria"

Nonostante la grande folla presente per l’evento c’è un silenzio tombale rotto solo dal suono della campana. Sembra che il tempo si sia fermato a sedici anni fa: una rabbia e un dolore comune incolmabile!

CORTEO FINO AL "PARCO DELLA MEMORIA"

Ci si incammina in corteo per il parco della memoria, il luogo dove sorgeva la scuola crollata in quel tragico 31 ottobre 2002. Si depositano corone di alloro e una tromba intona il “La voce del silenzio” di Dionne Warwick.

È stato cementificato ma ci sono ancora dei pezzi di mura lasciate per non dimenticare. A terra sono poste delle targhe con i nomi dei bambini periti negli spazi dove c’era la classe di riferimento. Incontriamo anche il marito della maestra deceduta durante il terremoto e un'altra mamma che aveva quattro figlie, due delle quali le ha perse in quel terribile giorno.

LA VISITA ALLA SAN GIULIANO DI OGGI

Conclusa la cerimonia Michele ci fa visitare il centro storico dove c’era anche il negozio di alimentari e la tabaccheria di Giulia. La caduta di un grosso masso l’ha sfiorata, pochi centimetri e anche lei poteva non esserci più. Dopo il centro storico (oggi rimesso completamente a nuovo) andiamo a visitare il villaggio di legno allestito nell’arco di pochissimi mesi subito dopo il terremoto e dove hanno vissuto una vita quasi normale i 1000 abitanti di san Giuliano: c’era tutto, ogni famiglia aveva la sua casetta di legno, c’era un centro commerciale, la chiesa, il parco giochi, campi di calcio e di pallacanestro per bambini, la scuola, la farmacia, la guardia medica ecc. . Gli Occhionero mi mostrano la loro casetta, il numero 19 di una via intitolata come le altre a un fiore: Siamo state tra le prime famiglie assegnatarie perché avevano dato priorità alle famiglie con bambini e noi avevamo Giuseppe ancora piccolo. Ad inaugurare le prime casette venne Silvio Berlusconi che entrò proprio nella nostra casetta. I volontari che erano venuti gratuitamente quando avevano finito le loro mansioni, la sera venivano a farci visita semplicemente per ascoltarci e per darci una pacca sulla spalla. Oggi è diventata quasi una città fantasma, ma in base alle ultime notizie di cronaca dovrebbero essere risistemate e affidate agli immigrati.

Dopo il villaggio ci spostiamo in un parco realizzato dal corpo forestale in cui si spicca un’opera intitolata “Il volo degli Angeli” e che purtroppo oggi è in uno stato di abbandono. Diversi artisti hanno donato importanti opere ispirate proprio agli angeli di San Giuliano. Persino un giapponese ha donato una grande fontana circolare in marmo e vetro di murano con dei puttini in ceramica ora conservata nell’atrio interno della nuova scuola, ultima tappa di questo giro. La nuova scuola di San Giuliano ha una struttura grandissima ben fatta con un enorme parco davanti e un’ala predisposta per ospitare una sede distaccata dell’Università di Campobasso che però ancora viene attivata. Vicino alla scuola c’è una grande piscina che riesce a dare lavoro a tante persone e una residenza per anziani anch’esso funzionante, e il palazzetto dello sport, oggi restaurato, dove venivano deposti i corpicini dei bambini senza vita. Il 30 e il 31 ottobre a San Giuliano sono giorni di lutto cittadino e quindi tutto è chiuso.

Giulia e Michele ricordano

La storia di San Giuliano ha toccato tutti. Sono venuti per dare una mano davvero da tutto il mondo. Ognuno voleva far sentire la sua vicinanza in mille modi. Noi ci siamo sin da subito rimboccate le maniche. Continuavamo la nostra attività commerciale rifornendo di prodotti alimentari la mensa di noi sfollati. Percorrevamo tre quattro volte al giorno la strada San Giuliano-San Salvo per andare a comprare la merce e poi rivenderla. Anche qui abbiamo trovato tanta solidarietà: nel commercio devi avere i soldi per anticipare ma noi non ce li avevamo. Non avevamo più niente: non potevamo più accedere neanche alle nostre case se non provvisti di apposito pass e accompagnati da un vigile e per momenti brevi. La macelleria Mariano di San Salvo e l’Eurocash si erano fidati di noi. Andavamo a saldare i conti dopo aver riscosso. E i tempi ovviamente non erano immediati! All’inizio altri commercianti di san Giuliano non se la erano sentiti di portare avanti l’attività. Due di loro successivamente, vedendo a noi ci hanno ripensato e così abbiamo continuato la nostra attività rinunciando a delle categorie merceologiche. Stavamo sulla stessa barca!”

"Oggi questo paese ha davvero tutto, molto di più di quello che aveva prima ma quel terremoto ha disgregato una comunità molto unita che ancora riesce a ricompattarsi. Io sono di Ururi quando mi sono trasferito dopo aver sposato Giulia, mi sono sentito davvero accolto. Dopo quasi cinque mesi dal terremoto abbiamo scelto di andarcene perché era diventato insostenibile il dolore. Tutto il tempo che Giulia non aveva impegni lo trascorreva al cimitero. Il dolore resta sempre anche se sono trascorsi sedici anni è una ferita che non si può rimarginare."

La famgilia Occhionero cerca di lenire questa immensa ferita facendo del bene agli altri e cercando di fare sempre tutto al meglio. Se la sopraelevazione della scuola fosse stata fatta con tutti i criteri edilizi, questa tragedia si poteva evitare. Di San Giuliano solo quella struttura è crollata completamente.