Una rotonda sul mare, il doveroso e meritato tributo dell'Italia a Fred Bongusto

Attualità
Termoli venerdì 08 novembre 2019
di Michele Trombetta
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Fred Bongusto
Fred Bongusto © Ansa

CAMPOBASSO. Fred Bongusto, pseudonimo di Alfredo Antonio Carlo Buongusto (Campobasso, 6 aprile 1935), è morto a Roma oggi all'età di 84 anni: è stato un cantante e compositore italiano. Dotato di una voce calda e sensuale, fu molto popolare negli anni sessanta e settanta come il classico cantante confidenziale (insieme a nomi come Nicola Arigliano, Teddy Reno, Emilio Pericoli, Johnny Dorelli e l'amico Peppino di Capri), una figura che rimanda a quella del crooner nella scena anglo-statunitense, di cui Frank Sinatra è l'esempio più celebre.

Dagli anni Settanta è stato anche autore di colonne sonore di film, soprattutto nel genere della commedia all'italiana. E' indubbio che il suo successo planetario che è stato ballato e cantato dappertutto, è stato "Una Rotonda sul Mare...il nostro disco che suona...vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me.”

Proprio questo disco, ha generato in tempi non ancora maturi di fake news o se preferite di bufale create ad arte, una diatriba - come se non bastassero già le rivalità campanilistiche calcistiche - tra Termoli e Campobasso: in una famosa intervista che il cantautore campobassano rilasciò al giornale La Repubblica, affermò che la Rotonda (o terrazza) sul mare che ha ispirato il suo più grande successo era la rotonda sul mare di Senigallia, non certo quella che c'era - anche se non era proprio una rotonda - di Termoli e che invece i termolesi pensavano orgogliosamente fosse lei stata ad ispirare Fred.

Inutile raccontare le susseguenti e roventi polemiche campanilistiche dopo quella intervista che aveva sfatato un mito e, ripetiamo, acuito ancor di più la rivalità tra il capoluogo di regione e la più grande città turistica molisana. Insomma, la madre di tutte le fake molisane, non può certamente cancellare il fatto che Fred Bongusto è stato pur sempre un cantante e cantautore che ha caratterizzato un'epoca, con i suoi brani come Tre settimane da raccontare, Spaghetti, insalatina e una tazzina di caffè a Detroit, ed importanti colonne sonore di film come "Bianco, rosso e..., regia di Alberto Lattuada (1972)"Malizia, regia di Salvatore Samperi (1973)", Fantozzi contro tutti, regia di Neri Parenti e Paolo Villaggio (1980)",Fracchia la belva umana, regia di Neri Parenti (1981)".

Ha collaborato con grandi interpreti stranieri. L'ultima delle sue apparizioni pubbliche risale al 22 aprile 2013, in occasione del concerto in ricordo di Franco Califano, quando ha cantato il brano scritto per lui dallo stesso artista intitolato Questo nostro grande amore. Nel 2013 duetta in Amore Fermati con Iva Zanicchi nel disco della cantante In cerca di te. Ha vissuto un rapporto conflittuale con la sua terra di origine, il Molise: ha vissuto quasi tutta la sua vita a Roma, dove oggi è morto, ma ultimamente si era ritirato nel suo eremo sul mare, che lui amava tanto, a Ischia.

Tutta questa conflittualità, Alfredo, in arte Fred, probabilmente la esternò in un brano dal titolo eloquente "Molise Puozz' ess' accis'" in cui fu alquanto lungimirante e profetico verso questa piccola realtà italiana che, per come andava avanti, non avrebbe avuto mai speranze di crescita. Un territorio ancora oggi e come allora sempre diviso tra investimenti risultati fallimentari su tutta la linea, industrie collassate e i soliti furbetti del quartiere scappati con il malloppo. Almeno in questo Fred Bongusto sulla sua terra non si è certamente sbagliato. Oggi tutti gli importanti notiziari nazionali hanno dedicato servizi sul grande artista molisano, il cantore dell'amore negli anni spensierati per gli italiani.

Il Ministro per i Beni e le attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, tramite una dichiarazione Ansa ha detto di lui: "Fred Bongusto è stato un grande interprete che con la sua voce ha accompagnato la vita di milioni di italiani. Molte delle sue melodie sono entrate nella storia della canzone italiana, segnando un'epoca a cavallo degli anni Sessanta e Settanta del Novecento. Ci mancherà". Parole che non possono non essere condivise da tutti noi.