«Mio padre è un pompiere», la poesia in ricordo dei Vigili del fuoco morti ad Alessandria

Attualità
Termoli venerdì 08 novembre 2019
di La Redazione
Vigili del Fuoco
Vigili del Fuoco © Vigilfuoco.it

TERMOLI. Nel giorno di funerali dei tre Vigili del fuoco che hanno perso la vita nell'alessandrino, dal comando provinciale dei Vigili del fuoco di Campobasso, estesi ai distaccamenti di Santa Croce di Magliano e Termoli, è stata dedicata loro la poesia che il poeta termolese Nicolino Cannarsa ha riservato al Corpo dei Vigili del fuoco in occasione della festa di Santa Barbara 2017, per esprimere vicinanza ai figli e alle famiglie dei colleghi deceduti in Piemonte.

Mio Padre.....E' un Pompiere! Mi avvicino alla cattedra...il foglio del tema mi trema fra le mani: devo leggerlo. i compagni di classe lo hanno fatto prima di me ....

Guardo negli occhi la maestra prendo fiato e ...!

"Quando guardo il volto di mio padre è come se leggessi nei suoi occhi di mare la triste favola di mille storie, scritta da mani tese e imploranti che urlano il vuoto della disperazione.... Vedo le sue mani forti e decise, graffiate dalla violenza incontrollata, cariche di infinità speranza che scavano, cercano , trovano ...fino a spaccarsi la dura schiena, dura come come quercia antica , maturata dall'acqua e dal vento , per ridare luce ,dal freddo e dal buio , dalla notte, a cuori, ricordi e sogni ....

Mio padre non ha le ali, eppure vola, vola... e, come un angelo si arrampica sui muri erosi e sgretolati, portando sulle spalle la scala del Paradiso ...

lo vedo scomparire nella risacca della polvere con una bisaccia piena di carezze per posarle sugli occhi di chi vuole ancora rivedere cicli stellati, il grano al sole e rossi autunni....ancora! sento il calore delle sue parole....per la durezza del tempo e la pazzia dell'uomo bruciano in un inferno di fiamme con scintille di fuoco che oltraggiano il suo volto e divorano i suoi respiri affannosi, le sue lacrime di cristallo. Poi...quando rientra a casa, stanco delle magie del giorno e della notte, ha poco tempo per assaporare la gioia di un sorriso ....

Lo guardo con infinita tenerezza , gli bacio le mani e gli accarezzo i neri capelli e, se mi stringe a lui più forte del solito , io lo so perché :i suoi lunghi e pesanti silenzi mi parlano della sua tristezza , della sua rabbia , della sua impotenza!

E' un uomo che salva la vita perché ne ha viste troppe morire. Dona la sua vita per rigenerare la vita. Il suo amore per ridare amore. La sua forza per donare speranza. Non predica la fratellanza dell'uomo: la vive!

Maestra, questo è mio padre ...un pompiere!"

Nicolino Cannarsa