Strade e luoghi da intitolare a Fred Bongusto: la procedura da seguire

Attualità
Termoli martedì 03 dicembre 2019
di Claudio de Luca
Fred Bongusto
Fred Bongusto © Ansa

CAMPOBASSO. Fred Bongusto è morto tre settimane fa. Nell’ambiente canoro nazionale il cantante era considerato uno dei Re del night. Gli altri erano Peppino Di Capri (“’Na fenestèlla ‘e foglie rampicanti”), Bruno Martino (“Odio l’estate”) e Marino Barreto jr (“Visino de angelo”). Ora, dopo di averlo scordato in vita, sono in molti a pretendere che sia ricordato da defunto; e, sui giornali, non si fa altro che pretendere qualcosa di tangibile, tipo l’intitolazione di una strada, di una piazza, ‘et simìlia’. Però la cosa curiosa è che, mentre nel suo Molise si blatera di questo e di quello, a Cerea (nel Veronese), Fred si è visto dedicare un’arteria. Il lettore si chiederà cosa c’entri questo paese del Nord. Semplice! Sembra che qui Fred abbia frequentato le scuole da ragazzo. L’Assemblea civica se ne è ricordata ed ha ritenuto doveroso rendere omaggio al cantante di Campobasso. Come abbiano fatto, però, rimane un mistero perché – dal punto di vista toponomastico – vigono norme particolari che impongono particolari passaggi. Vediamo quali sono.

E’ il Prefetto che autorizza l'attribuzione della denominazione a nuove strade oppure la variazione del nome di quelle già esistenti. Lo stesso rappresentante del Governo si occupa anche dell'apposizione di targhe e di monumenti commemorativi, sentito il parere della Società romana di storia patria (per una nuova denominazione) e della Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici di Roma (per eventuali variazioni). Le istanze per una nuova intitolazione (e quelle per la variazione di una intitolazione preesistente) devono essere inviate alla Prefettura corredate dalla deliberazione giuntale o consiliare, di una documentazione cartografica particolareggiata (planimetria anche in semplice fotocopia) della zona interessata e del ‘curriculum vitae’ del personaggio (che – attenzione - deve essere deceduto da almeno dieci anni, e non da tre settimane) a cui si intenda dedicare la relativa area pubblica.

Invece, per le intitolazioni a persone decedute da meno di dieci anni (sempre che si siano distinte per particolari benemerenze), il Ministero dell'interno (Circolare n. 18 del 29 settembre 1992) ha concesso, a norma dell'art. 4, la deroga al Prefetto, a decorrere dal 1° gennaio 1993, circa il rilascio delle autorizzazioni per intitolazioni di vie, piazze, monumenti e lapidi, scuole ed aule scolastiche o altri luoghi pubblici. Ove l'intitolazione si riferisse ad una variazione di denominazione preesistente, oltre ad indicare la precedente intitolazione, deve essere documentata la motivazione valida a sostituirla ed i relativi nuclei abitativi residenti. L'istanza deve essere inviata, tramite ‘pec’, all'indirizzo: cambionomecognome.prefrm@pec.interno.it. Infine, in merito all'intitolazione di nuovi istituti scolastici (o nel caso di fusione degli stessi), il Prefetto esprime un parere al Miur - che lo richiede ex- lege - allegando l'istanza con il verbale del Consiglio d'istituto richiedente.

Rimanendo in tema, altre modalità sono state previste per la concessione del titolo di ‘Città’ (di cui si fregia Larino). Lo stabilisce il Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali che lo prevede per quei Comuni insigniti per ricordi, monumenti storici o – in termini più recenti - per l’attuale importanza sociale ed economica. Anche in questo caso il Comune richiede la concessione presentando una deliberazione dell’Assemblea civica corredata dalla documentazione relativa all'evoluzione economica, industriale ed urbanistica del Comune stesso. Il titolo di città è concesso con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno, previa valutazione del parere rilasciato dal Prefetto, dopo aver sentito la Soprintendenza archeologica.

Claudio de Luca