Sandro Travaglini: «Con questo viaggio ho scoperto quanta gente mi vuole bene»

Attualità
Termoli martedì 03 dicembre 2019
di Emanuele Bracone
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Sandro Travaglini
Sandro Travaglini © Termolionline.it

TERMOLI. Alla fine ce l'abbiamo fatta, abbiamo acciuffato simpaticamente un 38enne che non passerà più inosservato.

E’ sorridente, spavaldo, per lui la moto non è solo passione, è vita. A 38 anni, l’operaio Sevel Sandro Travaglini ha compiuto l’undicesimo viaggio in giro per il mondo in sella al suo cavallo di ferro. Negli ultimi tre anni prima ha raggiunto Baku, poi il circolo Polare artico e infine la Mongolia. Ma proprio quest’ultima impresa ha rivelato fasi difficilissime e addirittura ricerche da parte delle forze dell’ordine e dell’Interpol. Ha tenuto per 3 giorni tutti col fiato sospeso, poi il lieto fine.

Lo abbiamo incontrato ieri mattina e con estrema cortesia e disponibilità ci ha raccontato cosa è successo in questo viaggio. «Non mi è sfuggito di mano nulla – narra Sandro – preparo i miei viaggi minuziosamente, davvero km dopo km, ma stavolta qualche imprevisto di troppo ha contribuito a rendermi la vita più difficile». Il primo della serie, dopo che ha cambiato itinerario in Europa nei primi giorni, dopo la partenza del 1^ novembre, è stato quello che la moto ha mostrato problemi meccanici, a causa di strade distrutte, anche per via di temperature a 30 gradi sotto zero. Sulla sparizione dai radar delle comunicazioni l’attraversamento dei deserti di Uzbekistan e Turkmenistan. Ha impiegato oltre 8 giorni, a fronte dei 5 preventivati e quei giorni di buio erano stati anche annunciati alla famiglia, che dal sesto in poi è andata nel panico. Lui non si è perso d’animo, preso dalla voglia irrefrenabile di tornare, dopo aver raggiunto la Mongolia, prima c’era stata quella di partire: le emozioni che scandiscono questa avventura. «In un mese di viaggio ho dormito 3 volte in albergo e il resto in tenda, ma mi ha colpito l’enorme ospitalità e diverse volte sono stato ospite a cena e a letto». Mai così nei 10 tour precedenti. Poi il rientro.

«Mi hanno fatto fermare in strada e accostare per abbracciarmi, quanto affetto per me, in tanti mi vogliono bene. E’ questo è stato incredibile».