​I dirigenti scolastici del Basso Molise incontrano il vescovo De Luca

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Termoli sabato 07 dicembre 2019
di Redazione
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​I dirigenti scolastici del Basso Molise incontrano il vescovo De Luca
​I dirigenti scolastici del Basso Molise incontrano il vescovo De Luca © Termolionline.it

TERMOLI. Venerdì 6 dicembre 2019, nella sala dell’episcopio di Termoli, rinnovando una tradizione che si ripete da qualche anno, il Vescovo Mons. Gianfranco de Luca, ha incontro i Dirigenti Scolastici nelle scuole della diocesi di Termoli e Larino. Presente, nella funzione di Direttore Generale dell’Ufficio scolastico regionale del Molise, la Dirigente dottoressa Anna Paola Sabatini. L'invito per uno scambio di auguri in un contesto di fraternità ma non sono mancati momenti di riflessione e di approfondimento sulle tematiche dell’educare e sulle nuove sfide che devono affrontare i giovani oggi. Il Vescovo ha presentato il Messaggio del Santo Padre Papa Francesco per il lancio di un Patto Educativo per far maturare una società più solidale e più accogliente. Ha poi annunciato la promozione di una giornata, il 14 maggio 2020, come evento mondiale intitolato “Ricostruire il patto educativo globale”. L’intento è quello diravvivare l’impegno per un’educazione più aperta ed inclusiva e di superare frammentazioni e contrapposizioni e “ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna”. I rapidi mutamenti della tecnologia e deldigitaledisorientano al punto che la stessa identità è messa in discussione. Allora bisogna trovare un punto di fermo ed esso è costituito dalla comunità, da vivere come in un villaggio, dove tutte le componenti sono importanti e concorrono a costituire “un’alleanza generatrice di pace giustizia e accoglienza per tutti”. Perché questo avvenga bisogna mettere al centro la persona dei processi educativi formali ed informali in un contesto di realtà globale interconnessa. Ebisogna trovare altri modi di intendere l’economia la politica, la crescita e il progresso. “In un percorso di ecologia integrale”. È stata altresì sottolineata la cultura del “servizio” della comunità. La gioia del servire quale essenza stessa del Cristianesimo. È seguito l’ intervento di don Marcello Paradiso, che ha parlato delle tre “fratture da sanare”, quella che ci ha separati dalla trascendenza, quella che dividele generazioni e quella fra l’uomo e il suo ambiente. La dottoressa Anna Paola Sabatini si è collegata agli aspetti peculiari del messaggio papale e come si possano creare tra scuola e società civile patti educativi per un impegno più consapevole da parte di tutti. Ha poi aggiunto che il Ministero dell’Istruzionein questi giorni sta predisponendo strategie adeguate per coinvolgere la Scuola italiana e arrivare all'appuntamento del giorno 14 maggio 2020 Roma con proposte, suggerimenti, progetti per avviare processi educativi di graduale trasformazione. È intervenuto anche il dottor Giuseppe Colombo, ex Provveditore e ora con incarichi presso l’Ufficio Scolastico Regionale, facendo notare il grande valore pedagogico del messaggio del Papa e della grande assonanza, consonanza con i valori presenti nei vari contesti educativi molisani. Don Gianfranco Lalli, responsabile dell'area dello Sviluppo Umano Integrale e del Centro di aiuto alla famiglia della Diocesi, ha illustrato le diverse iniziative realizzate anche in collaborazione con gli insegnanti di religione e il coinvolgimento degli stessi dirigenti che possono altresì aderire e approfondire le attività e i servizi offerti. Tra questi ci sono percorsi psicoeducativi sulle emozioni rivolti alla scuola dell'infanzia, uno sportello psicologico per la primaria e un percorso rivolto agli adolescenti (secondaria di secondo grado) sviluppato su tre anni (relazione, affettività e sessualità) e frutto di un questionario che il centro ha diffuso negli istituti del territorio.Mario Mascilongo della Commissione cultura ha invece illustrato le iniziative realizzate dalla Diocesi sul territorio in questo settore.Il Dirigente scolastico Teodoro Musacchio ha ripreso il concetto di “villaggio”, dicendo che per saper educare bisogna saper viveree per saper vivere bisogna saper convivere. Ma questo si realizza solo se ciascuno di noi è pronto a rinunciare ad un parte di sé per gli altri. Questo spirito di alterità o solidarietà è ciò che rende sana una comunità. E tanto più le relazioni all’interno di una comunità sono attive tanto più aumenta il benessere di ciascuno. La Dirigente Maria Chimisso ha suggerito di coinvolgere innanzitutto gli studenti per promuovere un cambiamento epocale e, successivamente, ogni attore della società. Un'alleanza generatrice di accoglienza e integrazione. Il Dirigente Antonio Vesce ha puntato il dito contro la cultura della esclusione. Della chiusura, dell’intolleranza. Cosa ancora più inaccettabile se si pensa che molti di coloro i quali lapropagandano, poi si dicono cristiani. Così la dirigente Rosanna Scrascia: “Igiovani oggi ci stanno dando dei messaggi:desiderano una vita fatta di cose essenziali mentre noi alla loro etàdesideravano altro. Non avevamoancora sperimentato le conseguenze di un consumismo che ci sta svuotando interiormente e ci disumanizza”. Ci sono stati altri interventi sull’importanza della cultura dell’ecologia e dell’ambiente, per uno sviluppo sostenibile. E come l’educazione debba trattare in profondità queste tematiche. L'incontro è stato organizzato da Adalgisa Rosati, delegata vescovile per l'ufficio scuola -Irc, Al termine delle interessanti e profonde riflessioni, tutti i convenuti si sono trasferiti nella sala da pranzo per un momento conviviale. Il tutto si è concluso con lo scambio di doni e degli auguri per il santo Natale e con il brindisi finale: “che il messaggio del papa e del nostro Vescovo arrivi a tutti adagio adagio”.