Dal Molise alla corte di Adriano Celentano

Attualità
Termoli sabato 07 dicembre 2019
di La Redazione
Da Castelpetroso alla corte di Adriano Celentano
Da Castelpetroso alla corte di Adriano Celentano © Iserniaweb

ISERNIA. Si chiama Marianna Petrecca è di Castelpetroso, anche se da qualche anno vive a Parma, è diplomata al Conservatorio "Perosi" di Campobasso e ieri sera era in prima serata su Canale 5 ad esibirsi con il grande Adriano Celentano. Ha iniziato la "carriera" di artista del coro come mezzosoprano nel teatro Marrucino di Chieti. Successivamente è entrata nell'organico del coro del Teatro Petruzzelli di Bari, del San Carlo di Napoli, del Carlo Felice di Genova, del Teatro Comunale di Bologna, allo Sferisterio di Macerata e dell'Arena di Verona.

Da 3 anni è membro stabile del coro del Teatro Regio di Parma diretto dal M. Martino Faggiani, considerato uno dei migliori direttori del panorama lirico europeo. Il coro, sotto la sua direzione, ha ottenuto prestigiosi premi come ad esempio il premio come coro del “Miglior festival” agli International Opera Awards.

Durante questi anni ha lavorato con direttori e registi di risonanza internazionale quali Riccardo Muti, Rudolf Barshai, Michel Plasson, Daniele Gatti, Roberto Abbado, James Conlon, Daniel Oren, Gianluigi Gelmetti, Donato Renzetti, Michele Mariotti, Jader Bignamini, Hugo De Ana, Zeffirelli, La Fura dels Baus, Ricci Forte e Alfonso Antoniozzi.

Nel 2018 il M. Faggiani l'ha scelta per l'opera in anteprima mondiale "Prometeo" di Luigi Nono, con organico ridotto (solo 4 donne e 4 uomini).

La settimana scorsa, Adriano Celentano ha invitato il coro del Teatro Regio di Parma nell'ultima puntata della sua trasmissione ADRIAN, in onda in prima serata su canale 5, per cantare alcuni brani natalizi con lui.

Spesso si tende a considerare gli artisti del coro come cantanti lirici di serie B, persone che, non essendo riuscite ad intraprendere la carriera solistica si sono "accontentate" di cantare nel coro. In realtà questo discorso è totalmente sbagliato. Cantare in coro richiede una preparazione ed una versatilità che non ha nulla da invidiare ai soliti, anzi, perchè si deve essere in grado di cantare qualsiasi opera di qualsiasi compositore e qualsiasi concerto sinfonico (al contrario dei solisti che si soffermano esclusivamente su un repertorio che è più congeniale alla propria vocalità).

"Io ho avuto modo anche di provare l'ebrezza di cantare da solista", ci spiega Marianna raggiunta da noi telefonicamente, "ma alla fine il coro mi ha catturata: non credo esista nulla di più magico dei piani improvvisi cantati da tutto il coro e della potenza dei fortissimi. Ti lasciano senza fiato. Inoltre il "camerone" ed i colleghi diventano una tua seconda famiglia con cui ti confronti, ti spalleggi, discuti, studi, condividi momenti difficili e momenti di gioia pura".