"Termoli-Anni '50 e '60, Cronaca-Racconti"

Attualità
Termoli domenica 08 dicembre 2019
di La Redazione
Più informazioni su
Il saluto del sindaco Francesco Roberti
Il saluto del sindaco Francesco Roberti © Termolionline.it

TERMOLI. Buona l’affluenza di pubblico, nonostante le tante iniziative prenatalizie di ieri pomeriggio per la presentazione del libro "Termoli-Anni Cinquanta e Sessanta, Cronaca-Racconti", dalle ore 17.30, presso la sala dell'ex cinema Sant'Antonio. E’ il quinto libro che il prof. Antonio Smargiassi scrive e dedica a Termoli dopo 'Gente di mare, Gente di Termoli, La Battaglia di Termoli (ottobre 1943) e Storia di Termoli'.

Il libro combina gli anni che hanno avviato la transizione di Termoli da 'Borgo di pescatori' a 'Città' con la vita della gente immersa in una realtà soggetta a imprevedibili e continui cambiamenti rintracciabili nella 'frazione di vita' dei protagonisti dei racconti. Si può dire che l'insieme dei libri del prof. Smargiassi fotografa Termoli in lungo e in largo e, per quanto possibile, nel passato. Intervenuti, oltre all'autore, Angelo Marolla, Francesco Roberti, il professor Giovanni Di Giandomenico e padre Enzo Ronzitti. Ha moderato Antonio Lupo. Alcuni tratti del libro sono stati letti da Elisa Amoruso.

CRONACA (più di 60 pagine).

È un riandare alla Città degli anni ’50 e ’60 (una sorta di amarcord) con tutte le attività che la rendevano viva: pescatori, ortolani e contadini; botteghe di artigiani (dai calzolai ai fabbri … e dalle piccole imprese edili alle officine meccaniche); attività commerciali (alimentari, abbigliamento), farmacie; la vita dei giovani (apprendere un mestiere, a Vasto per il titolo di studio di ragioniere, geometra o maestro e a Larino per la licenza liceale); la vita delle donne, sia nel Paese Vecchio che Fuori Porta; la fila di donne e bambini alle fontane pubbliche con secchi di zinco; il permanere delle credenze popolari (in particolare nel Paese Vecchio); le tradizioni religiose e le feste, i canti agiografici.

E ancora: il lento cambiamento della mentalità e dei costumi determinati soprattutto dalla televisione al cinema. La vita dei giovani, sia di chi aveva superato l’età dell’adolescenza che di quelli che si trovavano nella giovinezza piena. L’emigrazione verso Città del Nord e l’Estero e lo spopolamento del Paese Vecchio.

Le grandi trasformazioni: le paranze, dalle vele ai motori; la Riforma fondiaria; la politica, tra contrasti e impegno per dare un impulso alla Città; la istituzione di Scuole Secondarie di Secondo Grado; il porto; il risolto problema dell’acqua con la Diga del Liscione; il dimezzamento dei tempi per Campobasso grazie alla Bifernina; il collegamento con le Tremiti; l’estate al mare, sulle spiagge ombrelloni e bagnanti (poi villeggianti e infine turisti) ospiti degli stabilimenti balneari; i segnali di un futuro turistico per la Città, l’industrializzazione …; l’esplosione dell’edilizia nel corso degli Anni ’60 e l’immigrazione avvenuta quando nel Paese Vecchio si era già compiuto lo spopolamento e altro.

I due decenni sono quelli della trasformazione di Termoli e del suo passaggio da Borgo di pescatori a Città, compreso l’importante ruolo svolto a livello regionale.

RACCONTI (più di 160 pagine)

Ogni racconto trae spunto da un fatto realmente accaduto, anche in tempi lontani come il primo nel quale sono presenti credenze popolari, pregiudizi e la vita della gente di Termoli prima, durante e dopo la e guerra. Ovviamente ognuno di essi è stato rielaborato per ragioni intuibili e cambiati i cognomi dei protagonisti. I cognomi propri della storica comunità termolese sono stati mantenuti per i personaggi che fanno da sfondo al narrato.

1-La vedova di Strada Duomo

Narra le traversie di un’orfana che dimessa dall’Orfanotrofio, all’età di 18 anni, va a vivere con una zia. Alla felicità del dopo-matrimonio subentra una serie di imprevisti che minacciano di travolgerla, dalla morte del marito alla fattura di cui rimane vittima la figlia.

La vicenda si incrocia con quella di un sergente della Regia Marina dichiarato ‘Disperso’ a seguito dell’affondamento della nave sulla quale era imbarcato e che poi torna a Termoli.

2-Gli scansafatiche

Riporta la vita di tre amici ‘sfatëjëte’, ‘perditempo’, ‘bellimbusti’, ‘guappi’ i quali vivevano d’estate e per l’estate. Il lavoro era un qualcosa che stava e rimaneva lontano, malgrado le preoccupazioni .... La loro era una sorta ‘dolce vita’ fatta di niente.

Intorno ai 30anni (fine anni 50-primi anni 60) si rendono della importanza di un lavoro che però a Termoli manca. Da questa ricerca la loro definitiva separazione.

3-Quelli delle littorine: un racconta ad ampio spettro tutto circoscritto agli Anni’50 e ai giovani che in quel decennio avevano dai 14-16 anni ai 19-21 e la voglia di riscatto sociale che soltanto un mestiere o un diploma, da acquisire frequentando Scuole, a Vasto e a Larino, poteva dare. Incentrato sui giovani che per un diploma o la licenza liceale dovevano raggiungere Vasto o Larino, giovani immersi nel liquido amniotico del cambiamento (musica e canzoni; cinema e televisione …) ma con in testa lo studio.

4-Clara, una ragazza determina narra di una bravissima studentessa la cui ambizione di laurearsi viene messa in forse dalle conoscenze e dal tipo di vita nella quale si trova coinvolta per caso e dalla quale rischia di venire intrappolata. Il latino, nel quale aveva sempre primeggiato (Scuola Media e Istituto Magistrale), è la passione che la porta ad iscriversi all’Università. Una passione accantonata e poi ritrovata.

SINTESI n. 2:Il libro -fa rivivere gli anni che hanno avviato la transizione di Termoli da ‘Borgo di pescatori’ a ‘Città’; -la vita della gente immersa in una realtà soggetta imprevedibili e continui cambiamenti rintracciabili nella ‘frazione di vita’ dei protagonisti dei racconti.