L'attività delle Pro loco

Attualità
Termoli giovedì 12 dicembre 2019
di Claudio de Luca
Unpli a Castelpetroso
Unpli a Castelpetroso © Termolionline.it

CAMPOBASSO. Il sen. Antonio De Poli è il Questore anziano del Senato. A proposito delle Pro loco ha dichiarato:«Queste associazioni svolgono un ruolo insostituibile nella valorizzazione del patrimonio culturale del nostro Paese. Il loro riconoscimento normativo è condiviso da tutti, e non ha colori politici». In conformità a questo assunto, ha presentato una proposta di disegno di legge, di cui è primo firmatario, con l’obiettivo di semplificare le procedure, di snellire la burocrazia e di salvaguardare l’operato di 600mila volontari definiti “sentinelle dei nostri territori”. Maurizio Signorelli, responsabile della comunicazione Unpli, ne ha illustrato le potenzialità organizzative sulla rivista “Arcobaleno d’Italia” che ha saputo darsi una redazione diffusa in tutte le regioni, composta da addetti-stampa che si spendono quotidianamente al fine di comunicare esaustivamente le attività delle Pro Loco che è giusto far conoscere al grande pubblico.

Secondo la Cgia di Mestre, in Molise sono attive 78 Associazioni: praticamente ce n’è 2,6 ogni 10mila abitanti; ma, lungo l’intera Penisola (isole comprese), esse ammontano a 6.200: 1 per ogni 10mila abitanti. Nel 2018 (questi gli ultimi dati certi) hanno apprestato più di 110mila eventi a cui hanno partecipato 88 milioni di visitatori. Si è trattato soprattutto di sagre (20mila) e di fiere, organizzate spendendo oltre 700 milioni di euro che hanno attivato un movimento economico che ha superato, abbondantemente, i 2 miliardi, creando lavoro per più di 10.000 persone. Siamo di fronte a numeri che danno atto di un impegno notevole, dimostrando – a piene mani – che quest’attività volontaria imprime alla società locale un impulso economico di rilievo. Di quanto sopra è convinto Antonino La Spina, Presidente dell’Unione nazionale delle Pro loco italiane, che ha voluto darne atto nell’occasione della presentazione del “1° Rapporto sull’impatto socio-economico” portato a compimento dall’efficiente Ufficio studi della Cgia di Mestre, presentata a Roma, nella Sede del Senato, in Sala ‘Nassirya’.

Però che le Pro loco non abbiano un colore politico è solo un parere del senatore De Poli. A parte il conseguimento dei pochi fondi resi disponibili dalla Regione – riescono a rendersi attivi solo gestendone altri posti a disposizione dagli Esecutivi comunali nell’occasione dei vari calendari estivi, comunque gestiti dalle Giunte. Questo avviene perché si delega ciò che, amministrato direttamente, porterebbe via più tempo e più fatica ai vari responsabili degli Affari generali e delle Ragionerie. Inoltre, le mentovate associazioni riescono ad implementare i propri fondi con un’assidua campagna di piccoli trattenimenti.

Ciò posto, Fernando Tomasello, responsabile del Dipartimento cultura dell’Unpli, ha dichiarato che «il 20% delle Pro loco gestisce o partecipa alla gestione dei servizi nei musei; il 17% si dèdica ai siti storici ed archeologici; il 10% alle biblioteche». Il 77% delle sagre e delle fiere è organizzato da Associazioni che approntano il 59% delle passeggiate, il 53% delle mostre d’arte, il 35% delle attività di salvaguardia ambientale ed il 27% di musica, cinema e teatro.

Le Pro Loco “degli altri” ricorrono, per le proprie attività, all’autofinanziamento (per il 37%) ed alle quote associative (per un altro 14%). I volontari assicurano ogni anno ben 7 milioni di ore per le sagre e fiere, 8 milioni di ore per altri eventi e 10 milioni di ore per attività diverse. Addirittura 25 milioni di ore sono regalate, senza alcun compenso, a queste organizzazioni che hanno una struttura capillare inferiore soltanto a quella delle Parrocchie e delle farmacie.

Claudio de Luca