Sei obiettivi per risanare conti e servizi della sanità pubblica in Molise

Attualità
giovedì 12 dicembre 2019
di La Redazione
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L'assemblea pubblica sulla sanità del Molise
L'assemblea pubblica sulla sanità del Molise © Termolionline.it

TERMOLI. Nel tardo pomeriggio di oggi, dalle ore 17.30, presso la sala consiliare del Comune di Termoli, si è tenuta un'assemblea pubblica in tema di Sanità. Si parlerà dettagliatamente del piano sanitario molisano e di cosa realmente prevede.

La crisi del servizio sanitario del Molise: stato e prospettive. Questa la relazione portata avanti con 18 slide in Powerpoint dal tecnico della Rete della Sinistra -Termoli Bene Comune Pino D’Erminio, con accanto la consigliera Marcella Stumpo. Una iniziativa terminata intorno alle 20.

Analizzati conti e costi del 2017 e 2018, sia a confronto con le altre regioni, che parcellizzando con sanità pubblica e privata.

Abbiamo seguito la relazione introduttiva in diretta Facebook.

«La definizione e attuazione del Pos 2015-2018 della regione Molise ha determinato significativi risultati nel percorso di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del Servizio Sanitario Regionale, consentendo, da un lato, un miglioramento delle variabili economico-finanziarie, dall’altro, un miglioramento del livello qualitativo dell’assistenza in termini di erogazione dei LEA», questa una delle proiezioni contraddette da D'Erminio, che ha considerato fallimentare, invece, lo stesso Pos 2015-2018.

Tra le indicazioni sul futuro, quali obiettivi chiave di medio periodo per risanare i servizi ed i conti della sanità pubblica del Molise:

Incrementare il personale medico di 100 unità e quello infermieristico di 150 unità, con un incremento dei costi di 19 milioni.

Investire 20 milioni per l’ammodernamento ed il potenziamento delle apparecchiature biomediche del servizio sanitario pubblico diretto.

Ridurre l’incidenza della sanità convenzionata dal 43,5% della spesa sanitaria pubblica al 35%, recuperando 53,1 milioni.

Ridurre gli sprechi ed incrementare l’efficienza, recuperando 43,8 milioni.

Ridurre la mobilità passiva a 70 milioni, dai circa 80 attuali.

Abolire le anticipazioni agli enti convenzionati sulle prestazioni da mobilità attiva, recuperando 2,6 milioni di oneri finanziari impliciti.