“Qualità e produzione sinergica eco-sostenibile”: la riflessione si fa in carcere

Attualità
Termoli sabato 15 febbraio 2020
di Graziella Vizzarri
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“Qualità e produzione sinergica eco-sostenibile”: la riflessione si fa in carcere
“Qualità e produzione sinergica eco-sostenibile”: la riflessione si fa in carcere © TermoliOnLine

LARINO. Si è tenuto martedì 11 febbraio presso la Casa Circondariale, il convegno dal titolo “Qualità e produzione sinergica eco-sostenibile”. La manifestazione rientra nelle attività di “restituzione” di un progetto realizzato nell’ambito di un PON (Piano Operativo Nazionale) del Miur, sviluppato presso l’Istituto Superiore San Pardo, sezione Carceraria.

L’evento moderato dalla professoressa Giovanna Vizzarri, dell’Istituto Tecnico Agrario, si è rivelato un fortunato incontro di rete tra le Istituto Tecnico San Pardo, punto di riferimento per la ricerca e sviluppo per l’agricoltura, la Casa di Reclusione e il Comune di Larino, l’Università e l’Ordine dei Tecnologi Alimentari.

Ad aprire i lavori la Direttrice della Casa di Reclusione Rosa La Ginestra, a seguire gli interventi istituzionali delsindaco del Comune di Larino Giuseppe Puchetti, l’assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità Alice Vitiello e il professor Antonio Vesce, Dirigente dell’ Istituto Omnicomprensivo di Larino.

Nell’incontro si sono alternati gli interventi del professor Giampaolo Colavita, del Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute dell’ Unimol, il dottor Emilio Germano, dell’ Ordine dei Tecnologi Alimentari del Molise e la professoressa Elisabetta D’Ercole. Molti gli argomenti su cui si sono soffermati i relatori, tematiche attuali come l’etica del cibo, la trasformazione agro-alimentare e le opportunità di auto-imprenditoria, la qualità e la produzione sinergica, l’ alimentazione funzionale, la ristorazione eco-sostenibile e la lotta allo spreco alimentare.

Il progetto PON “ Qualità e produzione sinergica, alimentazione funzionale e ristorazione sostenibile”, presentato nell’ambito dell’evento, è stato ideato e portato avanti con l’intento di fornire strumenti utili alla ricerca di una forma di reddito rispettosa dell’ambiente, con un forte carattere di inclusività. Un concetto di filiera corta che passa dalla produzione agricola alla fornitura di un servizio, quello della ristorazione, con un forte connotato di riconoscibilità e quindi di fidelizzazione della clientela sempre più attenta alla salubrità del cibo e al rispetto per l’ambiente.

Alla fine dell’incontro il lancio del marchio AgroTop elaborato durante le lezioni del Pon.

Il marchio si tratta di una start up che è nata con lo scopo di tracciare gli sforzi profusi dagli studenti dell’Istituto Agrario “San Pardo” della sezione della Casa di reclusione di Larino. I prodotti a marchio AgroTop si contraddistinguono per il fatto di essere realizzati con materie prime e ingredienti derivanti dalle produzioni agricole e dagli scarti di cucina. Il leitmotiv dei prodotti a marchio AgroTop è dunque la creazione di reddito attraverso l’autoimprenditoria in un’ottica di economia circolare e sostenibilità.

Grazie alla lungimiranza della Direttrice dell’Istituto di pena, Rosa La Ginestra e della Responsabile dell’area progetti rieducativi, Brigida Finelli, l’Istituto “San Pardo” ha avuto la possibilità di organizzare laboratori didattici che hanno il compito di trasferire competenze spendibili in un futuro reinserimento in società. La gamma di prodotti è variegata si passa dalla pasta di lievito madre, nata da acqua e farina, alle produzioni di prodotti per l’igiene personale e la cosmesi. Ma si va anche verso le più innovative ricerche per limitare l’uso della plastica come ad esempio, la produzione di Bee’s wrap un tessuto di cotone intriso di cera d’api che sostituisce la pellicola per alimenti con enormi vantaggi per l’ambiente.

Il marchio, quindi, identificherà i prodotti realizzati dagli alunni durante le attività didattiche esperite presso la Casa Circondariale.

Un risultato eccellente quello raggiunto dall’Istituto Tecnico Agrario “San Pardo” che ancora una volta condivide un percorso rieducativo e lungimirante a favore degli ospiti della Casa circondariale.