Pompeo Barbieri ha ricevuto da Mattarella l'Ordine al Merito della Repubblica

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lunedì 17 febbraio 2020
di La Redazione
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Pompeo Barbieri
Pompeo Barbieri © Personale

ROMA. Anche il 25enne Pompeo Barbieri, simbolo del riscatto di una intera generazione travolta dal terremoto e dal crollo della Jovine, quel maledetto 31 ottobre 2002, tra i Cavalieri dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Si è svolta questa mattina al Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite "motu proprio" dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 20 dicembre 2019, a cittadini distintisi per atti di eroismo, per l'impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità, per le attività in favore della coesione sociale, dell'integrazione, della ricerca e della tutela dell'ambiente.

La cerimonia, condotta da Eleonora Daniele, è stata aperta dalla proiezione di un filmato realizzato dalla Rai e si è conclusa con l'intervento del Capo dello Stato.
Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.

Pompeo Barbieri, 25 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: "Per il suo encomiabile esempio di reazione alle avversità e di impegno sociale"

Il 31 ottobre 2002, giorno del crollo della scuola “F. Jovine” di San Giuliano di Puglia, frequentava la classe terza elementare. Estratto vivo dalle macerie è stato ricoverato per gravi danni da schiacciamento e gli è stata riscontrata la lesione del midollo che lo costringe su una sedia a rotelle.
Nel 2012, sempre a causa dei danni riportati, è entrato in dialisi per una insufficienza renale e sottoposto a trapianto di rene, donato dal padre.
Frequenta l’Università degli Studi di Ancona, Facoltà di ingegneria informatica.
Nel 2013, insieme ad altri sopravvissuti di quel tragico crollo, ha fondato l’Associazione di volontariato “Pietre Vive” che “nasce dal desiderio di gratitudine per il dono della vita perché ciò che ci era stato regalato potesse diventare un dono per gli altri”. Tramite l’Associazione finanzia progetti di grande rilevanza sociale in Italia e all’estero.
Grazie alle terapie riabilitative in piscina ha scoperto la passione per lo sport diventando campione di nuoto paralimpico. Il 4 marzo 2019 ha vinto due medaglie d'oro nei 50 metri e 100 metri stile libero ai Campionati assoluti invernali nuoto paralimpico. (Fonte Quirinale.it).

Il discorso del Capo dello Stato

Benvenuti al Quirinale.

Per me è davvero un grande piacere accogliervi e consegnarvi, come ho appena fatto, le insegne delle onorificenze che esprimono la riconoscenza per i vostri comportamenti.

So che molti di voi hanno manifestato sorpresa quando hanno avuto la notizia di questi riconoscimenti, e lo capisco. Non mi sorprende perché pensavate, e pensate, di aver fatto semplicemente quel che vi appariva giusto nelle circostanze che si sono presentate o negli eventi che avete attraversato.

Naturalmente questa sorpresa accresce la riconoscenza. Perché, come è ovvio, come è evidente dai vostri comportamenti, non lo avete fatto per ottenere la notorietà dei riflettori. Ed è veramente un motivo di ringraziamento forte che avverto nei vostri confronti.

Aiutare delle persone in pericolo, impegnarsi per far superare condizioni di sofferenza e difficoltà, di emarginazione, di bisogno, impegnarsi per la cultura e la ricerca scientifica, adoperarsi per la difesa dell’ambiente, attivarsi per la legalità: sono tutte manifestazioni di un unico ambito, che è quello della solidarietà, del coraggio di essere solidali nei confronti di singole persone o della società nel suo complesso.

Questo è ciò che significa avvertire il senso di un destino comune della nostra convivenza in Italia, e non soltanto nei nostri confini, ma in un mondo che sempre più presenta sorti comuni nel suo futuro e nel suo presente, addirittura.

La solidarietà che avete manifestato non è soltanto altruismo. È invece – appunto - sentirsi parte di una comunità. E praticarla rende i cittadini protagonisti e costruttori della società.

La spinta egoista va in direzione dello star bene da soli. Invece il senso di solidarietà porta a sostenersi reciprocamente, all’avere bisogno degli altri per condividere speranze e difficoltà, e per camminare insieme, come nella convivenza è indispensabile.

Talvolta leggo e ascolto alcune considerazioni piene di ironia nei confronti dei cosiddetti ‘buoni sentimenti’. E va forse ripetuto, con chiarezza - con garbo ma con chiarezza - che preoccuparsi del bene comune, preoccuparsi degli altri, non è un’espressione buonista, da libro ‘Cuore’. È piuttosto l’esser consapevoli che la convivenza è questione comune; significa rendersi conto che è necessario attivarsi concretamente perché la società si sviluppi positivamente per il suo progresso in tutti i settori. Perché la solidarietà consente al Paese di crescere e progredire.

La nostra Costituzione, all’articolo 2, appena dopo aver richiamato i diritti fondamentali di ciascuna persona, indica espressamente i doveri inderogabili di solidarietà, perché c’è un legame strettissimo, inestricabile, tra diritti e solidarietà. E questo è ciò che la nostra Costituzione indica e che, in realtà, voi avete ben compreso e interpretato.

Nella storia moderna e contemporanea ci sono due parole che hanno avuto grande successo, per fortuna: libertà ed uguaglianza. C’è chi mette di più l’accento sulla libertà, chi di più sull’eguaglianza, ma esprimono due valori, due principi fondamentali e irrinunciabili.

Ma se non vi fosse accanto ad essi il senso della convivenza rischierebbero di essere due parole incompiute. Una società fatta di liberi e uguali, ma non solidali, rischierebbe di essere sterile. E, in realtà, senza il senso della convivenza comune rischiano anche di venir meno la vera uguaglianza e la vera libertà.

Nel nostro Paese vi è tanta solidarietà. Vi sono molte radici, profonde, antiche: la sua civiltà, la sua cultura, il suo umanesimo. È un carattere tradizionale della nostra società, del nostro Paese.

Ma la solidarietà non si realizza per inerzia, automaticamente; va fatta vivere, praticandola e realizzandola nelle varie stagioni, perché altrimenti si disperde.

Ecco, questo è quel che avete fatto e quello che fanno anche, come voi, tante altre persone nel nostro Paese. Lo fanno e continuano a farlo.

E voi, qui, li rappresentate tutti.

Vi è una cosa che vorrei aggiungere per rendervi informati. Negli ultimi tempi è cresciuta l’attenzione verso le onorificenze che si sono ripetute in questi anni, grazie agli articoli dei giornali e alle trasmissioni televisive su questi riconoscimenti. E giungono al Quirinale molte lettere di persone che segnalano casi di comportamento virtuoso. Non sono persone che candidano loro stessi, ma indicano altri che meriterebbero riconoscimenti.

Sono lettere di persone della più varia e diversa estrazione, attività, condizione.

Una lettera che mi è arrivata da Pavia conclude così, vorrei leggerlo: “credo sia importante farle sapere che ci sono cittadini così, credo sia importante farle conoscere la loro dedizione e il loro impegno”.

Ho poco da aggiungere: è necessario far conoscere quel che di bene avviene. Raccontarlo. Diffondere la notizia. Facendolo si rende anche un servizio alla verità e un servizio alla Repubblica.