La scuola reagisce all'emergenza Covid-19: l'intervista alla dirigente Anna Ciampa

Attualità
mercoledì 08 aprile 2020
di Simone Zappitelli
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Didattica a distanza, la scuola reagisce all'emergenza: l'intervista alla dirigente Anna Ciampa
Didattica a distanza, la scuola reagisce all'emergenza: l'intervista alla dirigente Anna Ciampa © TermoliOnLine

MONTENERO DI BISACCIA. In queste settimane sono cambiate le abitudini di tutti conformandosi alle direttive emanate in ambito di prevenzione e lotta al Covid-19. Nella zona rossa le restrizioni sono più ardue, ma nonostante questo vengono rispettate alla lettera. Una grande sfida la sta raccogliendo il mondo della scuola che attraverso la didattica on line continua nell’educazione e nell’istruzione degli studenti. Abbiamo rivolto alcune domande al dirigente scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo di Montenero di Bisaccia la professoressa Anna Ciampa.

La didattica a distanza per molti rappresenta una sfida, i docenti come hanno risposto a questo nuovo metodo di insegnamento?

«La didattica a distanza rappresenta per tanti una sfida, indubbiamente. Lo è stata per tanto tempo, affiancando, anche nella nostra scuola grazie alla volontà di sperimentare di alcuni docenti, forme di lezione più canoniche. In una fase emergenziale come questa deve fare i conti con problemi di connessioni, di possesso di strumentazioni e di competenze informatiche e digitali dei ragazzi e delle loro famiglie. Quando diventa l’unico approccio metodologicodeve rappresentare, e sta rappresentando, per gli operatori della scuola più che una sfida, perché al momento èl’unica maniera per portare avanti il rapporto educativo con i bambini e gli studenti, per garantire loro il diritto all’apprendimento e all’istruzione. Sento di dire che essa in questo momento ha acquisito, e questo era inimmaginabile fino a qualche tempo fa, una carica emotiva ed emozionale fondamentale. A dimostrazione del fatto che il rapporto che si instaura tra docenti e studenti va ben oltre la mera trasmissione di un sapere. È un rapporto umano che si costruisce giorno dopo giorno. I docenti di tutto questo sono assolutamente consapevoli. Hanno agito da subito con il massimo del senso di responsabilità, con spirito di abnegazione, per il bene dei propri ragazzi. Si sono distinti per il grande spirito di collaborazione, cercando di arrivare a tutti, davvero a tutti. Fondamentale è stato ed è il supporto organizzativo della prof.ssa Liliana D’Angelo, il nostro animatore digitale. La scuola può reggere in questo momento proprio perché poggia le sue fondamenta sull’umanità e sulla responsabilità di tutti i suoi attori».

Come reagiscono gli studenti e qual è la partecipazione delle famiglie con questo nuovo metodo d'altronde, l'unico che riesce a dare nell'immediatezza una continuità nella didattica, soddisfa le esigenze dei docenti e degli studenti?

«Le famiglie sono state straordinarie. Hanno messo in essere tutte le azioni che potevano per sostenere i loro figli, dall’infanzia all’istituto professionale. Torno a quella rete di rapporti di cui parlavo prima. Il rapporto con le famiglie in questo momento è essenziale. Se è sano dà frutti sani, ed è, pur nella criticità del momento, per me un motivo di gioia cogliere quanto sia risultato solido e positivo. Per quanto riguarda gli studenti, credo si possa dire che la risposta sia stata estremamente eterogenea e, a grandi linee, è risultata coerente con quanto ciascun ragazzo già faceva o non faceva prima dell’emergenza, almeno nella prima settimana.L’impegno e la consapevolezza di dover fare sono andati aumentando nel corso dei giorni. I bambini dell’infanzia e della primaria, poi, sono stati meravigliosi! So che sono costantemente in contatto con i loro maestri, cercano la loro presenza, vogliono essere gratificati per il loro lavoro. Insomma, un bilancio nel complesso positivo, anche se è evidente che l’e-learning può soddisfare i bisogni dei docenti e delle famiglie, ma nella misura in cui ora non è possibile fare diversamente. D’altronde, facciamo di necessità virtù. Pensiamo a cosa sarebbe stata la scuola in questo periodo se non avessimo avuto la possibilità di continuare le lezioni a distanza. Il dialogo educativo si sarebbe arrestato già da un mese, ad oggi. Al di là delle difficoltà concrete per realizzarla, la didattica a distanza è una grande opportunità».

Quale invito rivolge agli studenti dei suoi plessi, alle loro famiglie e al personale docente?

«Ai miei studenti rivolgo lo stesso invito che ho indirizzato loro in un mio messaggio qualche tempo fa. Pensando al testo di una canzone di Vecchioni, li ho invitati a sognare, oggi, volgendo lo sguardo con fiducia al di là di questo momento, ma anche ad essere responsabili, a vivere fino in fondo tutte le sensazionicontrastanti di questi giorni, a custodire nel cuore la riscoperta del senso profondo e del valore vero in ogni cosa. Alle famiglie e ai docenti non posso che dire ancora grazie. L’invito è a non demordere. Ci saranno momenti difficili e forse di stanchezza. L’invito è a stringersi in un abbraccio virtuale, a sostenersi e sostenere chi è in difficoltà. È una prova importante per la nostra comunità educante, ma se superata, come sono certa che accadrà, sarà motivo di orgoglio per tutti, docenti, famiglie e ragazzi, perché l’avremo affrontata e superata insieme. Sarà nuova linfa per le sfide future!»

Simone Zappitelli