Gli Indians softair sposano subito il progetto dei Dpi in 3d

Attualità
giovedì 09 aprile 2020
di La Redazione
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Le realizzazioni in 3d
Le realizzazioni in 3d © TermoliOnLine

TERMOLI. Da un gruppo di volontari a un'associazione sportiva, cresce il mondo a 3D in basso Molise.

La Softair Indians di Termoli acquista una stampante 3D per costruire maschere protettive da donare a operatori sanitari e chi ne ha bisogno in questa fase di emergenza sanitaria, ancora una volta presente sul territorio molisano e di Termoli come associazione attiva anche nel sociale.

A renderlo noto il consigliere comunale e socio fondatore Francesco Rinaldi.

Nel pieno dell’emergenza sanitaria Covid-19 che sta interessando la regione Molise, scelgono di sostenere l’iniziativa di un gruppo di volontari, riuniti sotto il nome di SosLab3D, che sull’esempio di altri ragazzi del Nord Italia, ha cominciato a realizzare Visiere Facciali da poter donare.

La realizzazione delle visiere nasce da un file open source condiviso in rete da un maker svedese; i ragazzi di SosLab3D in possesso di una Stampante 3D, hanno deciso di sostenere la catena di “solidarietà-operativa”, diffusa in tutta Italia, e mossa dalla necessità materiale dell’oggetto. L’obiettivo è la produzione e consegna delle visiere facciali, che pur non sostituendo i dispositivi di protezione a marchio CE, risultano essere fondamentali per la tutela del personale medico, delle forze dell’ordine, e per tutti gli altri lavoratori che quotidianamente entrano in contatto con il pubblico continuando a garantire servizi. Tutti noi soci abbiamo apprezzato l’azione di volontariato che ha raccolto il messaggio di SOS, soprattutto legato alla necessità di macchine operative utili a ridurre i tempi di produzione viste le numerose richieste pervenute, dopo le prime consegne effettuate.

È per questo che gli Indians Termoli softair, hanno avviato una raccolta fondi volontaria finalizzata all’acquisto di una Stampante 3D, che verrà data al gruppo Sos LAB3D, e successivamente finita la pandemia , sarà poi donata ad una scuola del territorio, per incentivare i già presenti laboratori 3D, o crearne nuovi che permettano agli allievi di sperimentare e comprendere il valore concreto che la tecnologia può offrire, e il contributo tangibile delle sue potenzialità.