​La Procura ‘speed’ molisana e la durata dei processi in Italia

Attualità
giovedì 09 aprile 2020
di Claudio de Luca
Tribunale di Campobasso
Tribunale di Campobasso © TermoliOnLine

CAMPOBASSO. La Procura ‘speed’ molisana e la durata dei processi in Italia".

Il tempo dei processi nella Penisola è, da anni, al centro delle critiche. I settori economici lamentano l’ostacolo agli investimenti (italiani e stranieri) rappresentato dalle lunghe modalità della Giustizia. Ma qual è la situazione in concreto? Quanto durano i processi civili e penali in Italia? Siamo davvero il fanalino di coda delle classifiche europee? In Italia la durata media di un processo civile è di otto anni, quella di un processo amministrativa è di cinque abbondanti e quella di un processo penale è di tre anni e nove mesi. Il confronto con gli altri Paesi dell’Unione europea è necessariamente approssimativo, considerate le differenze tra i vari sistemi giudiziari e l’assenza di dati per tanti Stati. Premesso questo, risulta in modo chiaro che l’Italia si trovi nelle ultime posizioni della classifica. In tale contesto, secondo ‘Il Sole-24 ore’, la Procura della Repubblica di Campobasso è la più veloce perché riesce a concludere un’indagine - mediamente - in poco più di sei mesi. La durata è stata calcolata da una Commissione europea per l’efficienza della Giustizia (l’acronimo è Cepe) che acquisisce i risultati distinguendo innanzitutto tra procedimenti pendenti e definitivi per poi moltiplicarli per il numero dei giorni presi in considerazione. Naturalmente i dati da prendere in esame vengono forniti dal Ministero della Giustizia. Nel caso della Procura del capoluogo molisano il calcolo (riferito al 1° semestre del 2018) ha dato 181 giorni.

Nel quadro generale, su scala nazionale, i processi sono meno lunghi che altrove, e non solo: la Procura molisana si fa notare e svetta come la più efficiente d’Italia per quanto riguarda i tempi necessari a svolgere le indagini; ma pure la Corte d’Appello si attesta tra le migliori. Così il Molise rimane fuori dal coro di quella Giustizia vissuta come troppo lenta da chi si affida ai Tribunali per avere giustizia. E così elementi ufficiali, relativi al primo semestre del 2018, premiano la macchina giudiziaria locale, soprattutto nel parallelo con il ‘trend’ nazionale. Rispetto ai noti tempi biblici, quasi infiniti, male atavico e da sempre irrisolto del Paese, la 20^ regione si presenta come una delle realtà dove i processi sono più velocie le indagini hanno tempi stretti, precisi e certi.

Invece nel Distretto della Corte d’Appello di Salerno (che ingloba il Tribunale del capoluogo di provincia, quelli di Nocera Inferiore e di Vallo della Lucania), il tempo scorre molto più lentamente che altrove: un cittadino alle prese con la giustizia penale, si ritrova a dover pazientare, in media, 635 giorni prima che il giudice emetta una sentenza di primo grado. Tempi che valgono quasi il doppio della media nazionale, fissata a quota 375 giorni: in primo grado, tra i tre tribunali, un processo penale dura tre volte e mezzo un contenzioso instaurato davanti ai giudici del distretto della Corte d’Appello di Trento. Come si evince dal dossier stilato dal succitato quotidiano economico, dalle indagini preliminari alla sentenza in Cassazione, per un processo penale ci vogliono in media quasi 1.600 giorni. Nei distretti di Reggio Calabria, Napoli e Roma si arriva a superare i 2.000 giorni. In particolare difficoltà le Corti di appello: i giudizi di secondo grado sono infatti responsabili di quasi la metà dell’intero percorso.

La situazione è migliore se guardiamo ai dati sulla Giustizia amministrativa, una branca del sistema giudiziario che si occupa della tutela dei diritti dei cittadini nei confronti della Pubblica amministrazione. In Italia questo processo ha due soli gradi (davanti al Tar e davanti al Consiglio di Stato) e dura in media 5 anni abbondanti: 925 giorni in primo grado e 986 in ultimo. Pochi Paesi europei fanno peggio. A Cipro, il primo grado dura 1.582 giorni e l’ultimo 2.522 (in totale si arriva a più di 11 anni); in Grecia, il primo dura in media 1.086 giorni, il secondo 915 ed il terzo (il sistema è dunque diverso da quello italiano, con un grado in più) 893, per un totale di quasi otto anni; il Portogallo ha un primo grado di 911 giorni, un secondo di 714 ed un terzo di 322 (in totale si arriva così a 5 anni e 4 mesi, solo poco più dell’Italia ma con un grado di giudizio in più).

Claudio de Luca