Linee guida sul Covid-19, accordo raggiunto alla Fca col sigillo del virologo Roberto Burioni

Attualità
giovedì 09 aprile 2020
di La Redazione
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Lo stabilimento Fca
Lo stabilimento Fca © Termolionline.it

TERMOLI. In attesa di sapere cosa accadrà da martedì in poi, è stato raggiunto oggi – intanto - un accordo con Fca sulle linee guida da adottare contro il rischio contagio da Covid-19, in vista della ripartenza della attività produttive alle scadenze stabilite dal Governo. L'accordo prevede una serie di misure che dovranno essere implementate nelle unità produttive attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali, alcune già intraprese prima del blocco decretato dal Governo, altre del tutto nuove, che dovranno garantire la massima sicurezza possibile e che hanno ricevuto il parere favorevole del virologo Roberto Burioni.

Fra le misure previste vi sono la igienizzazione e la sanificazione degli ambienti da effettuare prima della ripresa del lavoro e da ripetere periodicamente, il mantenimento delle distanze di almeno un metro sia negli ambienti comuni sia nelle postazioni lavorative, la concessione del lavoro agile (smart-working) a chi può lavorare da remoto, la dotazione di mascherine a tutti i lavoratori, la misurazione delle temperature prima di accedere in azienda, tutele per i soggetti più vulnerabili per condizioni di salute, l'adozione di procedure finalizzate a evitare assembramenti nelle mense e negli spogliatoi, nonché nelle fasi di entrata e di uscita. E previsto inoltre di aprire un confronto con le Istituzioni locali affinché garantiscano trasporti collettivi adeguati. Infine e stabilito il principio della rotazione nella applicazione della cassa integrazione.

Tali linee guida dovranno essere applicate con il pieno coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. L'obiettivo e predisporre le condizioni per una ripresa produttiva nel massimo della sicurezza possibile. Prima di iniziare il lavoro, ciascuno in base all'accordo riceverà una adeguata informativa sulle procedure e sull'utilizzo dei dispositivi.

A renderlo noto gli uffici stampa di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, UgIM e AqcfR.

Un programma a cui ha contribuito l’ormai celeberrimo virologo Roberto Burioni.

«Nell'ambito del programma di collaborazione professionale con Fca nella gestione dell'emergenza Covid-19, ho supportato l'azienda nella definizione delle misure contenute nel protocollo predisposto da Fca per la ripresa delle attività – dichiara lo scienziato - tale protocollo, che recepisce e risponde alle indicazioni provenienti da Istituzioni sanitarie nazionali e internazionali per la tutela dei lavoratori, è stato ulteriormente rivisto e migliorato per garantire la sicurezza nel luogo di lavoro.

Questo il commento di Gianluca Ficco, dirigente nazionale della Uilm. “Abbiamo concordato con Fca ulteriori misure sanitarie rispetto a quelle già avviate prima del blocco generalizzato della produzione, al fine di garantire la massima sicurezza possibile nelle fabbriche e negli uffici nel momento in cui ripartiranno le attività. Si tratta di un accordo analitico, che ha ricevuto anche l’approvazione del virologo Roberto Burioni e che pensiamo possa costituire un esempio utile per tutto il sistema industriale italiano”.

«Oltre all’implementazione delle azioni già incominciate - spiega Ficco - prima che fosse decretato il lock down, quali ad esempio il mantenimento delle distanze e la concessione del lavoro agile, abbiamo previsto nuove misure, fra cui particolarmente rilevanti sono l’obbligo di dotazione di mascherine all’intero personale e la rilevazione delle temperature prima dell’ingresso in azienda. Ora però il nostro impegno prosegue nelle unità produttive, dove le tutele dovranno essere declinate in concreto tenendo conto delle specificità, con una forte collaborazione fra direzioni aziendali e rappresentanti dei lavoratori».

«Dobbiamo prepararci alla fase 2 di gestione dell’emergenza Covid-19. Sia che si riprenda il 14 aprile sia che la data venga posposta, la serrata non potrà durare all’infinito e, allorquando le attività riprenderanno, dobbiamo essere pronti a garantire la massima protezione possibile. Le prime produzioni a ripartire in Fca saranno quelle del Ducato in Sevel, della Compass a Melfi e della Fiat 500 elettrica a Mirafiori, nonché alcune lavorazioni degli stabilimenti di meccanica. Possiamo, anzi dobbiamo riuscire a coniugare sicurezza e lavoro, anche in questo frangente così difficile e l’accordo di oggi rappresenta un passo fondamentale, poiché da sempre ciò che accade in ‘Fiat’ rappresenta un punto di riferimento per tutti», conclude Ficco.