​La Madonna e San Martino in Pensilis

Attualità
sabato 23 maggio 2020
di Don Nicola Mattia
​La Madonna e San Martino in Pensilis
​La Madonna e San Martino in Pensilis © TermoliOnLine

SAN MARTINO IN PENSILIS. La Madonna e San Martino in Pensilis.

La statua dell’Immacolata Concezione di Maria che oggi si venera nella parrocchiale di San Pietro Apostolo in San Martino in Pensilis, probabilmente anticamente era collocata in un altare laterale della chiesa del convento francescano di Santa Maria del Gesù ubicato nello territorio dello stesso Comune.

Secondo alcune testimonianze,l’icona della Vergine riceveva il culto da pellegrini che giungevano anche dal circondario.Ci sono attestazioni verbali di eventi meravigliosi ad opera della Madre di Dio in quel convento.

In proposito, un inedito di L. Sassi, messo a disposizione dal dott. G. Zio, nel paragrafo dal titolo “Martino De Rita,Il Sacro Ritiro dei Frati Minori”, scrive:

“Un tempo, alcune famiglie benestanti del paese godevano diritti di fatto sulla manutenzione sugli altari e sulle sepolture. In merito a queste ultime, da un manoscritto del 1630, che esisteva nella Biblioteca del Convento, rilevai le seguenti notizie: “Nella Chiesa di questo Convento vi sono sei sepolture: la prima davanti all’altare Maggiore, è dell’Eccellentissima Casa dei Duchi Termoli e ci è notizia che vi ci siano seppelliti la Signora Donna Popa Canaviglia, Duchessa di Termoli, il S. D. Andrea De Capua, Duca di Termoli,nipote di Donna Pina e Signore di San Martino, la Beata Donna VittoriaSanseverino, Duchessa di Termoli, la cui misericordia pei poveri e la pietà in Dio furono incredibili. In mezzo alla nave maggiore (l’attuale Chiesa), di rimpetto all’altare della SS. Concezione vi è la sepoltura dei religiosi.

In Essa sono sepolti i servi di Dio Frà Pietro da S. Martino e il laico Frà Angelo da Schiavi, morti in odore di santità...”

Il testo continua dandoci un’altra preziosissima informazione:

“Nella festa della Porziuncola, in numero davvero straordinario la gente di Ururi, Portocannone, Serracapriola, Chieuti e Campomarino traeva in devoto pellegrinaggio al Convento per implorare dalla Vergine degli Angeli e da S. Francesco il perdono dei peccati ne le grazie desiderate. L’umile Convento fondato da Martino De Rita per le virtù taumaturgiche del Beato Pr. Pietro da S. Martino e del venerabile Angelo da Schiavi, ben presto divenne il centro di un culto tenero ed affettuoso di cui giunse novella fino a Roma.

Il Sommo Pontefice Pio V, a dì 6 settembre 1572, con apposita bolla arricchìla modestaChiesa del nostro convento delle indulgenze plenarie nella festa della Porziuncola. Il Papa Gregorio XIII,lo dotò di un altare privilegiato.Mercé questo ultimo Decreto, ogni qualvolta un sacerdote della comunità celebra una messa pei defunti, all’altare dell’Immacolata, ha il privilegio di liberare un’anima dal Purgatorio. “

Le schede della Soprintendenza la definiscono: “Legno intagliato e dipinto” datandola alla seconda metà del XVIII sec., di ambito molisano secondo l’analisi stilistica.

La torsione del busto e la frontalità del capo donano all’immagine una dinamica con uno spiccato senso di femminilità, Maria è la Donna.

I lineamenti del volto, il taglio degli occhi, il naso, le labbra sottolineano ancora più fortemente il dato femminile del mistero

Il copricapo aiuta a concentrarci sul volto bello della Vergine Immacolata donandole una dimensione di ferialità, sembra il famoso “fazzolettone” che le nostre donne del Meridione indossavano per il lavoro giornaliero.

La sopraveste lunga e con le maniche rimboccate tipico di chi deve lavorare, evidenzia, nel colore, il candore dell’Immacolata, il “Tota pulchra” dono ricevuto dalla Madre in vista della passione del Figlio (come recita la preghiera alla messa dell’8 dicembre).

La sopraveste lascia scoperto il collo che diviene cosi citazione iconografica del Cantico dei Cantici (1, 10) mentre la cintura d’oro sui fianchi e l’orlorimandano alla castità della vita vissuta dalla Madre di Dio.

La decorazione floreale della sopraveste sottolinea che Maria è creatura, seppur privilegiata, appartiene all’umanità, non è una dea.

Il manto sia nella cremazione che nella decorazione testimoniano il disegno divino, annunziano l’incontro con l’angelo e la sua profezia riguardo alla Spirito Santo che con la sua ombra renderà Madre la Vergine Maria (Lc1, 35).

Regina del cielo per questo coronata e della Terra simboleggiata dalla sfera sotto i suoi piedi. La fascia argentata che percorre diagonalmente la sfera sembra riportare una scritta ormai ricoperta dai vari interventi di pittura.

Il serpente sotto il piedi della Vergine è rimando alla profezia di Gn 3, 15. Da un’analisi attenta si notano ancora nella parte esterna della sfera due elementi metallici ai quali sicuramente erano attaccati i pezzi che formavano la mezza luna e completava l’iconografia tradizionale dell’Immacolata in Occidente e che faceva riferimento ad Ap. 12, 1 – 2.

Con le parole di papa Francesco preghiamo:

Vergine Santa e Immacolata,

a Te, che sei l’onore del nostro popolo

e la custode premurosa della nostra città,

ci rivolgiamo con confidenza e amore.

Tu