Fine anno scolastico, per salutarsi ci vuole originalità

Attualità
sabato 06 giugno 2020
di Eliana Ronzullo
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Alunni della 4C
Alunni della 4C © Termolionline

CAMPOMARINO. Ultimo giorno di scuola, niente campanella si ferma la connessione.

Un nuovo modo di fare scuola, la distanza forzata e le aule virtuali, pur permettendo di portare a termine l’anno scolastico in sicurezza hanno creato comunque dei disagi e delle difficoltà, in un Paese come il nostro che comunque non era tecnologicamente ancora pronto a gestire situazioni di questo tipo. Fortunatamente, però, nella migliore tradizione italiana abbiamo saputo reagire.

Si è comunque riusciti a non escludere nessuno, riuscendo a trovare prontamente anche le risorse per fornire strumenti idonei alla Dad, al fine di consentire alle famiglie totalmente sprovviste di dispositivi di avere un tablet e/o connettività.

È finito un altro anno, a soffrire sono soprattutto quanti avevano immaginato un ultimo giorno di pianti, saluti definitivi e abbracci in vista del cambio a settembre.

Per questo da più parti era emersa la richiesta, diventata poi un tema del vice ministro all’Istruzione Ascani, secondo cui per la fine della scuola sarebbe valso un piccolo strappo alla rigidità di questi mesi di lockdown.

Ovviamente però tale ipotesi ha creato l’immediata ribellione di tutti i Dirigenti sulle cui spalle grava il peso della responsabilità dell’ambiente scolastico, sicuro e sano.

E così forse per togliere qualsiasi dubbio e fermare ogni velleità è stato descritto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, all’articolo 1, lettera q, in cui si conferma che fino al 14 giugno 2020, “Sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Va bene, quindi discorso chiuso? Quest’anno finisce cosi? Senza lacrime? Senza abbracci? (seppure virtuali)

Sembrerebbe di no, perché i bambini come sempre riescono a sorprenderci. Esiste una parola molto bella da poco sdoganata da mero termine tecnico ed entrata nel nostro lessico comune, questa parola è “resilienza”.

Nella tecnologia dei materiali, esprime la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto, nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi e difficoltà.

Questo una mattina la maestra Antonella Milone ha spiegato alla sua classe 4C, della scuola primaria di Campomarino, durante una lezione su Meet, “perché nella vita ha aggiunto, si è vincenti se si riesce a resistere ai colpi, se si ha la forza e la capacità di rialzarsi”.

Se si è resilienti appunto, perché il talento la fortuna e anche l’intelligenza sono concetti sopravvalutati. La determinazione, infatti, è il vero cardine di qualunque impresa.

Allora i suoi piccoli studenti anche per dimostrare di aver capito la lezione hanno reagito così, con questo video (grazie anche alla collaborazione di un papà Gianfranco Verratti che si è occupato del montaggio) con cui affettuosamente hanno salutato le loro maestre.

Guardatelo fino alla fine perché vedrete un atto concreto di resilienza.