Liberi tutti: ma stiamo molto attenti, si decide il nostro prossimo futuro

Attualità
domenica 07 giugno 2020
di Luigi De Gregorio
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La stazione di Termoli © TermoliOnLine

TERMOLI. Il 2 giugno 1946: Liberi tutti. Viva la Repubblica. Novità dello Stivale

Il 3 giugno 2020: Liberi tutti. Di circolare per lo Stivale.

Nel terzo millennio, (con un salto di tre quarti di secolo) i due giorni si susseguono in festa. Il primo per l’autocommemorazione, il secondo per il ritorno alla libertà di movimento. Una libertà che avendola avuta sempre a disposizione (prima del Coronavirus) forse la si considerava una sorella minore rispetto a quella di parola, di associazione, di stampa.

Ma questa festa, quale inno al movimento, così entusiasmante per aver ritrovato qualcosa che si era perduto, da meritarsi l’inno alla gioia di Beethoven, presenta un velo di preoccupazione, dovuta all’esistenza di una particolare categoria di persone: gli imbecilli.

Di essi abbiamo parlato in abbondanzaquando eravamo nella fase di lockdown (cioè nella fase1 di completa clausura) in Gli Imbecilli al tempo di Coronavirus.

E successivamentenella fase 2 iniziata con il Riavvio graduale con un programma di riaperture progressive in maggio (4-11-18 )abbiamo evidenziato le conseguenze del comportamento degli imbecilli in E con la riapertura attenti agli imbecilli: protagonisti del fuoco amico sul Covid 19.

Infine il 31 maggio abbiamo indicato alcune loro particolarità (Nessuno vuole passare per imbecille - Il buon senso non appartiene agli imbecilli - Hanno la vocazione dell’imitazione e si trovano a qualsiasi latitudine in ogni paese e continente). E poi li abbiamo invitati a bere una birra Movida e polemiche “Andiamo a bere una birra rispettando le regole".

Ed ora nella fase 3 come si comporteranno gli imbecilli? Di primo acchito sembra difficile prevederlo perché sono tanti e sono mimetizzati (come abbiamo già scritto) in tante categorie di persone: gli stupidi, gli scettici, i superficiali, gli arroganti, i menefreghisti, gli individualisti, gli egoisti, gli apatici, gli ambigui, gli sbruffoni …

Ma è ragionevolepensare che essi, seguendo motu proprio la loro bandiera di riferimento cioè l’imbecillità, potrebbero svolgere inconsapevolmente il ruolo di sviluppatori di un possibile riflusso del virus.

Inoltre questa volta (ossia nella fase 3) rispetto alle due fasi precedenti, sono in compagnia di due attenuanti cadute dal cielo e da essi non ricercate, in quanto il loro Dna difetta del necessario Q. i. (quoziente d’intelligenza). Vediamo quali.

Nel linguaggio mediatico la fase 3 è partita con lo slogan Liberi tutti che è ambiguo. Perché esso giustamente allude alla libertà di movimento per tutto il territorio nazionale, ma nello stesso tempo illude circa la libertà totale che non è tale perché saremo soggetti ancora alla mascherina ed al distanziamento fisico. Ovviamente gli imbecilli, in quanto tali, dall’orecchio sinistro daranno ascolto allo slogan mentre dall’orecchio destro saranno completamente sordi alle due restrizioniarcinote della mascherina e del distanziamento fisico.

A quanto sopra si aggiunge una seconda attenuante . Che, come un siluro, partitodal mondo sanitario pandemico, in maniera più o meno esplicita, infiltra nella mente degli Italiani l’immagine del funerale per il virus. Un siluro che si scontra con la corazzata affollata degli esperti che sostengono che il virus è certo indebolito, forse anche per effetto del caldo, ma non morto.

In sostanza non esiste un esperto che ad oggi potrebbe affermare che Coronavirus è defunto con la stessa certezza che avrebbe nel dire che l’acqua bolle a 100°.

Quindi bisogna mantenere le misure di sicurezza (almeno mascherina e distanziamento fisico) perché è anche possibile un suo ritorno alla grande (dal punto di vista del virus) in autunno.

In questa situazione, in cui imperat la nebbia dell’incertezza appare un fatto certo: l’ago della bilancia è rappresentato dagli imbecilli. In sostanza essi, al netto del vaccino (quello efficace) il vero risolutore di questa pandemia, potrebbero essere i decisori del nostro prossimo futuro.

Luigi De Gregorio