Colonia felina nel mirino, minacce ai volontari: «Vogliono far male a noi e ai gatti»

I volontari che si occupano dei gatti del molo (così chiamati perchè vivono al porto termolese) sono stati minacciati di morte da alcune persone che vogliono disfarsi dei felini.

Attualità
martedì 30 giugno 2020
di Valentina Cocco
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I gatti del molo
I gatti del molo © Termolionline.it

TERMOLI. «Daremo fuoco a voi e butteremo i gatti in mare»: sono queste le aggressioni verbali reiterate nel tempo e le minacce di morte pervenute ai volontari che si occupano dei gatti termolesi. Gli ingredienti di questa storia agghiacciante hanno per protagonista la colonia felina (regolarmente censita) presente al molo del porto di Termoli dove, da alcuni anni, diversi volontari si prendono cura di animali giovani ed anziani sfamandoli, curandoli e sterilizzandoli.

A denunciare la situazione, al telefono con TermoliOnline, ci ha pensato una delle volontarie che, stanca delle continue intimidazioni ricevute, ha deciso di farsi avanti e di difendere la categoria dei ‘gattari’ e la colonia felina: «Ci sono persone che ci minacciano costantemente, in particolar modo una persona (di cui si preferisce non fare il nome ndr), che anche ieri non si è fatta scrupoli ed ha minacciato una delle volontarie che, quotidianamente, si reca lì per sfamare i gatti».

La storia, secondo quanto affermano i volontari attivi sul territorio, va avanti da diverso tempo ma mai, prima d’ora, si era passati dalle minacce nei confronti della popolazione felina, ingiustificabili per giunta, a quelle verso gli umani: «Stiamo facendo un lavoro immenso e questi ci minacciano di morte. Se succede qualcosa del genere si scatena il putiferio. È mai possibile che, nel 2020, accadano cose del genere? Che la violenza contro gli animali sia ancora giustificata? Contatteremo anche il sindaco e le forze dell’ordine per metterli al corrente di quanto sta accadendo, in sordina, al porto».

A "dare fastidio", secondo quanto appreso, sarebbe la crescita del numero dei nuovi cuccioli, nati in quest’ultimo periodo da gatte non ancora sterilizzate e che l’uomo, per primo, ha alimentato abbandonando senza ritegno (e continuando a farlo) gatti e cani sul territorio termolese. Una situazione che i volontari, nel limite delle loro possibilità personali, stanno cercando di sanare attraverso una battaglia difficile da vincere: «Stiamo censendo i nuovi nati e nutrendo i gatti del molo – confermano ancora a TermoliOnLine - Molti sono stati adottati e tanti sono stati sterilizzati a nostre spese, anche se dovrebbe intervenire il Comune in questi casi. Purtroppo la colonia felina è numerosa e sterilizzarla tutta ha un costo che, noi volontari, non riusciamo a coprire in toto con i nostri soldi ed i proventi delle donazioni».

A pesare maggiormente è l’impossibilità di riuscire a trovare una casa ai gatti che, in questi anni, non hanno conosciuto il calore e l’affetto di una famiglia, se non le carezze che i volontari elargiscono loro quando portano il cibo: «Non abbiamo la possibilità di dar loro una collocazione diversa da quella attuale, seppure molti di loro sono stati adottati. Ci occupiamo di loro da soli e siamo in difficoltà economica e fortemente preoccupati per ciò che sta accadendo», concludono i volontari.

È bene ricordare che esistono numerose normative che tutelano gli animali, gatti compresi, dando la possibilità a chi assiste ad un maltrattamento di poter denunciare l’aggressore: tra queste la legge numero 189 del 20 luglio 2004 con cui gli aggressori sono perseguibili penalmente, prevendo la reclusione da tre a diciotto mesi oltre che una sanzione economica (da 5mila a 30mila euro) che ha modificato l’articolo 544 ter del codice penale. A questa si aggiunge la legge quadro 281 del 91 che condanna anche gli atti di crudeltà contro gli animali, ivi compresi abbandono e maltrattamento, a chi procura sofferenza o disagio ai gatti che vivono in libertà all’interno delle colonie feline, difendendo anche i volontari che si occupano del sostentamento dei randagi.