«No assessore, no parti»: la protesta sul trasporto pubblico in Molise

Attualità
martedì 14 luglio 2020
di La Redazione
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La protesta sui trasporti pubblici in Molise
La protesta sui trasporti pubblici in Molise © Termolionline.it

CAMPOBASSO. Come annunciato, non si ferma la protesta degli autoferrotranvieri. Continuato oggi il presidio dei lavoratori davanti alla sede del consiglio regionale. In scena il terzo appuntamento dei previsti presidi che le organizzazioni sindacali dei trasporti hanno organizzato per tutto il mese di luglio davanti alla sede del Consiglio Regionale al fine di denunciare la condizione di estrema gravità e precarietà in cui versa il trasporto pubblico locale in Molise.

«La terza protesta serve ancora una volta a far emergere la situazione di stallo che si sta di fatto registrando su tutti i fronti nonostante i precisi impegni e la garanzia di specifici incontri istituzionali assunti in prima persona direttamente dal presidente della Regione Donato Toma, in veste, come è noto di neo "assessore ai trasporti".

A livello regionale, se si esclude il trasporto urbano per il quale le amministrazioni comunali, seppur con qualche ritardo, hanno provveduto a ripristinare i relativi servizi ordinari, il diritto alla mobilità pubblica, contrariamente al resto d'Italia, non viene ancora garantito. Si stanno infatti ancora espletando i servizi che grosso modo hanno caratterizzando il periodo del "lockdown" in cui erano ferme le attività produttive, economiche e sociali.

Ai problemi già ampiamente noti in cui versa il settore (mancanza di una riforma, mezzi vetusti e insicuri, fermate non a norma, sistema tariffario obsoleto, diritti calpestati ai lavoratori del settore ecc. ecc.) e che avevano indotto le Organizzazioni Sindacali ad una vera e propria mobilitazione culminata alla fine dello scorso anno con la proclamazione di scioperi e con la conseguente attivazione di un tavolo istituzionale permanente supervisionato e attenzionato direttamente dalla Prefettura, si sono aggiunti i problemi legati all'emergenza Covid‐19 e sui quali la Regione non sta mostrando particolari attenzioni.