San Basso “ci aiuta a non restare soli”

Attualità
lunedì 03 agosto 2020
di La Redazione
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San Basso “ci aiuta a non restare soli”
San Basso “ci aiuta a non restare soli” © Termolionline.it

TERMOLI. Nessun assembramento al porto per l’edizione 2020 di San Basso. Era inevitabile con le norme anti-Covid e all’appello è mancato anche la statua del Santo Patrono, rimasta in cattedrale.

Al suo posto, dopo la celebrazione eucaristica delle 8, officiata dal vescovo Gianfranco De Luca, una effigie di un metro per due, come disposto dal comitato organizzatore.

Si è cercato per quanto possibile di non intaccare la devozione per il protettore della città e dei marinai.

La festa di San Basso in tempo di pandemia. Regole, restrizioni e distanziamento sociale rispetto a un evento di popolo che coinvolge la marineria e l’intera comunità. Termoli risponde con una processione più intima, riservata agli equipaggi e ai loro familiari, come quello del Romeo e Rosalia Papponetti, attaccamento inaffondabile, come dimostrano le parole dell’armatore Stefano Papponetti.

Dal porto della città al largo, prima verso Petacciato e poi verso Campomarino. L’emozione si rinnova al momento di commemorazione con la preghiera e il lancio della corona dedicata non solo ai caduti del mare ma anche a tutte le vittime del Covid.

San Basso è fede, tradizione e identità quest’anno con appuntamenti solo religiosi. Il 4 agosto, solennità patronale, la suggestiva messa dell’aurora sarà celebrata alle sei del mattino in piazza Duomo e non al mercato ittico. Alle 18.30 celebrazione sempre in piazza Duomo con la benedizione alla città. Chi non potrà entrare per le limitazioni potrà seguire alle 6 e mezza e alle diciannove le funzioni celebrate nella chiesa di San Timoteo in onore di San Basso.

I festeggiamenti in onore di San Basso, patrono della città di Termoli e di tutta la diocesi, si sono aperti in un contesto particolare, unico e irripetibile. In apertura della messa del mattino nella Basilica Cattedrale, il vescovo Gianfranco De Luca ha rivolto un invito a “cogliere e ad accogliere nella nostra vita personale, di famiglia e comunità cristiana e civile” un tempo “per pensare, riflettere, per entrare profondamente nel mistero nostra vita quotidiana come un'occasione per riscoprire il valore delle relazioni”. Un momento di partecipazione per chiedere a San Basso una grazia per la città e per la diocesi, quella di “passare dalla logica individualistica, della produttività, del successo e dell'affermazione di sé” alla “prassi della cura dell'altro, del prendersi cura gli uni degli altri” ragionando “non più con l'io ma con il noi” e puntando sul senso delle relazioni che superano il desiderio di autoaffermazione”. Un tempo da non sprecare, dunque, in cui San Basso “ci aiuta a non restare soli” nella “certezza della compagnia e della presenza che Gesù assicura a ciascuno di noi” e di un'azione di discernimento in cui ciascuno può riscoprire il senso della propria esistenza”.