Il 416 bis in Europa, Musacchio pubblica sulla rivista Royal United Services Institute di Londra

Il saggio sab 19 settembre 2020
Attualità di La Redazione
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Vincenzo Musacchio ©TermoliOnLine
Vincenzo Musacchio ©TermoliOnLine

PORTOCANNONE. Vincenzo Musacchio pubblica sulla rivista internazionale del Royal United Services Institute di Londra il primo step sulla modifica del 416 bis c.p. in ambito europeo.

Vincenzo Musacchio nella sua qualità di membro un comitato scientifico tema delle strategie di contrasto alla criminalità organizzata in campo economico per il Governo di Berlino pubblica sulla rivista internazionale del Royal United Services Institute di Londra un primo contributo sulla modifica del 416 bis italiano e il suo utilizzo anche in ambito europeo. L’articolo in lingua inglese sarà condiviso in tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea e insieme ai lavori finali della Commissione di studio sarà posto all’attenzione della presidente della Commissione Ursula von der Lyen e del presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Secondo Musacchio le nuove mafie sono ormai sistemi criminali complessi di cui fanno parte esponenti di settori diversi: politica, finanza, pubblica amministrazione, istituzioni centrali e locali, colletti bianchi, imprenditoria, massoneria e così via. Questi sistemi criminali multiformi richiedono strumenti penali adeguati alla loro complessità e soprattutto alla loro pervasività transnazionale. Le condotte contenute dagli articoli 416 bis (“i sistemi criminali non usano il metodo mafioso”) e 416 (“l’associazione per delinquere semplice è una norma riduttiva”) sono ormai obsolete. Conseguentemente sono indispensabili soluzioni di politica criminale a livello europeo ed internazionale che tengano in considerazione queste continue metamorfosi.

Occorre elaborare una nuova fattispecie incriminatrice che possa far rientrare nell’alveo dell’art. 416 bis c.p. anche le relazioni illecite fra apparati pubblici e crimine organizzato in forma stabile, associata e transnazionale. Le nuove mafie governano il territorio, acquisiscono pubblici servizi, appalti, interi comparti economici, senza l’uso di quelle che si ritenevano fossero le loro armi principali (intimidazione, violenza, minaccia), ma assoggettano le loro vittime (sia esso un imprenditore concorrente, un funzionario pubblico o un qualsiasi altro cittadino) senza fare ricorso all’uso della violenza mafiosa ma con metodi di persuasione economica (corruzione) o di rassegnazione (inglobando la vittima nel sistema criminale). Il metodo corruttivo, sulla base del nostro ragionamento, va collocato nell’alveo dei sistemi attraverso cui le mafie possono indurre assoggettamento. L’uso stabile e continuo del metodo corruttivo da parte delle associazioni mafiose, determina, di fatto, l’acquisizione in capo alle stesse, dei poteri dell’autorità pubblica che governa il settore amministrativo ed economico che viene infiltrato. Sono convinto che sia giunto il momento di rivedere l’articolo 416 bis del codice penale introducendo una nuova previsione normativa che possa colpire efficacemente anche i colletti bianchi che agevolano o fanno affari con le mafie. Giovanni Falcone sosteneva che la mafia fosse un’entità criminale in continua evoluzione che si adattasse facilmente ai mutamenti dell’ambiente circostante.

Ecco, dunque, il perché di un rinvigorimento dell’articolo 416 bis del codice penale con una modifica che dal punto di vista tecnico-giuridico, potrebbe essere costruita dalla previsione del metodo corruttivo. Ormai dobbiamo pensare alle mafie che manifestano la loro forza intimidatoria utilizzando un campionario di strumenti corruttivi duttile, invisibile e capace di infiltrarsi in profondità ed a livello internazionale. La loro enorme potenzialità, frutto di un’economia parallela a quella dello Stato, garantisce, silenziosamente, senza un colpo di pistola, ma in modo molto più efficace, il raggiungimento delle finalità mafiose. L’insieme di tali modifiche dovrebbe costituire oggi il punto di partenza dell’azione politica a livello nazionale ed europeo, nella prospettiva di “risolvere” una grande questione, quale l’esistenza transnazionale di organizzazioni mafiose evolute, pervasive e persistenti in qualsiasi parte del mondo. Se non ci sarà nel breve periodo una radicale riforma in tal senso, le mafie potrebbero diventare molto presto invincibili.

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