Virus e mercato: clienti assaggiano e maneggiano la frutta senza guanti

Mentre il Governo valuta le nuove misure per contenere il contagio, molte persone continuano ad agire come se il virus fosse un’invenzione.

Attualità
domenica 18 ottobre 2020
di Valentina Cocco
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Mercato di via Montecarlo
Mercato di via Montecarlo © TermoliOnLine

TERMOLI. «Signò ecco la busta, fate voi». Quante volte abbiamo sentito questa frase, pronunciata dai venditori ambulanti nei mercati rionali della città? Spesso e, mai una volta, ci siamo sentiti in difetto a prescindere da quanto pulite fossero le nostre mani. Attualmente, però, con il coronavirus che minaccia ancora la nostra quotidianità, questa abitudine non dovrebbe più essere permessa. Eppure, in qualche banco di frutta e verdura di via Montecarlo, la prassi sembra resistere.

Clienti che staccano acini di uva per assaggiarli, toccando inevitabilmente tutto il grappolo, altri che selezionano i pomodori da acquistare con il benestare di chi gestisce il banco o toccano le mele per testarne la maturità. Il tutto, spesso, senza guanti, incuranti delle tracce che si lasciano sulla frutta e sulla verdura. È bene chiarire immediatamente che non in tutte le postazioni si verifica questa situazione, ma in alcune sembra essere una prassi comune.

Ieri, sabato 17 ottobre, mi sono recata presso il mercato di via Montecarlo ed ho assistito personalmente a quanto raccontato sopra. Avevo necessità di acquistare dei pomodori, di quelli verdi perfetti per l’insalata, ed il proprietario del banco mi ha allungato una busta esordendo con la frase sopra citata: «Signò ecco la busta, fate voi». Il tutto senza possibilità di avere un paio di guanti e senza verificare che io ne avessi. Presso un altro banco, alcune clienti hanno assaggiato l’uva, altre hanno toccato la frutta senza poi acquistarla.

L’esigenza di permettere ai clienti di scegliere personalmente la merce desiderata non è certo un’usanza nuova. La si usa fin dall’antichità con un doppio scopo: da un lato permettere all’acquirente di verificare il prodotto e selezionare quello che maggiormente risponde ai propri gusti, dall’altro evitare sovraffollamenti nei pressi dei banchi.

La mia non vuole essere un’accusa, ma un richiamo al semplice e vecchio buon senso. In teoria, per una questione di igiene, le persone non potrebbero toccare la merce con le loro mani. A prescindere dal Covid-19, visto che i germi circolano da ben prima che un virus divenuto pandemico iniziasse a ridimensionare le nostre vite. Così come sarebbe buona prassi, per i venditori, non usare lo stesso paio di guanti per servire la merce e maneggiare i soldi.