Miozzo non si nasconde: «Non ci siamo preparati al meglio per la seconda ondata»

Attualità
giovedì 22 ottobre 2020
di La Redazione
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Agostino Miozzo
Agostino Miozzo © Virgilio Notizie

TERMOLI. La pandemia dilaga nel Paese, a vedere i numeri degli ultimi giorni e il risultato di vari monitoraggi e c'è una prima presa di coscienza, è quella di Agostino Miozzo, che in Molise conosciamo bene. La commenta il presidente del comitato San Timoteo, Nicola Felice. «Evviva l'onestà e la sincerità. Le dichiarazioni del dottor Angelo Miozzo rispecchiano in pieno la sua onestà intellettuale. Come me molti hanno avuto modo di verificare e apprezzare, in occasione del terremoto di San Giuliano del 31/10/2002, la professionalità e dedizione nell'emergenza come vice del Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. In Molise nell'emergenza Covid-19, in questi mesi poco se non nulla è stato compiuto in previsione della nuova ondata già prevista con l'arrivo dell'autunno. Mentre non è mancato il solito e inutile "teatrino" con polemiche e pettegolezzi conditi da sterili braccio di ferro da parte di chi maggiormente aveva il compito di agire. Anche a noi Molisani non resta che rimetterci al nostro buon senso con l'auspicio di superare, con minor danno possibile, come nella prima fase di criticità della scorsa primavera».

Ma cosa ha detto Miozzo? "Stiamo entrando in una seconda fase della pandemia. Abbiamo avuto tanto tempo per prepararci adeguatamente e mi chiedo se il sistema abbia utilizzato il tempo disponibile. Quando vedo le immagini di persone 8-10 ore in coda al drive-in per fare il tampone ho la sensazione che la risposta alla domanda sia drammaticamente negativa. Non abbiamo fatto tutto quello che avremmo dovuto fare. Non possiamo più perdere tempo, stiamo entrando in una fase estremamente critica".

Il presidente del Comitato Tecnico Scientifico Covid-19 le ha pronunciate durante il webinar 'Pandemia di Covid-19 in Italia' dell'Università Cattolica. La pandemia di Covid-19, ha proseguito Miozzo, "è stata la prima vera grande emergenza planetaria". Dal primo gennaio al 10 marzo, "la comunità internazionale ha avuto 2 mesi, un tempo lunghissimo per prepararsi, eppure nessuno lo ha utilizzato. Siamo andati in crisi rapida a marzo perché mancavano mascherine e bombole di ossigeno".

Successivamente, "abbiamo avuto una buona capacità di risposta, siamo usciti da un periodo drammatico con l'ansia di ritornare alla normalità, un'ansia governata un po' superficialmente e di cui ora vediamo i risultati". Ma nel frattempo non si è fatto tutto il possibile per attrezzarci all'arrivo del freddo. "Sapevamo che con la stagione invernale sarebbe arrivato anche il problema delle influenze e che questo avrebbe gravato sulla capacità di risposta degli ospedali". Ora, ha concluso Miozzo, "abbiamo il dovere di non perdere tempo prezioso e imparare dalle lezioni avute, per non soccombere a ciò che accade". La testimonianza di Miozzo è riportata dal Quotidianosanità e RaiNews.