La Società della Cura, la pioggia non ferma la mobilitazione alla Città invisibile

Attualità
sabato 21 novembre 2020
di La Redazione
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La Società della Cura
La Società della Cura © TermoliOnLine

TERMOLI. «Troppe case senza gente, troppa gente senza casa». E' uno degli slogan utilizzati per lanciare l'iniziativa di mobilitazione che ha preso il via oggi a Termoli, al centro diurno della Città invisibile, nonostante il maltempo che sta imperversando sulla costa.

Una mobilitazione che punta a divulgare le idee relative alla Società della Cura, un nuovo modello di socialità, avulso dal profitto e dalle diseguaglianze. «Vogliamo una società che metta al centro la vita e la sua dignità, che sappia di essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d'uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull'uguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni. Lotteremo tutte e tutti assieme per renderla realtà». E' il proclama del manifesto, "Uscire dall'economia del profitto, costruire la società della cura", un work in progress scritto a tante mani, che è la base comune della convergenza. Giornata di mobilitazione nazionale promossa da una rete composta da oltre 1000 aderenti tra gruppi, associazioni, reti, movimenti, organizzazioni sociali e singole adesioni individuali. Un percorso permanente e aperto, al quale partecipiamo con speranza e con la convinzione che la tessitura di convergenze tra diversi sia la via giusta e necessaria a costruire la società che vogliamo. Le lotte, il mutualismo, la solidarietà e la Costituzione indicano la strada.

Termoli è una delle 44 piazze collegate in rete oggi, «da uno dei molti luoghi di cura della nostra città, dove quotidianamente si costruisce fiducia, mutuo aiuto, cooperazione insieme a chi è stato lasciato indietro. Dove si costruisce la città della cura, la città che vogliamo. Per l’occasione abbiamo pensato di aprire una giornata straordinaria di raccolta di indumenti in favore delle persone senza dimora per aiutarle a fronteggiare l’inverno che già si fa sentire: se avete sciarpe, cappelli, giacconi, coperte e sacchi a pelo portateli al centro. Nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ci confrontiamo sul Manifesto della Società della Cura. Condividiamo insieme la colazione con chi ha passato tutta la notte precedente in strada, senza un tetto sulla testa, mentre tante, troppe sono le case che rimangono vuote (per essere affittate a prezzi esorbitanti nella stagione estiva). Un esempio plastico e perverso delle distorsioni prodotte dalla economia del profitto, che danneggia tutti noi. È questa economia che vogliamo finalmente superare, per costruire insieme la società della cura!»