«Condividiamo il contenuto della lettera inviata dai sindaci a Toma»

Attualità
domenica 22 novembre 2020
di La Redazione
Più informazioni su
Fianco a Fianco Basso Molise
Fianco a Fianco Basso Molise © TermoliOnLine
TERMOLI. «La seconda ondata della pandemia ha completamente travolto il sistema sanitario regionale, marcando sempre di più, la completa incapacità nella gestione dell'emergenza da parte delle istituzioni , dei vertici Asrem, del Commissario Giustini. L'attenzione è soprattutto rivolta all'ospedale Cardarelli di Campobasso, che da centro nevralgico per la medicina d'urgenza e ordinaria, per l'intero territorio regionale, unico centro Hub, è divenuto quasi in toto, un presidio Covid, riducendo di fatto gli interventi sulle patologie ordinarie nei reparti (quelli rimasti) di quasi l'80 %. Il problema si acuisce allorché negli altri nosocomi quelli di Isernia e Termoli in particolare, la situazione è la stessa». La pensa così l'associazione Fianco a Fianco Basso Molise (Pd), con le delegate nazionali Annamaria Becci e Anna Saracino, assieme a Biagio Merandi, Ugo Toto e Lea Ferrara. «Il San Timoteo soprattutto è ormai al collasso, non potendo più ospitare malati Covid, e non ne avrebbe la "facoltà", ma neppure trasferirli al Cardarelli, dove tutti i reparti adibiti a malattie infettive sono saturi. I sindaci continuano, giustamente a chiudere le scuole, emanando ordinanze dove si sancisce l'obbligo di comunicazione, da parte dei cittadini, della eventuale positività a seguito di un test rapidi eseguiti privatamente, e questo perché ormai la Asrem non è più in grado di avere una contezza precisa dei positivi in quanto il tracciamento è completamente saltato. Condividiamo totalmente la lettera che i sindaci hanno inviato al presidente Toma, denunciano l'inesattezza dei dati trasferiti dalla Asrem, la difficoltà nella contezza delle persone contagiate, ma evidenziando soprattutto i disagi e il mal contento dei loro concittadini. La fiducia della popolazione è infatti sempre più fiacca, e a questa si accompagna l'angoscia e la rabbia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata sicuramente la notizia degli ospedali da capo, che verranno a breve resi disponibili per far fronte alla crescita esponenziale dell'epidemia. Intanto il Vietri di Larino, rimane chiuso e nel mentre in tutti gli ospedali si continua a morire. Chi ci governa, chi è a capo del sistema sanitario regionale, deve assumersi tutte le responsabilità del caso. Il Molise resiste, ma fino a quando?»