Bancarotta fraudolenta, arrestato imprenditore molisano: sequestrati beni per 71 milioni

L'inchiesta gio 27 gennaio 2022
Cronaca di La Redazione
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Guardia di Finanza ©Termolionline.it
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ROMA. Arrestato oggi per bancarotta fraudolenta l'imprenditore Camillo Colella, patron dell'acqua Santacroce. L'indagine è coordinata dalla Procura di Roma ed è relativa al fallimento della società immobiliare Como Srl.

"Cagionava per effetto di operazioni dolose il fallimento della Como srl, volutamente e consapevolmente gestendo la società con modalità tali da causarne il dissesto, in specie mediante il sistematico inadempimento agli obblighi nei confronti dell'Erario". Lo ha scritto il Gip di Roma, Massimo Marasca, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere dell'imprenditore isernino Camillo Colella, ravvisando il pericolo di fuga.

Le indagini relative a fatti risalenti ad alcuni hanno fa hanno evidenziato che Colella, metteva in atto "condotte - ancora l'ordinanza - volte a ostacolare l'accertamento e la riscossione dei relativi crediti nonché ad attuare lo svuotamento della società di ogni asset patrimoniale ed economico". Disposto anche il sequestro preventivo di beni per 71 milioni di euro. Colella era già stato arrestato, ai domiciliari, per una frode fiscale nel 2015.

"Colella si è già dimostrato insensibile a provvedimenti di condanna o comunque restrittivi della libertà, continuando pervicacemente a delinquere ai danni del creditore erariale e in definitiva della comunità".

Così nell'ordinanza con cui il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere dell'imprenditore Camillo Colella, patron dell'acqua Santacroce.

"Inoltre - prosegue l'ordinanza - misure più gradate rispetto a quella detentiva non eliminerebbero i contatti con i complici del Colella, che potrebbero avvenire con modalità non controllabili, e nemmeno le dimissioni dei ruoli di vertice delle società coinvolte attenuerebbero le esigenze cautelari, proprio perché sono molteplici soggetti coinvolti attraverso i quali l'indagato potrebbe gestire di fatto gli enti creati e continuare a delinquere nonostante le restrizioni".

Secondo il giudice gli arresti si sono resi necessari perchè "Superflua nei confronti del indagato è stata anche l'applicazione degli arresti domiciliari per altro procedimento, atteso che l'indagato, come se nulla fosse ha continuato a consumato condotte ben più gravi". Non solo: "I fatti per i quali si procede riguardano ingenti somme di denaro sottratto alla collettività, che l'indagato, contando su una sostanziale impunità, non ha alcuna intenzione di costituire e sta facendo di tutto per sottrarle al fisco".

(Fonte Ansa.it)

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