Montelongo si stringe intorno al suo lupo ferito

Buone azioni mar 17 maggio 2022
Cultura e Società di La Redazione
3min
Montelongo si stringe intorno al suo lupo ferito ©TermoliOnLine
Montelongo si stringe intorno al suo lupo ferito ©TermoliOnLine
Montelongo si stringe intorno al suo lupo ferito

MONTELONGO. il paese delle buone azioni a livello ambientale. Qui l’amore per l’ambiente faunistico è di casa. Domenica scorsa l’attenzione ricade, tra tanto stupore, su un piccolo lupo in difficoltà. Che, in uno stato ansimante, a prima vista sembra del tutto paralizzato. Si chiede pertanto l’aiuto necessario. Un soccorso subito. L’intervento è immediato. Si sospira. Come si può vedere dalle immagini, si tirano fuori i sentimenti più delicati. È necessario aiutare nel suo habitat naturale questo bell’esemplare di lupo italiano. Si tratta di un cucciolo. Sfinito. Stremato. Che fa tenerezza. Un canis lupus italicus. Un lupo grigio tipico del nostro Appennino. Vive un’avventura di certo traumatica, ai piedi di Montelongo, un piccolissimo borgo che svetta intorno alla sua Chiesa Madre. Un pugno di case, arroccato sulla Tona, si vede facilmente da molto lontano. Tra la boscaglia pennellata di verde e un’area olivetata, un piccolo lupo dal pelo gentile, di appena un anno di vita, è fermo. Non accenna nessun movimento. Respira. È tutto solo. Tira fuori la lingua.

È affaticato. Si vede che soffre. Ha le zampe piegate in un naturale giaciglio vicino ad un tronco di olivo. Per fortuna non sono spezzate, ma solo prive di energìa.  Non reagisce. È mansueto. In difficoltà. Perché non si alza. Né mostra il suo istinto famelico. Soffre il dolore, in silenzio, sotto il calore del sole. Forse a causa dell’uomo. Ha spento ogni istinto bestiale. Non si sente il suo ululato. La letteratura d’un tempo lo vede protagonista di azioni aggressive e quasi sempre cattive. Oggi nulla di tutto questo. Si è in apprensione in mezzo al verde che macchia con l’erba alta l’area in cui il sofferente animale è fermo. Il prof. Michele Macchiagodena, che conosce bene questa contrada rurale di Montelongo, giunge sul posto dopo il richiamo di Fabio, che avvisa immediatamente i Carabinieri di Bonefro. La voce giunge in paese. Arriva Valentino e poi gli altri. Si è in ansia, in silenzio, a dovuta distanza, per non disturbare. Si attende col fiato sospeso. In prima mattinata si mobilitano gli addetti al soccorso. “Il lupo mostra evidenti difficoltà di movimento ci dice il professore. Si trova in contrada Radicchio, a poca distanza da una sorgente di acqua sulfurea, dove è andato sicuramente a bere un po’ d’acqua. Il luogo si trova a duecento metri a valle del cimitero di Montelongo. A trovarlo per primo è stato Fabio dopo il solito percorso intorno al suo uliveto. Pare che il lupo abbia subito un duro colpo a causa di un incidente”. Sul posto giungono i veterinari. Il dottor Mastrogiuseppe, veterinario esperto, che conosce bene il temperamento di questa specie di lupo.  E poi il dottor Giuseppe Di Paola, del posto, che conosce bene la fauna della zona. Si rendono conto della gravità. Diagnosi, probabile investimento. È il rischio più diffuso che corrono tutti gli animali selvatici quando si apprestano ad attraversare una strada frequentata dalle macchine. Il lupo viene sedato. Prelevato senza problemi. Gli operatori in servizio della stazione più vicina del Corpo Forestale dello Stato provvedono a “ricoverarlo” per tutte le cure del caso. Destinazione Riserva di Montedimezzo. In alto Molise, in provincia di Isernia, dove esiste il Reparto Carabinieri Biodiversità con il Centro Recupero Animali Selvatici che svolge una intensa attività di recupero e di sensibilizzazione alla conservazione della biodiversità e alla percezione della bellezza con aule didattiche “a cielo aperto”.  

Nel territorio di Montelongo, protetto da Santa Maria ad Nives, si può dire che c’è molto equilibrio. Qui il lupo trova il contesto migliore per riprodursi. Lontano dai rumori e dalla presenza dell’uomo. Non a caso è facile avvistarlo in piena solitudine oppure quando è in cammino sulla lunga distanza. Montelongo, dal punto di vista naturale, certamente scrive una bella pagina di storia ambientale. Tempo fa ci siamo occupati di una storia felicissima. Quella di mamma lupa che in questo contesto appunto seguiva a distanza, col suo “cuore di mamma”, i suoi due graziosissimi cuccioli. I lupacchiotti curiosavano spesso lungo il ciglio di un tratto di strada Provinciale abbandonata. L’immagine attuale è meno felice. Ma il cuore dell’uomo, che un tempo vedeva solo il lupo cattivo, oggi ha cambiato radicalmente i suoi sentimenti. È più amorevole. Più sensibile.  Pronto ad agire in difesa degli animali. Una bella storia in questo caso giunta a buon fine. Grazie ad un intervento al momento risolutivo. Con un epilogo a metà strada positivo. Dunque di buon auspicio. Siamo certi. Il lupo ce la farà a sopravvivere. 

Luigi Pizzuto

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