"Progetto Rondine", la lezione di pace fatta dagli studenti

Cultura
lunedì 19 dicembre 2016
di Michele Trombetta
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Progetto Rondine, la lezione di pace fatta dagli studenti
Progetto Rondine, la lezione di pace fatta dagli studenti © n.c.
TERMOLI. Nell’aula magna del Liceo Classico “G. Perrotta” di Termoli si è parlato del “Progetto Rondine”, un progetto didattico sostenuto dal MIUR che promuove la cultura della comprensione e della solidarietà e intende fare dei giovani ospiti dell'associazione, molti dei  quali provengono da paesi inevitabilmente colpiti da guerre e conflitti, degli ambasciatori di pace. A parlare di questo ai loro coetanei è stata Lorena Gioviani, un'alunna del Liceo Scientifico “ Alfano” che è stata selezionata per una borsa di studio per la frequenza del quarto anno di studio di eccellenza presso la scuola internazionale di Rondine (AR) denominata proprio per questo progetto “Città della Pace”. I suoi colleghi studenti del liceo classico con cui si è incontrata Lorena, accompagnata per l'occasione da una sua amica studente, facente parte anch'essa del progetto e di origine Israeliana, sono stati alunni di III° e IV° dello Scientifico e due III° del Liceo Classico. Presente, con le due studentesse, anche la dirigente del Classico Scientifico, la prof.ssa Concetta Rita Niro, la quale ha sottolineato: “questo evento mette in evidenza un tratto molto importante per tutta la nostra scuola, dove la nostra studentessa Lorena, accompagnata come testimonial da questa sua amica studentessa di origine israeliana, condividerà con gli altri studenti presenti, le tappe più rilevanti di questo progetto Rondine. La ricetta di Rondine per diffondere la pace, mescola corsi di studio universitari a un'esperienza  internazionale di convivenza e dialogo. La loro vita è scandita dalle esigenze dei percorsi accademici e della convivenza quotidiana. Scelgono il proprio corso di studi, assistiti dallo staff di Rondine, ma seguono allo stesso tempo un percorso formativo interno, basato sui principi del dialogo e della convivenza  tra diverse culture. Quando tornano  a casa, questi studenti  avranno acquisito consapevolezza  e strumenti per provare a cambiare direzione del destino del proprio paese”.