Immagini senza tempo al Maxxi: l'archivio di Paolo Di Paolo

Che mostra! mer 24 aprile 2019
Cultura e Società di La Redazione
3min
Viareggio 1959 ©Archivio Paolo Di Paolo
Viareggio 1959 ©Archivio Paolo Di Paolo

LARINO. Paolo Di Paolo, 94 anni, è innanzitutto un larinese. In altri tempi è stato un creatore di immagini (volgarmente un fotografo); ma non s’è fermato a questo perché, di seguito, ha voluto dedicare il proprio tempo vitale agli studi di filosofia ed al settore dell’editoria. L’attività più nota al gran pubblico è stata la continua collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. Sono stati opera sua ben 43 calendari della Benemerita che, ad ogni Natale e Capodanno, troviamo affissi un po’ dovunque. Il primo esemplare apparve a Firenze nel 1928, quando Di Paolo aveva solo 3 anni. La nota pubblicazione sviluppa temi attinenti alla storia di questa prestigiosa istituzione militare ed è diventata oggetto di collezionismo, fino a sfiorare la tiratura di un milione di copie nel 1996. Nel contempo, sempre per l’Arma, il Larinese ha curato una ventina di volumi.

Per conseguire la maturità classica si trasferì a Roma e poi si iscrisse alla Facoltà di filosofia de “La Sapienza”. Qui fu allievo di Guido De Ruggero ed amico di Lucio Colletti. Frequenta gli ambienti artistici di Roma ed entra in contatto con Mario Mafai, Giovanni Omiccioli, Giulio Turcato, Antonio Corpora, Pietro Consagra, Carla Accardi e Mimmo Rotella, decidendo di sviluppare - attraverso il mezzo fotografico - il proprio interesse per le arti figurative. Nel frattempo prende a lavorare nell'editoria e, nel 1953, viene nominato capo redattore di una nota rivista turistica. Nel 1954 inizia a collaborare con il settimanale ‘Il Mondo’ di Pannunzio, rivista per cui realizzò 573 immagini. Tra il 1954 e il 1956 collabora con la ‘Settimana Incom Illustrata’, poi per il settimanale ‘Tempo’ per cui realizza inchieste e servizi firmati con Pasolini e Cederna. Poi, come inviato, viaggerà in Urss, in Iran, in Giappone e negli Usa. Realizza importanti reportage su Umberto II, su Enzo Ferrari e su Anna Magnani. Con Pasolini a la Magnani instaura un rapporto di fiducia, riprendendoli sui ‘set’ de "Il Vangelo secondo Matteo" e di "Mamma Roma".

Nello scorso dicembre ritorna alla luce, grazie alla figlia Silvia, una gran parte del suo archivio fotografico, rimasto confinato in cantina per molti anni. L’Editore Marsilio ne ha tratto un volume di 304 pagine, riconsegnandolo alla memoria degli Italiani. Per il Direttore di ’MAXXI Arte’ Bartolomeo Pietromarchi questa documentazione rappresenta “il racconto di un’epoca unica (l’Italia del primo dopoguerra) a cui un fotografo ha saputo dare uno spessore culturale, psicologico, artistico ed antropologico. Volti noti, e sconosciuti, riemergono dal passato in pose e ritratti, restituendo prossimità ed intimità. Di Paolo ha raccontato un’Italia uscita frastornata e ferita dalla guerra, tra complessità, contraddizioni e speranze di un mondo che doveva recuperare velocemente un tempo passato”.

Ora alla vicenda vitale del larinese Paolo Di Paolo è dedicata una mostra che ha aperto i suoi battenti, a Roma, il 17 di aprile per chiudere il 30 di giugno. Voluto dalla Presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri, con GUCCI ‘main sponsor’, l’evento si avvale di 250 foto, in parte inèdite. Molte sono quelle dedicate all’Italia, alle donne a capo velato del Campobassano (che portavano di casa in xasa le tine per l’acqua sulla testa). Di Roma Di Paolo ha immortalato le pose della nobiltà e della società internazionale che frequentava la Capitale. Per la Sezione dedicata agli attori troviamo Kim Novak. ospite del ‘Grand Hotel’, intenta a stirare i propri effetti personali, Sophia Loren con Marcello Mastroianni, Monica Vitti e Michelangelo Antonioni, Simone Signoret ed il cantante Yves Montand. Poi foto di Giorgio De Chirico, di Guttuso, di Lucio Fontana, di Tennessee Williams e di Giuseppe Ungaretti, Mina, Moravia e la Cardinale (e tante altre, rimaste inedite, per l’intimità che le pervade, e che sarebbe stato inappropriato cedere ai giornali).

Claudio de Luca

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