Casa del libro: momento di confronto culturale e dialogo tra discipline artistiche

Cultura
sabato 17 ottobre 2020
di Veronica Pinti
Più informazioni su
Casa del libro: momento di confronto culturale e dialogo tra discipline artistiche
Casa del libro: momento di confronto culturale e dialogo tra discipline artistiche". © Termolionline.it

TERMOLI. Martedì 13 ottobre 2020…

…che inizialmente era martedì 6 ottobre 2020, ma poi tra un impegno fuori città nel week end, Nicola che ci teneva a perfezionare la locandina, poi la pioggia, “aspetta il cielo si sta schiarendo”, “no, di nuovo pioggia”, ci concediamo ancora qualche giorno per organizzare tutto al meglio. Conviene spostare l’evento a martedì 13, che poi suona anche meglio di “martedì 6”; non so perché, ma ne ho già sentito parlare.

Durante le due prime settimane di ottobre c’era un bel fermento alla “Casa del libro” di Termoli. Entrando nella sede di corso Vittorio Emanuele III, tra i circa cinque mila volumi che fanno capolino dalle librerie, i membri dell’associazione presentano le attività più coinvolgenti da proporre alla popolazione termolese. Bisogna organizzare l’open day della Casa del libro, che festeggia il suo quinto anno di vita. Daniela Battista, fondatrice dell’associazione, è un vulcano di idee e trova sempre il modo più creativo per realizzarle. L’idea alla base della Casa del libro è lo scambio di libri. Mettiamo caso che leggi un libro, ti piace tanto e vuoi condividerlo con qualcun altro. Puoi recarti alla Casa del libro e affidarlo ai suoi scaffali, scegliendo un libro diverso da portare a casa con te.

“Se un libro non vi è piaciuto, abbandonatelo. Se vi è piaciuto, abbandonatelo per farlo leggere a qualcun altro. Se vi è piaciuto così tanto, ricompratelo.” - Daniel Pennac.

Daniela da subito propone l’idea di regalare un libro a ogni partecipante all’evento. Quindi andiamo alla ricerca di fogli di giornale con cui impacchettarli, così da regalare insieme al libro anche un po’ di sano effetto sorpresa. Il libro che ti capita è quello che ti era destinato. È bello potersi ancora stupire per qualcosa. Luogo dell’evento, il ristorante “Ricky”, sul lungo mare sud della costa termolese, Rio Vivo, per intenderci. L’ampiezza del ristorante e l’interesse di Riccardo Traversa, il proprietario, per gli eventi culturali, rendono “Ricky” il luogo più adatto. Tutt’intorno vi sono palme, in sottofondo il mare: l’ambiente esterno del locale, nella sua curata rusticità, evoca gli echi dei romanzi d’avventura. I libri impacchettati vengono sistemati in tre bauli e non c’è forziere pieno d’oro che tenga il confronto. A sorvegliare la sala, un equipaggio di tutto punto, composto dai volontari della SAE 112. Dopo il controllo della temperatura, badano che tutti indossino le mascherine correttamente.

L’open day inizia verso le 16.30. Il quarto d’ora accademico è concesso solo per aspettare che i bambini si riuniscano intorno al tavolo e scelgano il loro pastello preferito. Il programma dell’evento infatti coinvolge proprio tutti. I più piccoli possono disegnare e socializzare tra di loro, rispettando le distanze di sicurezza ormai note. Si avvicendano le voci di alcuni membri adulti dell’associazione: seduti su una poltroncina accanto al camino, con un libro posato sulle ginocchia, leggono ai bambini le storie più belle. Qualche bambino si rispecchia più in Gian Burrasca, qualcun altro appare catturato dalle parole de Il piccolo principe. Maria Concetta Colombo legge il dialogo tra il principe e la volpe, invitando i bambini con dolcezza a riflettere sul valore della famosa rosa. Finisce che anche qualche adulto si scopre piacevolmente rapito da quella storia.

“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano.” - Antoine de Saint-Exupéry

Le letture non avrebbero lo stesso sapore senza un accompagnamento musicale d’eccezione. Mariano Gramegna ha la capacità di cogliere l’essenza di quei racconti e di metterli spontaneamente in musica. Piccoli e grandi uditori comprendono il privilegio di quell’esperienza multisensoriale, breve respiro in una realtà che va di corsa e penalizza la completezza dei momenti. L’accompagnamento sapiente di Mariano introduce anche le letture per i più grandi. Tutti i racconti sono estrapolati dalla raccolta “I racconti di Macondo”, scritto da alcuni membri della Casa del libro hanno partecipato negli anni precedenti, a seguito del corso di scrittura organizzato dalla Scuola Macondo. Nell’open day di martedì 13 non solo c’è stata la fortuna di ascoltare le storie interpretate direttamente dai loro autori, ma anche di ricevere informazioni sugli interessanti corsi di scrittura della scuola. Infatti, dopo le letture di Cosima De Angelis, Bice Monaco, Lucia Perugini, Gioia Pagnoni, Alessandro Ingaldi, Ester Tanasso e Arianna Bruzzone, il fondatore della scuola di scrittura “Macondo”, Peppe Millanta, ne illustra le attività. Per nostra fortuna, capita anche che Peppe si ritrovi tra le mani il suo “Vinpeel degli orizzonti”, la favola moderna con cui ha vinto il premio John Fante Opera Prima nel 2018 e con cui è stato candidato al Premio Strega Ragazzi, così, per dare qualche coordinata; e capita che ne legga un paio di capitoli, quanto basta per coinvolgere definitivamente i molti partecipanti che avevano scelto di trascorrere così quel tardo pomeriggio di martedì 13. Continua a suonarmi familiare. Dopo un pomeriggio tanto ricco di emozioni, viene da pensare che sia una data particolarmente fortunata.

Verso le 19.15 di sera, nello spazio dei racconti, mi faccio strada io, Veronica Pinti. Grazie a questo evento e al sostegno della Casa del libro, ho avuto modo di presentare il mio racconto dal titolo “La ballerina nascosta”, finalista nel concorso letterario organizzato per il Festival Rocky Marciano 2020. Ho scelto di non leggerlo, ma di recitarlo a memoria, perché ci tenevo far arrivare i miei ricordi di bambina nel modo più diretto possibile. Non posso che essere grata per l’entusiasmo e la stima che il pubblico mi ha mostrato. L’interpretazione è stata resa ancora più vivida dalla coreografia di Sara Marziali, la maestra di danza protagonista del racconto. Sara gestisce la deliziosa scuola di danza dall’aria parigina, con ben quarant’anni di attività alle spalle. Le due allieve di Sara, Carla Colamarino e Diletta Cappiello, hanno riprodotto sulle loro “punte rosa confetto” l’esperienza artistica che la giovane autrice termolese ha narrato. La professionalità della maestra Sara e del marito Ascanio Lanzone ricordano che anche l’arte richiede disciplina.

Sullo sfondo del pomeriggio corre il video realizzato da Gianni. Su un grande schermo bianco vengono proiettati i momenti salienti che hanno costellato i cinque anni di vita della Casa del libro: spettacoli teatrali, letture, presentazioni di libri e momenti di convivialità con ospiti d’eccezione. L’open day della Casa del libro ha rappresentato per la comunità termolese un interessante spazio di confronto culturale, un dialogo tra discipline artistiche. L’entusiasta partecipazione della popolazione locale chiede a gran voce di aumentarne la frequenza. Questo è l’impegno di Daniela Battista e di tutti i soci della Casa del libro, promotori di cultura sul territorio termolese, amanti dei libri e dei lettori.

La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza di pensieri crea profondità. La gentilezza nel donare crea amore.” – Lao Tse

Veronica Pinti