Consigli per investire in Borsa

Azioni mer 12 gennaio
Dal web di La Redazione
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Consigli per investire in borsa ©Termolionline
Consigli per investire in borsa ©Termolionline

Quali sono gli accorgimenti da mettere in atto se si decide di investire in Borsa? Per scoprirlo ci siamo rivolti a dei veri esperti del settore: quelli del team di Investire Azioni.

Qual è il punto di partenza per un investimento di successo?

Tra i consigli per investire in borsa, senza alcun dubbio la diversificazione può essere considerata un eccellente strumento di investimento. Grazie ad essa, infatti, si ha la possibilità di contenere la volatilità del proprio portafoglio. Sono tanti gli azionisti italiani a cui si può far riferimento, da Eni a Moncler, da Intesa San Paolo a Enel, da Generali a Unicredit. Ebbene, se si sceglie di variare il proprio portafoglio di investimenti, con tutta probabilità si sarà in grado di rispondere alle differenti situazioni di mercato in maniera più efficace.

Come ci si deve approcciare agli investimenti?

Per poter investire in Borsa serve, prima di tutto, un agente di cambio, o broker a seconda di come lo si voglia chiamare. Esso fa capo a un istituto finanziario o a un’agenzia, e in sostanza opera in qualità di intermediario per ciò che concerne l’acquisto e la vendita di azioni. Il consiglio è di affidarsi unicamente a commissionari che siano regolamentati e abilitati a operare nel nostro Paese. In fase di valutazione e confronto dei diversi broker, poi, è necessario tenere conto anche dei servizi che vengono messi a disposizione e dei costi richiesti per le commissioni. Un altro aspetto da non trascurare, in relazione alle piattaforme degli intermediari, è la disponibilità dell’evoluzione in tempo reale del portafoglio: in questo modo è possibile essere informati in qualunque momento non solo a proposito delle operazioni effettuate, ma anche in relazione alla variazione degli indicatori.

Ci sono aspetti importanti che è necessario conoscere?

Le commissioni di sicuro condizionano il modus operandi in un senso o nell’altro. Ce ne sono di diversi tipi: quelle per l’acquisto e la vendita dei titoli, quelle per la custodia dei titoli e quelle per l’incasso sui dividendi. Le commissioni relative all’acquisto e alla vendita dei titoli nella maggior parte dei casi prevedono una percentuale sull’importo delle operazioni che vengono compiute. Una parte della commissione spetta alla Borsa nella quale il valore viene scambiato, mentre l’altra tocca al broker: infatti, è sempre presente un intermediario. Ci sono, poi, le commissioni per la custodia di titoli: in pratica, sono quelle che vengono addebitate da parte dell’ente depositario per le spese correlate alla detenzione delle azioni in portafogli. Il calcolo di queste commissioni viene effettuato sul valore effettivo di ogni azione. Infine ci sono le commissioni per l’incasso sui dividendi, che vengono addebitate tutte le volte che il dividendo azionario viene riscosso: la percentuale è variabile in base all’intermediario o al broker.

Quali suggerimenti dareste a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo?

Non bisogna essere presuntuosi e occorre cercare di conoscere il più possibile il mercato azionario. È chiaro che se si è alle prime armi questo non è semplice, ma proprio per tale motivo è bene darsi da fare per ampliare e accrescere le proprie competenze. Esistono numerose risorse a cui si può far riferimento per formarsi, utili per ottenere i consigli per investire in borsa necessari per capire come muoversi. D’altra parte, prima di effettuare qualunque investimento in Borsa occorre definire l’importo in denaro che si ha intenzione di investire, la percentuale di perdita che si è disposti a tollerare e la durata dell’investimento nel corso del tempo.

Esistono diversi tipi di investimento: come si fa a non rimanere disorientati?

Soprattutto per gli investimenti iniziali la raccomandazione è di usare una quantità di capitale limitata, cercando di calcolare in che modo le eventuali commissioni addebitate potrebbero condizionare i guadagni di una transazione. In ogni caso, per definire il capitale che si dovrà investire è necessario conoscere la differenza fra gli investimenti a reddito variabile e quelli a reddito fisso. I primi presuppongono un rischio più elevato, mentre i secondi sono suggeriti agli investitori principianti. Rientrano nel novero degli investimenti a reddito fisso le obbligazioni del debito governativo o pubblico, le obbligazioni del debito societario e le CDT; viceversa, sono investimenti a reddito variabile i derivati, i fondi comuni di investimento e l’acquisto di azioni di società private.

Ma quanto si deve investire?

Non importa tanto quanto denaro investire; quel che conta, invece, è investire solo soldi di cui si è certi di poter fare a meno, in modo da non andare incontro a conseguenze spiacevoli nel caso in cui gli investimenti si dovessero rivelare sbagliati e i soldi andassero persi.

Per finire, parliamo di Investireazioni.it.

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