«La sanità è un disastro, basta subire»: domani la protesta al Cardarelli

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mercoledì 13 gennaio 2021
di La Redazione
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Locandina della protesta popolare
Locandina della protesta popolare © Personale

CAMPOBASSO. Si riaccendono le proteste sulla gestione dell’emergenza Covid-19 in Molise: oltre alla politica locale, impegnata nelle richieste relative all’apertura dell’ospedale frentano, a mettere in prima luce i problemi sono i cittadini che hanno organizzato una protesta popolare presso l’area antistante l’Ospedale Cardarelli di Campobasso per giovedì 14 gennaio alle ore 10.30.

Ad annunciare la protesta, tramite il suo profilo facebook, è Andrea Di Paolo, operaio della zona industriale termolese, che scrive: «Chi mi conosce bene sa che il mio impegno sulle lotte per i diritti collettivi ha già da tempo un percorso molto chiaro, nella nostra regione Molise abbiamo costruito con intenti una lotta ben precisa come aggregazione dei liberi cittadini per la sanità pubblica che di fatto rispetto ai classici comitati istituzionali poltronisti e filosofi stiamo portando avanti le istanze dalla base a cominciare da chi subisce la malasanità sulla propria pelle e in questo momento mi viene in mente il caro Ennio che é deceduto; questo lo dico perché le lotte non si inventano ma si fortificano soprattutto oggi dove la situazione in regione con l'emergenza Covid é precipitata, dove tutto lo scatafascio della sanità pubblica ha dimostrato lo schifo e il pieno disagio per interi territori, cittadini. Qui si muore e non solo di Covid».

«L'amico e compagno Emilio Izzo ieri invitava su facebook a una nuova protesta nei pressi dell'Ospedale Cardarelli di Campobasso: tanti morti e denunce, intanto il Vietri di Larino rimane un gigante addormentato, praticamente chiuso, vergognosa la politica regionale che insieme ad Asrem continua a dichiarare e a cantare che é tutto regolare, intanto a pagarne le conseguenze in salute e quindi in diritti è il popolo molisano, il personale sanitario sotto organico, altri ospedali dimezzati o chiusi, una regione che continua a ingigantire il buco finanziario.
Andiamo avanti».